Prevedibile ko della Vuelle a Sassari, fra tormenti di mercato e scenari futuri

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24 novembre 2015

Vuelle-BrindisiPESARO – Non sono queste le partite da vincere per la Consultinvest – e lo diremo altre sette od otto volte, prima del prossimo maggio – che torna da Sassari senza i due punti, come da previsioni, ma anche senza un reparto lunghi degno di questo nome, con Shelton e Walker che hanno fatto diventare per una sera, Varnado ed Eyenga, due centri da Eurolega, mentre nella vera competizione europea, i due lunghi sassaresi, non è che stiano facendo sfracelli, “merito” di una difesa biancorossa al limite dell’indecente sotto i tabelloni, incapace di contenere gli uno contro uno degli avversari senza ricorrere al fallo, finendo per subire anche a rimbalzo, perché il tagliafuori è ancora un illustre sconosciuto e se salti mezzo metro in meno è quasi impossibile che il pallone ti cada nelle mani al momento giusto. Aggiungiamoci un Candussi ancora troppo acerbo per questi livelli, dove se vai verso il ferro a dieci all’ora vieni puntualmente stoppato dall’avversario, e un Gazzotti che si è improvvisamente ritrovato ad essere il lungo più utilizzato da coach Paolini, più per demerito dei compagni che per meriti propri, e la coperta sotto i tabelloni continua ad essere troppo corta per sperare di salvarsi con questo organico.

E sarebbe un peccato non prendere subito provvedimenti, perché il reparto esterni continua a produrre punti, anche di pregevole fattura, pur tra le consuete forzature e difficoltà in fase difensiva, ma non avendo la possibilità di sfruttare a dovere i tuoi lunghi è inevitabile che l’attacco risulti troppo sbilanciato, pur se qualche timido tentativo di servire Shelton è andato a buon fine, mentre per far segnare Walker è necessaria la complicità della difesa avversaria, perché il massiccio centro canadese non sembra in grado di produrre punti senza un “aiutino” della controparte.

Sui forum dedicati alla Vuelle si sono aperti da giorni dibattiti su chi “tagliare” per primo tra Walker e Shelton e la quasi totalità delle risposte è stata: entrambi. Risposta salomonica, giustificata dal rendimento della coppia di lunghi biancorossi, che sembra alternarsi nel meritarsi quattro in pagella, mentre raggiungere la sufficienza potrebbe rimanere una pura utopia, ma se le casse biancorosse non sono in grado di accollarsi il doppio acquisto, sarebbe il caso di muoversi subito per prenderne almeno uno, anche se non è un centro puro, anche se non ha il 40% da tre punti, perché sembra che senza un quattro capace di aprire la scatola da fuori non si possa più giocare a pallacanestro, mentre chi scrive ritiene che sia più utile un lungo capace di fare il gioco sporco, di prendere rimbalzi nel traffico, di portare blocchi senza farsi fischiare fallo contro ogni volta, di convertire ogni tanto in due punti qualche passaggio che i compagni ti recapitano in mano e con la necessaria esperienza e furbizia per essere un protagonista e non un semplice gregario.

Ma chi tagliare tra Shelton e Walker allora? Guardando il modo di giocare di questa Consultinvest, tutto corri e tira e gioco in velocità, il corpo estraneo sembra essere proprio Walker, e pazienza se rimarrà solo l’acerbo Candussi da numero cinque e l’altalenante Shelton a presidiare per qualche altra giornata il canestro. L’importante è che arrivi al più presto un comunitario dalle caratteristiche elencate poc’anzi, per compiere quel salto di qualità necessario per non rimanere ancorati all’ultima posizione.

Il mercato è in fermento, con l’uscita da Caserta di Valerio Amoroso che apre scenari interessanti, anche se tutto ruoterà intorno alle decisioni prese da Torino, che ha ingaggiato un crack come Jerome Dyson nel ruolo di play, deve reinserire Dj White nei dieci e ha il contratto di Dejan Ivanov in scadenza il prossimo venerdì, Pesaro sembra aver rinunciato ad ingaggiare Kangur, ma presentarsi lunedì prossimo all’Adriatic Arena ancora con Shelton e Walker, non darebbe un bel segnale alla tifoseria pesarese.

I PIU’…

Corri e tira
Pesaro nel primo tempo mostra il suo lato migliore, prendendosi una marea di tiri nei primi secondi dell’azione, correndo ad ogni possesso per scatenare i suoi tre moschettieri che, in campo aperto, sono tra i migliori dell’intero campionato. Logicamente il rovescio della medaglia è stata la fase difensiva, con i 57 punti subiti da Sassari in venti minuti che non lasciavano presagire niente di buono per la ripresa, ma non ci saranno sempre i campioni d’Italia di fronte e sarebbe il caso, in futuro, di continuare a correre ad ogni occasione, per evitare quelle azioni passate a palleggiare per venti secondi, senza aver costruito niente di buono.

