Ricci sicuro: “Sul turismo abbiamo imboccato la strada giusta. Insistiamo però sul cambio di mentalità”

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20 novembre 2015

PESARO – Un passo avanti, per il sindaco di Pesaro, è stato fatto: “Per me è più lungo di quel 3% che recita il dato (sul 2014, ndr). Ma intanto il segno è positivo. Ora dobbiamo insistere e andare avanti. Al di là di tutto, mai come nella scorsa estate la città è stata piena di eventi, iniziative, manifestazioni”. Matteo Ricci, affiancato dal vicesindaco Daniele Vimini e dal vicepresidente Apa Alessandro Tomassini, insiste sul “cambio di mentalità nel settore”, davanti alla platea di Villa Cattani Stuart.

“Ora c’è una strategia e una programmazione che parte a novembre”. Se il tentativo è “ristrutturare l’economia della città, che per decenni ha vissuto solo di manifattura”, sul turismo, “settore finora considerato marginale”, bisogna passare da quell’8% (pre-crisi) al 20% del Pil.

Insomma: “La manifattura resterà la base, ma il turismo dovrà diventare la seconda gamba”. Per arrivarci indica la via. Primo: “Una città che non comunica non esiste. Lo sforzo non deve essere fatto per il sindaco ma per il territorio. La promozione spetta alla Regione ma noi dobbiamo comunicare meglio. Altrimenti ci diciamo le cose solo fra noi”. Di qui le idee sul meteo, “dall’allungamento della stagione al sole assicurato”: “Non tutti sanno che siamo una realtà balneare e abbiamo acceso riflettori su di noi a costo zero. L’effetto è stato immediato? No. Ma di certo male non ha fatto. Credo che sul filone, già solcato, si debba proseguire. Il meteo è pop: tutti lo guardano prima della vacanza”.
Ancora: “Il city brand è il tassello di riconoscibilità che dura negli anni. Il successo deriva dalla ripetitività dell’applicazione. Per ora lo fa il Comune: funzionerà se lo utilizzeranno operatori, associazioni, esercenti, squadre sportive. E’ un tratto comune che aiuta a costruire l’identità grafica e digitale. Ora lo applicheremo su cartellonistica e arredo urbano”. Soprattutto, per il sindaco, bisogna lavorare sulle unicità: “Assi su cui siamo competitivi e che altre città non hanno”.

Musica

Pesaro città della musica: “Abbiamo messo i cartelli, ora dobbiamo continuare a moltiplicare le occasioni musicali. C’è chi non vuole casino? Dentro le regole, bisogna spingere sulla vivacità”. Città della musica con candidatura Unesco. dunque, abbinata a Rossini: “Il 150esimo della morte del Cigno sarà una ricorrenza nazionale. L’obiettivo è costruire un progetto economico, che partirà il 29 febbraio 2016 e durerà due anni e mezzo. Le iniziative saranno nei luoghi rossiniani: Napoli, Venezia, Firenze, Roma, Parigi. La dimensione deve essere ampia. Rossini è pop, affiancheremo la trasversalità alla capacità di coinvolgimento. Se la Rai ha fatto le fiction su Mennea, può farne una anche sul Cigno. Ci stiamo lavorando: sarebbe un’operazione simile a quella delle Marche con Recanati e Leopardi”.
Sul Rof: “Evento unico al mondo, di grande qualità. Da tutelare e salvaguardare”.

Bici

Pesaro città della bicicletta: “Legambiente ci mette al primo posto insieme a Bolzano: più di un pesarese su tre usa la bici tutti i giorni, ci sono 80 chilometri di bicipolitana e vogliamo arrivare a 100 nel mandato. Finora l’abbiamo goduta, ora dobbiamo venderla. Il target è il turismo familiare, con l’accostamento al turismo sostenibile del San Bartolo, altra chicca sotto i piedi”.

Motori

La terra dei motori, continua, “non possiamo farla da soli. Non servono i campanili per coinvolgere anche parte della Romagna. Con Tavullia, Rimini, Coriano c’è un triangolo unico al mondo”. Cita museo Benelli, museo Morbidelli, i meccanici, i piloti, Misano, il museo Simoncelli. “E Valentino Rossi che ha portato Tavullia al centro del mondo”. Il triangolo è d’oro, nel giro di 30 chilometri, e “vanno costruiti circuiti e pacchetti turistici, con la collaborazione degli albergatori”.

Sport

Nella candidatura a città europea dello sport 2017 «non siamo i soli ma intanto possiamo spendere il marchio. L’obiettivo è intercettare eventi da ospitare, oltre ai tanti che già ci sono. E’ anche l’occasione per programmare gli interventi sull’impiantistica”. Sul punto, specifica, “da gennaio sarà sistemata la copertura dell’Adriatic Arena, infrastruttura fondamentale. Abbiamo sbloccato i lavori sulla piscina di via Togliatti, che termineranno la prossima estate. E se tutto andrà bene, in primavera scatteranno quelli per la ristrutturazione del vecchio palas. Dicevano che non si poteva sistemare, poi che non c’erano i soldi. Abbiamo dimostrato il contrario, anche con l’aiuto della famiglia Scavolini. Diventerà un auditorium da 1.500 posti, massimo 2mila, costruito intorno alle esigenze del Rof, della musica e dei congressi, dove si potrà fare anche sport. L’obiettivo è concludere per l’estate 2017″.

Investimenti

L’esempio del sindaco: “Non dobbiamo mettere le tendine alla casa ma edificare le fondamenta”. E allora, “dobbiamo essere coerenti anche sugli investimenti del Comune”. Le priorità sono piazza della Libertà, “dove i lavori sono in arrivo. Non sarà più un lastra di asfalto ma diventerà la seconda piazza cittadina. E la Palla non sarà più coperta dai palchi”; ciclabili in viale della Repubblica “sui due sensi di marcia, dalla prossima estate”; restyling su viale Trieste.

Non solo: “Abbiamo investito un milione e mezzo nel centro storico per gli interventi nel 2016 su aree e piazze precise”. E se con la fusione Pesaro-Mombaroccio si libereranno risorse, “le prime vie che asfalteremo saranno quelle del mare: viale Marconi (con ciclabile, ndr) via Sauro e le altre messe peggio”.

I risultati, ripete, “non arriveranno subito ma ora c’è una strategia”. Con gli albergatori, “con cui abbiamo costruito un rapporto buono”, si discuterà di come utilizzare la tassa di soggiorno: “Credo che sia importante metterci dentro anche gli eventi, scegliendo quelli da sostenere. Prioritariamente quelli che portano turismo”.

Sugli alberghi: “Abbiamo bisogno di ristrutturazioni, se vogliamo crescere dobbiamo sistemarli. Necessario cogliere tutte le occasioni, inventarsi incentivi in più. Modificare anche, se serve, qualche normativa urbanistica. Ma senza rinunciare alle camere. Se l’unico modo per mettere a posto gli hotel è fare appartamenti, allora non sono d’accordo”, chiude Ricci, prima dell’approfondimento dei tavoli a tema.

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