Retribuzione dipendenti Asur, revocato lo sciopero. Ma si chiede chiarezza sulla nuova normativa sugli orari

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19 novembre 2015

PESARO – La Cisl Fp Marche territorio Pesaro-Urbino per il Comparto Sanità, ha partecipato, insieme alle altre organizzazioni sindacali, all’incontro di mercoledì con il direttore generale dell’Area Vasta 1 Carmine Di Bernardo per avere risposte sulla retribuzione accessoria dei dipendenti Asur. “Era stato proclamato uno stato di agitazione da parte delle organizzazioni sindacali lo scorso mese di ottobre – ricordano Alessandro Contadini e Paolo Braconi, rappresentanti della Cisl Fp Marche Sanità – in quanto l’Area Vasta 1 aveva comunicato l’intenzione di non pagare parte della retribuzione accessoria relativa all’anno 2015 al personale dipendente dell’Asur, nonostante ci fosse un accordo firmato il 30 aprile 2015”.

Bandiere sindacati Cgil Cisl e Uil

Bandiere della Cisl

Il problema del mancato pagamento, rilevano ancora i referenti della Cisl Fp, “si è venuto a creare per una lentezza burocratica imputabile esclusivamente alla Direzione Generale dell’Asur di Ancona, che impediva all’Area Vasta 1 di pagare la retribuzione accessoria ai dipendenti. La proclamazione dello stato di agitazione, ed eventualmente anche dello sciopero, qualora non fosse stato trovato l’accordo, sottendeva anche la poca considerazione e riconoscenza dell’Asur verso i suoi dipendenti. Nonostante ci fosse la disponibilità del personale a lavorare in orario straordinario, riposi saltati, ferie non godute, e quindi a sopperire ad una carenza organica dell’azienda, ai dipendenti stessi non era stata riconosciuta nemmeno parte della normale retribuzione, svilendo così la propria dignità professionale”. Al termine della riunione, le organizzazioni sindacali hanno trovato un accordo con l’Area Vasta 1, “che impegna l’azienda al pagamento della retribuzione accessoria in tempi certi, non parliamo di cifre esose, circa 700 euro lorde annue, e anche al pagamento dei residui fondi dell’anno 2014”. La prossima settimana si terrà un nuovo incontro tra sindacati e Area Vasta 1 per confrontarsi sull’entrata in vigore, fissata per il 25 novembre, della legge 161 del 2014, che, in base ad una direttiva comunitaria, obbliga le aziende sanitarie al rispetto delle 11 ore consecutive di riposo tra un turno di lavoro e l’altro. “Ancora non ci sono indicazioni chiare da parte dell’Area Vasta 1 sull’applicazione di questa normativa. Qualsiasi disposizione, in ogni caso, non dovrà ledere l’integrita psicofisica dei lavoratori”, conclude la Cisl Fp Sanità.

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