E’ nata la nuova Banca Marche: tutti i dettagli

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23 novembre 2015

Banca Marche

Banca Marche

Quando sabato mattina (21 novembre) poco dopo le 13 gli Ispettori di Banca d’Italia dopo oltre 2 anni di commissariamento sono usciti per l’ultima volta dalla Sede di Jesi della Banca delle Marche salutando tutto il personale messo a disposizione dalla stessa Banca, e sono partiti alla volta di Roma, si è capito subito che qualcosa stava cambiando.

La conferma è stato il Consiglio dei Ministri che riunitosi in fretta e furia nella tarda mattinata di domenica (22 novembre) dopo il viaggio-lampo di venerdì 20 novembre del nostro Ministro dell’Economia Padoan a Francoforte nella sede della BCE. Il CdM ha infatti emesso un decreto legge che sancisce il salvataggio di Banca delle Marche (oltreché di Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Carichieti). Il decreto costerà al sistema bancario 3,6 miliardi. Al momento sono stati anticipati da linee di credito a 18 mesi aperte da Unicredit, Intesa-SanPaolo e Ubi. Lo fa sapere la Banca d’Italia sottolineando che “la soluzione adottata assicura la continuità operativa delle banche e il loro risanamento, nell’interesse dell’economia dei territori in cui esse sono insediate; tutela pienamente i risparmi di famiglie e imprese detenuti nella forma di depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie, preserva tutti i rapporti di lavoro in essere e non utilizza denaro pubblico”; inoltre la soluzione adottata è compatibile con le norme europee sugli ‘aiuti di Stato’.

E’ finita così (per il momento) una brutta storia di crisi bancaria italiana. Dopo un travagliato commissariamento e un successivo periodo di crisi e di incertezze sulla fine di Banca delle Marche, Banca d’Italia ha comunicato nel tardo pomeriggio di domenica la creazione di una NUOVA BANCA MARCHE. Si tratterà di una nuova società definita Banca-ponte, “bridge bank” (una banca a termine nata sulle ceneri della banca in crisi come ente transitorio che a sua volta cesserà di esistere quando si fonderà con un altro soggetto o quando i suoi beni saranno ceduti a terzi), con la quale si permetterà alla Nuova Banca Marche la normale continuità operativa.

Così stamattina all’apertura degli sportelli i clienti troveranno di fronte una NUOVA BANCA MARCHE. Una Banca “senza problemi” ripulita da suoi miliardi di sofferenze. Il patrimonio immesso sarà di 1 miliardo di euro. La nuova Banca potrà contare su attivi (prestiti, attività varie e altri investimenti) per 12,4 miliardi di euro, tra depositi, obbligazioni e altre fonti di raccolta per complessivi 14,3 miliardi di euro oltre a vantare crediti garantiti dal Fondo di Risoluzione per 900 mila euro e in cassa circa 2 miliardi di euro. E se la nuova Banca Marche riparte con un portafoglio crediti ripulito per la vecchia Banca della Marche Spa oramai svuotata si apre la strada verso la sua definitiva liquidazione.

In sostanza per ciascuna delle 4 banche “la parte BUONA” è stata separata da “quella CATTIVA” del bilancio. Alla parte Buona (la già citata banca-ponte) sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti in “sofferenza”, cioè quelli di dubbio realizzo. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9% del totale dell’attivo dal Fondo di Risoluzione (trattasi di un “FONDO “ previsto dalla direttiva europea Brrd sulla gestione delle crisi che può ristrutturare una banca, dipendente dalla Banca d’Italia) organo amministrato dell’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia. Tale organo è alimentato con contribuzioni di tutte le banche del sistema. La Banca BUONA (cioè la NUOVA BANCA MARCHE) viene provvisoriamente gestita sotto la supervisione dell’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia, da amministratori da questa appositamente designati; per tutti e quattro i casi la carica di Presidente è rivestita da Roberto Nicastro, ex Direttore Generale di Unicredit. Gli amministratori hanno il preciso impegno di vendere la banca buona in tempi brevi al miglior offerente, con procedure trasparenti e di mercato, e quindi retrocedere al Fondo di Risoluzione i ricavi della vendita. E’ poi stata costituita una “Banca CATTIVA” (bad bank) priva di licenza bancaria nonostante il nome in cui sono stati concentrati i prestiti in sofferenza che residuano una volta fatte assorbire le perdite dalle azioni e dalle obbligazioni subordinate. In sostanza i valori delle azioni e delle obbligazioni subordinate di Banca delle Marche sono così stati azzerati.

Adesso non ci rimane altro che aspettare per sapere se ad esempio la Filiale di Gallo di Petriano, piuttosto che quella di Pesaro Agenzia 2 della “Nuova Banca Marche” sia stata comprata – tutta intera (compresa immobile, dipendenti, clienti) dalla Banca Popolare dell’Adriatico (Gruppo Intesa-San Paolo) piuttosto che da BNL (Gruppo BNP Paribas).

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