La seconda vittoria Vuelle tra miglioramenti acquisiti e altri da rincorrere. L’analisi di Pu24

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16 novembre 2015

PESARO – Per riuscire a vincere una partita di pallacanestro servono la concomitanza di diversi fattori: la complicità di un avversario, che nonostante sia dotato di un maggior talento, non riesce a trasferirlo per quaranta minuti sul parquet, lasciando aperto uno spiraglio che l’altra formazione deve essere comunque brava a sfruttare nei tempi giusti. Un metro arbitrale permissivo e diverso dal solito, perché – ad esempio – la marea di blocchi portati da Walker domenica sera, solitamente venivano regolarmente ritenuti fallosi nei match precedenti, mentre con Brindisi il lungo canadese ha potuto aiutare i suoi compagni con blocchi granitici, ma non sempre da manuale, che hanno consentito a McKissic, ad esempio, di segnare le sue quattro triple. Ma naturalmente serve anche il talento individuale e questa Vuelle sa di possederlo, con i suoi tre moschettieri (Christon, Lacey e McKissic) che hanno nelle loro mani un ventello ogni domenica, anche se la continuità non è il loro punto di forza, serve una difesa convincente, in grado di mettere qualche granello di sabbia nei meccanismi dell’attacco avversario (Brindisi 15 perse), serve un pizzico di fortuna, con qualche pallone che ballonzola sul ferro un paio di volte, invece di finire nella retina e un’avversaria che solitamente tira i liberi con l’80%, che fa un modestissimo 9 su 20.

Immagine-2077Poi naturalmente servirebbero degli schemi ben congegnati, un piano pre-partita eseguito alla perfezione, cambi eseguiti con il giusto tempismo per far arrivare fresco il miglior quintetto nei minuti finali del match, ma questo 2015 non entrerà negli annali della pallacanestro italiana per la qualità messa sul parquet dalle 16 formazioni che ne fanno parte e, in un campionato dove Pistoia è da sola in testa alla classifica, non si può pretendere troppo da coach Paolini e il suo staff e ci si deve accontentare delle piccole soddisfazioni che riesci a raccogliere qua e là e, trovarsi con due vittorie dopo sette partite, non è nemmeno malaccio tutto sommato.

Nella consueta presentazione del match del venerdì, ci eravamo soffermati sul fatto che mancasse poco a questa Vuelle per rimanere nella pancia del gruppo e che probabilmente, anche con un sola sostituzione, Pesaro avrebbe potuto compiere quel salto di qualità indispensabile per togliersi dall’ultima posizione. Non è un mistero che sia il reparto lunghi quello sotto esame fin dal precampionato e dopo aver visto il D.J. Shelton di domenica sera, è palese che non si possa continuare ad aspettare la presunta crescita di un giocatore che in campo gioca in maniera anarchica, con degli “show” difensivi che mettono in difficoltà i suoi stessi compagni per lo scarso tempismo con cui vengono effettuati, con un tiro da tre dalla meccanica inguardabile, una propensione a rimbalzo non proprio da numero quattro e una generale sensazione, che non abbia il giusto atteggiamento per farsi volere bene dal gruppo.

Palla a due in Consultinvest-Enel

Palla a due in Consultinvest-Enel

La vittoria colta contro Brindisi – pur preziosa – non deve far calare l’attenzione sui problemi di una Consultinvest che sa di avere il necessario talento negli esterni per potersi salvare, ma che deve prendere atto di non potersi permettere il lusso di regalare un americano e che dovrà necessariamente, nei prossimi giorni, prendere una decisione, magari non condivisa nei piani alti – ovvero da coloro che devono tirare fuori i soldi – ma indispensabile per non gettare alle ortiche una stagione, che potrebbe dare anche qualche soddisfazione insperata agli oltre quattromila che ogni domenica si presentano all’Adriatic Arena, consci che lo spettacolo offerto sul parquet non sarà indimenticabile, ma che si meritano una società che compia tutti gli sforzi necessari per togliersi dalla zona pericolo.

 

I PIU’ ……

Tiri liberi: Dopo aver tirato per sei partite i liberi con una percentuale inferiore al 70%, Pesaro tira fuori dal cilindro uno straordinario 21 su 23, che insieme al 9 su 20 di Brindisi, è stata una delle chiavi della vittoria della Consultinvest.

Semaj Christon: Per un esterno dell’era moderna, segnare oltre 17 punti di media – secondo assoluto dietro al canturino Heslip – con appena 5 triple segnate in 7 partite è sicuramente un’anomalia, ma Christon è un penetratore sopraffino, con un controllo del corpo da Nba e polpastrelli da pianista, anche contro Brindisi è il più continuo dei suoi, con un discreto 7 su 15 dal campo, 7 falli subiti, quattro assist ed un plus-minus di più 14, la salvezza della Vuelle passa sempre di più dalle sue mani.

