Parte da Nino Pedretti la “Strada per Pesaro”. Via al viaggio culturale fra i “pesaresi d’adozione”

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17 novembre 2015

PESARO – Che cosa hanno in Comune  intellettuali, poeti e scrittori come Torquato Tasso, Giovan Battista Passeri, Giuseppe Picciola, Clarice Tartufari, Dino Garrone, Nino Pedretti, Enzio Cetrangolo, Roberto Dionigi, attori come Annibale e Ave Ninchi, partigiani come Lea e Sparta Trivella, politici come Ernesto Nathan e Marcello Stefanini, nobildonne come Lucrezia Borgia e Costanza Monti, musicisti come Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Amilcare Zanella, Mario Del Monaco e Luciano Pavarotti,   regnanti come Carolina di Brunswick, artisti come i pittori di Villa Imperiale (Raffaellino del Colle, Dosso Dossi, Agnolo Bronzino, Francesco Menzocchi), o quelli convenuti alla scuola di Giannandrea Lazzarini? E ancora Federico Barocci, Nino Caffè e lo sculture Loreno Sguanci, tipografi comeAnnesio Nobili, naturalisti come Aldo J. B. Brilli-Catttarini, sportivi come Riccardo Brusi, religiosi come Giuseppe Bocci e Gianfranco Chiti, testimoni della deportazione nazista come Irene Kriwcenko, ceramisti come Filippo Antonio Callegari, architetti come Filippo Terzi, medici come Cesare Lombroso?

StradaPerPesaroFronteWEBSono tutti “pesaresi d’adozione”. Martedì 24 novembre, alle ore 21, al teatro Sperimentale di Pesaro si alza il sipario sul primo appuntamento de La strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione, rassegna di incontri – organizzata dal Comune di Pesaro, Presidenza del Consiglio eAssessorato alla Bellezza, in collaborazione con Amat e Provincia di Pesaro e Urbino – dedicata ai “forestieri” di ieri e di oggi. Donne e uomini venuti da fuori e che per scelta o per destino, per breve o lungo tempo, sono diventati cittadini di Pesaro. “Una bella occasione – esordisce il presidente del Consiglio comunale Luca Bartolucci – per conoscere meglio la storia di questa città, anche nei suoi aspetti meno noti. E per capire l’importanza del contributo che ha saputo portare, nei secoli, chi è nato ‘altrove’. Non mancheranno ritratti e racconti di giornalisti, prefetti e questori, maestri e professori, sempre venuti da lontano: personaggi magari meno noti, ma che hanno contribuito alla crescita culturale e civile della nostra città”.

“Si tratta, sempre e comunque, di personalità affascinanti, complesse e carismatiche, – dice Lucia Ferrati, curatrice del progetto – che hanno lasciato una forte impronta del loro pensiero e della loro opera. E, spesso, una visione nuova e inedita della nostra città”. Letture, materiali iconografici, interventi critici, testimonianze, mostre, spettacoli e performance, contribuiranno, di volta in volta a raccontare le loro storie.

Nino Pedretti

Nino Pedretti

Il poeta, scrittore e drammaturgo Nino Pedretti è il protagonista del primo appuntamento. Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1923, in gioventù Pedretti dà vita, – assieme ad altri giovani intellettuali santarcangiolesi fra cui Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Gianni Fucci -, al sodalizio ironicamente noto come E’ circal de’ giudéizi (il circolo del giudizio). Laureatosi in lingue ad Urbino, dopo un periodo  trascorso in Germania, Pedretti diventa insegnante di lingua inglese a Cesena, e poi al liceo scientifico Marconi di Pesaro (città dove vivrà con la moglie, Lina Conti e i tre figli Daniela, Anna Maria e Paolo) e poi al Torelli di Fano. Poeta “per necessità” (come lo definì Carlo Bo), nel 1975 pubblica Al vòuşi, la sua prima raccolta di poesie in romagnolo, cui seguono, nel ’77 Te fugh de mi pàeis e la raccolta in lingua Gli uomini sono strade. Nell’81, anno della sua morte, avvenuta a soli 57 anni, pubblica la raccolta La chèşa de témp. Saranno pubblicati postumi i suoi monologhi e racconti e le poesie inedite in lingua italiana.

A tracciare il ritratto di Pedretti saranno le letture di Pier Paolo Paolizzi, Tommaso Cocon, Marco Corsucci e Lucia Leonardi (su testi e ricerca iconografica a cura diLucia Ferrati) e gli interventi degli studiosi Enrico Capodaglio e Tiziana Mattioli. A seguire Silvio Castiglioni sarà lo straordinario interprete dello spettacolo L’uomo è un animale feroce, tratto da Monologhi e racconti e Grammatiche, di Nino Pedretti, a cura dell’edizione Raffaeli  di Rimini (che sarà presente alla serata con i volumi dello stesso Pedretti). Il monologo godrà dell’accompagnamento delle  musiche dal vivo di Paolo Pedretti e Stefano Dionigi.

Posto unico non numerato: biglietto cortesia 3 euro.

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