Ospedale unico? Per i grillini fanesi equivale alla privatizzazione della sanità

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15 novembre 2015

Marta Ruggeri, Hadar Omiccioli, Roberta Ansuini*

FANO – Nel giro di soli tre giorni, Fano si è fatta soffiare l’ospedale sotto il naso.

Il furto è stato accuratamente preparato dall’ultimatum rivolto a Seri da parte di Ricci (“si scelga il sito per l’ospedale unico entro fine mese, altrimenti decide la Regione”) ed è stato perpetrato venerdì quando, davanti al Presidente della Regione, i sindaci di Fano e Pesaro non hanno trovato l’accordo sull’annoso (e falso) problema della localizzazione della nuova struttura, spalancando così la strada ad una sempre più concreta ipotesi Muraglia.

Rimaniamo allibiti leggendo le dichiarazioni del vicesindaco nonché segretario del Pd fanese Marchegiani, che solo adesso (e non in campagna elettorale) propone come contentino per Fano un polo sanitario privato, tra l’altro dimostrando in questo modo di sapere che su Muraglia la decisione era già stata presa da tempo. In uno slancio di sincerità è riuscito finalmente ad esprimere senza alcuna remora l’obiettivo che da anni questa presuntissima “sinistra” persegue: la privatizzazione della sanità e la distruzione del pubblico, con tanti saluti all’articolo 32 della Costituzione e un caloroso benvenuto al profitto nel nuovo business della malattia.

Da (troppi) anni, noi del Movimento 5 Stelle ribadiamo inascoltati che la profusione di tante energie nel dibattito sulla localizzazione rappresenta solo un diversivo per scansare il reale nocciolo della questione e cioè l’effettiva utilità di una nuova struttura ospedaliera, che non è mai stata dimostrata da una seria analisi costi-benefici, nonché la praticabilità finanziaria di questo progetto che, vista la carenza di risorse pubbliche, dovrebbe passare attraverso forme di finanziamento di natura privata, come il contratto di disponibilità o il pericolosissimo project financing, che porterebbero ad un gigantesco indebitamento pluridecennale a carico dei cittadini.

Forti dell’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini fanesi e pesaresi, che secondo un sondaggio uscito oggi bocciano senza appello l’ospedale unico, chiediamo piuttosto di concentrare gli investimenti e il dibattito politico su soluzioni che si pongano come orizzonte di riferimento non gli affari di Partito (Democratico) e nemmeno le bieche speculazioni immobiliari, ma la tutela della salute delle persone: abolire Marche Nord e riversare sui servizi i risparmi ottenuti dal taglio dei dirigenti; ripartire dalla valorizzazione delle strutture esistenti con investimenti a lungo termine, ma al contempo avvicinare i servizi sul territorio piuttosto che allontanarli.

In tutto questo qual è stato il ruolo del sindaco Seri? A nostro avviso, i casi sono due: o ha preso in giro i cittadini fin dall’inizio, fingendosi paladino del Santa Croce, mentre nelle segrete stanze collaborava con il Pd alla devastazione della sanità pubblica o molto più semplicemente non ha voluto assumere il peso politico e il coraggio necessari per fare la voce grossa, se non nei comunicati inviati alla stampa, e difendere il sacrosanto diritto di tutte le persone a ricevere cure gratuite e di qualità. Comunque sia, il risultato è che mentre Ricci stabiliva come termine dell’ultimatum la fine del mese, dopo nemmeno tre giorni i giochi erano già fatti, a riprova del fatto che Seri non è stato neppure capace di far rispettare al sindaco di Pesaro i tempi da lui stesso dettati.

Ma un sindaco così è davvero in grado di difendere la salute dei cittadini?

*Consiglieri Comunali del Gruppo Movimento 5 Stelle – Fano

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