Shelton e Walker

Shelton e Walker

Maurice Walker: Ormai è chiaro che l’unico modo per farlo segnare sia quello di servirgli il pallone a mezzo metro dal ferro sugli scarichi, altrimenti Walker si perde tra improbabili virate a canestro chiuse con dei tiri fuori equilibrio e conclusioni da evitare dai quattro metri, ma contro Brindisi riesce a rendersi utile catturando dieci rimbalzi, difendendo dignitosamente e riuscendo a portare dei blocchi efficaci per liberare i compagni al tiro, i centri dominanti sono un’altra cosa, ma Walker ha dimostrato di essere in grado di dare il suo contributo.

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BRINDISI

Percentuale dal campo: Pesaro aumenta il numero delle sue conclusioni (60) rispetto al recente passato, ma fallisce qualche tiro di troppo, soprattutto dalla linea dei 6.75 con un migliorabile 8 su 25, con Ceron e Gazzotti meno precisi del solito.

Panchina: Candussi non mette piede sul parquet per scelta tecnica, Shelton – ormai panchinaro fisso – segna due punti al 40’, Basile trova solamente due liberi e Ceron chiude con soli cinque punti all’attivo, troppo poco il contributo arrivato dalla panchina per una Vuelle che ha bisogno di un contributo più consistente dai suoi “rincalzi”.

D.J Shelton: Probabilmente una delle più brutte partite giocate da un americano in maglia Consultinvest quella disputata da Shelton contro Brindisi, non tanto per gli errori commessi, ma per un atteggiamento generale sopra le righe, che non sembra essere in sintonia con il resto della squadra.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Immagine-1937Nessun trio di esterni americani è più produttivo di quello pesarese – Christon, Lacey e McKissic segnano complessivamente 45.6 punti di media – nessun duo di lunghi stranieri è meno produttivo della coppia Walker-Shelton (11.6 complessivo). Non sempre i numeri dicono tutto, ma rimangono una cartina tornasole indispensabile per valutare il valore di una formazione.  E questa Consultinvest rimane una squadra a trazione anteriore, chiaramente sbilanciata verso gli esterni.

Una delle critiche principali rivolte a Christon è la sua presunta carenza in fase di regia. Giudizio condivisibile solo in parte, perché sono finiti i tempi in cui un playmaker era solamente un traghettatore del pallone verso l’altra metà campo e il suo unico scopo era di mettere in condizione i compagni di segnare. Adesso – giustamente – sono i registi con tanti punti nelle mani a dettare legge e Christon è uno dei migliori interpreti di questo fondamentale, poi si può discutere sulla sua poca propensione all’assist (3.7 di media), ma per distribuire passaggi smarcanti servono anche compagni all’altezza della situazione e Walker e Shelton non sono proprio i lunghi ideali per questo scopo. La nostra sensazione è che Christon “l’abbia data su” per dirla alla pesarese, ovvero si sia reso conto di come per il bene della squadra siano più utili i suoi punti che dei pick and roll eseguiti a metà. Ma dentro di lui è ancora accesa la fiamma del playmaker, come si può dedurre dai rimproveri dati durante la partita ai suoi compagni, con tanto di indicazioni da vigile urbano, per spiegargli dove avrebbero dovuto collocarsi sia in fase offensiva che difensiva. Il più felice degli eventuali nuovi innesti sotto canestro, sarebbe proprio il futuro playmaker degli Oklahoma City Thunder, che ci auguriamo possa restare con la Vuelle fino a maggio e non siamo sulla stessa linea del presidente Costa che – in caso di partenza verso l’Nba di Christon – incasserebbe felicemente la penale di 60.000 dollari. In questa Consultinvest, Semaj è l’uomo in più e siamo convinti che con dei lunghi all’altezza della situazione, cambierebbe anche quell’atteggiamento leggermente annoiato che certe volte sembra emergere dalle sue espressioni facciali, difetto che hanno tutti quelli che si credono superiori alla media, ma preferiamo giocatori con un po’ di sana presunzione in corpo, rispetto a quelli che scendono “mosci” sul parquet.

DAGLI ALTRI PARQUET

Pistoia rimane da sola in testa, grazie ad una sofferta vittoria arrivata solo al supplementare contro Caserta, mentre cade l’altra capolista, con Milano che esce sconfitta inaspettatamente nell’anticipo di mezzogiorno, battuta da una Manital Torino che riesce nell’impresa con soli sette uomini nelle rotazioni, salgono al secondo posto Trento, che rifila 26 punti a Varese e Venezia, che si aggiudica il big match di giornata, battendo nel posticipo Reggio Emilia, Cremona espugna Capo d’Orlando, con i siciliani che accusano la terza sconfitta consecutiva, mentre Cantù affianca a quota quattro Avellino, dopo aver battuto gli irpini nello scontro diretto, in una settima giornata che si chiuderà stasera con il posticipo tra Bologna e Sassari.

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