L’associazione Vallefoglia parla di “Piccole (si fa per dire) bugie di città”

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30 novembre 2015

VallefogliaAssociazione Vallefoglia

MONTECCHIO – L’amministrazione comunale di Vallefoglia con solerzia sovietica (ricordate la Tass?) non esita a comunicare a volte l’ovvio, a volte l’inutile ma comunque mai l’essenziale e soprattutto mai la verità… che come disse qualcuno tempo fa è (appunto) sempre rivoluzionaria.

Ci viene comunicato che i lavori per il distrettino sanitario di Montecchio finalmente partiranno. Veramente molto in ritardo sui tempi ogni volta annunciati dall’attuale sindaco. Comunque l’importante è cominciare in questo caso. Ma l’amministrazione non dice che il distrettino si è ulteriormente… ristretto. Con tanto di delibera di giunta comunale (la numero 113 del 08.09.2015) si apprende che una parte del distrettino sarà lasciata completamente a “rustico internamente” da destinare poi ad ambulatori privati. Un distretto sanitario, o meglio un poliambulatorio, deve essere destinato a medicina pubblica e non può essere destinato… per alcuni “ambulatori” privati. Quale o quali interessi sono nascosti dietro questa inopportuna destinazione di spazi pubblici per finalità private? Esistono già centri medici e poliambulatori privati efficienti e convenzionati sul territorio. Ed esistono su strutture private. Come mai questa scelta inopportuna e sicuramente anticoncorrenziale nei confronti delle altre strutture private da parte dell’amministrazione comunale? Si prefigurano vantaggi per pochi?

L’altra comunicazione di rilievo è che un privato lottizzante (quindi non il Comune) dovrà realizzare, ovviamente su “apposita ed opportuna” modifica di una convenzione del lontano 2001 (!) dei lavori, destinati inizialmente a Morciola, nella frazione di Cappone. La Tass ci dice soltanto che si faranno dei lavori ma non dice il “travaglio storico” dei 50 mila euro circa. Nel 2001 infatti nella convenzione con l’allora Comune di Colbordolo era stato previsto la creazione di un sottopasso nei pressi del centro commerciale “Le Cento Vetrine” per la sicurezza dei pedoni per l’attraversamento della ex strada statale. Opera sicuramente sottostimata in termini di cifre rispetto al costo reale. E già questo la dice un po’ lunga su un certo modo di amministrare in passato! Con quella cifra si poteva fare al massimo un pezzo di marciapiede. E’ assurdo non essersi accorti fin da allora di questo ma è ancora più assurdo che questo problema venga “scoperto” soltanto con la fusione e con gli atti del commissario prefettizio!!!!!! Se sai che l’opera è impossibile ed improponibile non aspetti 15 anni e modifichi la convenzione a tutto vantaggio ovviamente dei privati lottizzanti e sicuramente non dei fruitori delle “Cento Vetrine”, visto che come viene fatto notare da più parti problemi di sicurezza e viabilità stradale ci sono e rimarranno!! Inoltre visto che queste risorse erano destinate a questo scopo (sicurezza pedonale a Morciola) non era opportuno lasciare destinate le risorse a questa finalità?? Saranno sicuramente contenti gli abitanti di via dei Partigiani di Cappone ma più contenti rimarranno i privati lottizzanti che hanno rinviato la spesa originaria di 15 anni cavandosela con un marciapiede al posto di un’opera ben più consistente. Il modo di fare amministrativo ricorda veramente la vicenda dei crediti residui “non più residui” inseriti negli avanzi del bilancio del comune di Colbordolo e poi scoperti con la fusione. Sembra che ci sia una scuola di pensiero e di pubblica amministrazione di marca “colbordolese”, che non ha niente a che vedere ovviamente con i cittadini, ma è riferita solo agli amministratori passati e presenti: l’importante è che non si sappia in giro!

Sindaco… lasci perdere la Tass e si ricordi di Gramsci: “La verità è sempre rivoluzionaria!

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