Semaj Christon
Non gli prendono un lungo capace di raccogliere i suoi passaggi? Niente di grave, perché il futuro play di Oklahoma è uno splendido solista, in grado di segnare in ogni situazione, con giocate anche spettacolari. A Christon potrebbe anche andare bene così, alla Vuelle magari meno, ma siamo sicuri che sarebbe lui il primo a beneficiare di un lungo all’altezza della situazione.

Marco Ceron
Non si può certamente definirlo timido sul parquet perché, ogni volta che gli lasciano mezzo metro di spazio, non esita a prendersi le sue triple. Dovrebbe migliorare negli avvicinamenti al ferro, per variare la sua gamma di conclusioni, ma preferiamo una guardia effervescente, rispetto ad un play rinunciatario – capitan Basile, tanto per non fare nomi.

…E I MENO DELLA SFIDA SASSARI – PESARO

Difesa
Va bene correre ad ogni occasione, ma un pizzico di cattiveria difensiva in più non farebbe male ad una Consultinvest che per la prima volta in campionato subisce oltre 100 punti, concedendo troppi tiri facili ad un Banco di Sardegna che non aspettava altro per tornare alla vittoria davanti al proprio pubblico.

Percentuali
Sassari tira col 75% da due e il 51% da tre, cifre che condannano ulteriormente la difesa biancorossa, incapace di contrastare efficacemente un Banco di Sardegna che è sembrato tornare per una sera lo squadrone della scorsa stagione. Ma purtroppo per il nuovo coach Calvani non ci saranno sempre Walker e Shelton a contrastare Eyenga e Varnado.

Maurice Walker
Magari ci prova anche a rendersi utile e durante la settimana, negli allenamenti, lo staff biancorosso cerca in tutti i modi di fargli acquisire la necessaria dimestichezza con il basket europeo, ma quando arriva la domenica – o il lunedì – il centro canadese viene costantemente surclassato dall’avversario di turno e dopo otto giornate di campionato non si sono visti quei progressi notati ad esempio la scorsa stagione con Wally Judge.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

L’ottavo turno ha confermato l’enorme equilibrio che regna nel campionato italiano, dove il mercato sempre aperto cambia di giornata in giornata i valori delle forze in campo e dove basta un innesto ben azzeccato per tirarsi fuori dai guai e provare a risalire la china. Lo ha fatto Cantù con la firma di Walter Hodge, subito protagonista nella vittoria dei brianzoli con 20 punti all’attivo, ci ha provato Bologna con la firma di Courtney Fells che non ha portato i due punti ai felsinei, ma la Virtus aspetta il rientro di Allan Ray per togliersi dall’ultimo posto. Ci proverà da domenica prossima Torino, che ha fatto il colpo grosso ingaggiando Jerome Dyson, giocatore capace di vincere da solo almeno tre-quattro partite e col suo arrivo la Manital potrebbe togliersi velocemente dalle zone pericolose. All’appello manca, come da copione, la sola Consultinvest – ultima da otto giornate consecutive – ma la cui dirigenza ritiene di potersi permettere il lusso di muoversi con calma, perché in fin dei conti lo sappiamo da quest’estate che si punta al quindicesimo posto e che l’obiettivo massimo rimane quello di trovare una sola formazione da mettersi alle spalle per archiviare la stagione positivamente, con il piccolo problema che dopo due mesi di campionato, non è ben chiaro su chi si debba fare la corsa e la sensazione che invece tutte le altre squadre abbiano individuato nella Vuelle la formazione sulla quale fare la corsa per non retrocedere. Lunedì prossimo arriva la Vanoli Cremona di Vitali e Cusin, seconda in classifica con pieno merito, con un organico superiore a quello della Consultinvest, ma chi ne ha, di questi tempi, uno inferiore?

DAGLI ALTRI PARQUET

Cade pesantemente l’ex capolista solitaria Pistoia sul parquet della Vanoli Cremona, con i toscani che vengano appaiati in testa dall’Armani Milano che supera agevolmente, nel big match di giornata, l’Umana Venezia. Sale al secondo posto anche Reggio Emilia dopo aver battuto nello scontro diretto una coriacea Trento, Varese si toglie dai guai superando Bologna, mentre rimane impantanata a metà classifica Brindisi, dopo la sconfitta rimediata ad Avellino. Vincono al fotofinish Capo d’Orlando sul parquet della Manital Torino e Cantù che passa a Caserta.

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