Ritorno al futuro: il rilancio di Sassaroli

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16 novembre 2015

Sandro Candelora*

Alma Juventus Fano golFANO – Pura eresia calcistica? Ingiustificabile, deleterio autolesionismo? Scelta peregrina dettata da cause di oggettiva forza maggiore? Sia come sia, vedere Sassaroli languire malinconicamente in panchina faceva male al cuore, lui che, lo affermiamo senza timori di smentita, sarebbe titolare fisso in ogni altra squadra del torneo e saprebbe giocarsi le sue chance anche a livelli superiori. Perché un elemento così ce l’hanno in pochi e in parecchi anzi lo invidiano non nascostamente al club granata, al quale il buon Mattia sa offrire presenza agonistica unita a genialità creativa, insieme ad una duttilità di impiego che lo può proporre indifferentemente e con esiti sempre lusinghieri come terzino fluidificante, centrocampista di fatica e qualità, incursore implacabile delle retrovie avversarie. Pur con tutte queste ottime credenziali nel suo bagaglio, il nostro negli ultimi tempi ha peraltro dovuto soffrire e non poco, mordendo a lungo il freno al cospetto di accidenti di varia natura. Partito alla grande nello scorso campionato, ha quindi patito guai fisici a ripetizione, complice una caviglia ballerina che non voleva saperne di andare a posto. Risultato: mentre i suoi compari facevano incetta di bottini di guerra e si coprivano di gloria lui trascorreva le giornate tra fisioterapia e timidi tentativi di recupero puntualmente frustrati da improvvide ricadute. Ritrovata al meglio l’integrità fisica durante l’estate, si è poi visto sbarrate le porte dell’undici base dall’anagrafe e dalla concorrenza. E così quello che fino alla stagione passata era il più maturo e imprescindibile degli under era divenuto suo malgrado il meno utilizzato (ancorché il più giovane) degli over. Con ovvie ripercussioni su un morale ridotto ai minimi termini e su un orgoglio che, perbacco, non sapeva farsi una ragione della forzata inoperosità. Al cospetto della mala parata, siamo certi che di idee balzane e definitive ne devono essere passate di ogni sorta in testa al ragazzo anconetano, che tuttavia non ha mai smesso di compiere il suo dovere, ingoiando bocconi amari a iosa. Quindi, come nelle migliori favole, è arrivata la svolta, a sancire una rinascita sportiva che ha spazzato via mesi di dubbi e mortificazioni, riproponendolo in tutta la sua forza.

Sassaroli c’è e quello che ha dimostrato ad Avezzano è solo un piccolo campionario di ciò che può offrire a questa squadra che, ancora alla ricerca di antiche certezze e smarriti equilibri, delle sue prerogative pare proprio non poterne fare a meno. Della serie: in campo mettetelo pure dove volete ma fatelo giocare. Per il bene suo e, soprattutto, della nostra santa causa.

*Opinionista Alma Juventus Fano

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