Vuelle, la non novità della sconfitta in mezzo alla novità della rivoluzione

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1 dicembre 2015

PESARO – Sembrava una di quelle partite di fine campionato, dove i due punti contano il giusto e c’è più interesse a capire chi arriverà per la prossima stagione, una specie di rompete le righe generale, con i giocatori a scambiarsi le mail a fine partita per rimanere in contatto tra loro. Perché c’è chi partirà per l’Asia (McKissic), chi per la Germania (Shelton), chi non sa se ci sarà la prossima partita (Walker) e chi medita (Paolini) sulle possibilità che i suoi ragazzi si trasformino per incanto in giocatori in grado di tenere degnamente il campo in serie A.

Addio di McKissic

Addio di McKissic (Foto Baioni)

Fin dalla palla a due non c’è mai stata la possibilità di portare a casa la vittoria per una Vuelle alla sua peggiore versione stagionale, completamente slegata tra i reparti (ma perché esiste un reparto lunghi?), senza anima e senza cervello, come ha dichiarato coach Paolini a fine di una partita dove anche l’allenatore pesarese non ci ha capito molto. Con una girandola di cambi che ha finito per destabilizzare le poche certezze acquisite. Naturalmente giocare senza un pivot di ruolo non aiuta e, a differenza dei match precedenti, dove almeno si aspettava l’ultimo quarto per giocare stile campetto, dopo cinque minuti si è iniziato a giocare con il classico schema uno. Quello della palla è mia e non la ridò più a nessuno. Poco utile alla distanza anche se qualche partita di solo talento la potrai anche vincere. Con il piccolo problema che uno dei tre moschettieri stamattina prenderà l’aereo che lo porterà in Corea, con un contratto che gli cambierà la vita – almeno economicamente – e renderà orfana la Vuelle del suo talento, magari non cristallino, ma che per una squadra con poche idee e confuse, non sarà facile rimpiazzare in tempi brevi.

Semaj Christon (Foto Baioni)

Semaj Christon (Foto Baioni)

Tempi brevi sì, perché già da domenica prossima dovrà arrivare il suo sostituto, sfruttando il buyout (50.000 dollari?) che dovrebbe entrare nelle casse biancorosse, già provate dall’ingaggio di Austin Daye, per il quale la Consultinvest ha spremuto a fondo il Consorzio, tirando fuori quelle risorse economiche indispensabili per provare a lasciare un’ultima posizione che sta cominciando a diventare scomoda, in un campionato che sembra una porta girevole. Dove i giocatori vanno e vengono a loro piacimento (vedi il ritorno di Amoroso a Caserta). Dove vengono cambiati i regolamenti a metà stagione e dove i giocatori “vistati” verranno scambiati come figurine, senza magari considerare il loro reale valore.

Il caso McKissic praticamente non è mai esistito, perché di fronte ad offerte economiche di quella portata, non c’erano tante possibilità di trattenerlo. Poi si può discutere sulla correttezza sua e del suo procuratore, ma, per un giocatore dal passato burrascoso come il suo, il denaro fa la differenza e la riconoscenza verso una città che ti ha accolto a braccia aperte – vedi l’arrivo estivo anticipato per far partorire senza spese in Italia la fidanzata – passa in secondo piano.

Maurice Walker, probabile taglio (Foto Baioni)

Maurice Walker, probabile taglio (Foto Baioni)

Così come rischia di passare in secondo piano il vero male di questa Vuelle. Che non sarà risolto dall’arrivo di un giocatore perimetrale come Austin Daye. Perché procrastinare il taglio di Mo Walker sarebbe un peccato grave da parte della dirigenza biancorossa. Che ieri era riunita al gran completo con l’A.D. della Consultinvest Vitolo e il presidente del Consorzio Amadori a metterci la faccia – e speriamo anche i soldi – per uscire da una crisi che la sconfitta di ieri sera ha certamente acuito, ma che dura fin dal precampionato. Quando la lentezza di Walker e l’anarchia di Shelton venivano giustificate dall’inesperienza, difetti endemici che non sono stati mai risolti. Almeno fino alla settimana scorsa. Quando in casa Vuelle hanno deciso di compiere la mossa che ha portato all’ingaggio di Daye al posto di Shelton. Mossa che da sola non dovrebbe bastare per lasciare l’ultima posizione, anche per i problemi creati dalla partenza improvvisa di McKissic, che complica la ricerca di quel centro che permetta a Pesaro di provare ad avere due dimensioni, sia in fase offensiva che difensiva.

Si spera che per la trasferta casertana di domenica prossima, la Consultinvest abbia due facce nuove nel proprio roster. Una sarà quella di Daye, atteso per giovedì, con la speranza che non sussistano problemi burocratici o d’aereo. L’altra potrebbe essere quella del varesino Shepherd. Anche se si sta dando un’occhiata anche a quello che offre la serie A2, non ci sarà per adesso la terza. Quella di un pivot che non venga battuto regolarmente da un qualsiasi avversario. Perché per vedere il nuovo centro biancorosso si è deciso di attendere qualche settimana, per dare la possibilità ai nuovi arrivati di ambientarsi. Proprio come in precampionato. Peccato che invece siamo già arrivati alla nona giornata e Pesaro occupa l’ultimo posto fin dalla prima.

I PIU’ …..

Shaquille McKissic: Si congeda dal pubblico pesarese con una partita simbolo del suo modo di giocare, fatto di schiacciate spettacolari e triple chirurgiche. Era stato il vero colpo del mercato estivo, non sarà facile rimpiazzarlo.

Semaj Christon: Nona partita consecutiva in doppia cifra (18 punti) per il secondo realizzatore del campionato dopo il sassarese Logan, che aspetta l’arrivo di Daye per trovare un compagno all’altezza della situazione e che parli il suo stesso linguaggio cestistico, che non piacerà a tutti, ma che rimane una delle poche note liete di questa travagliata stagione:

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CREMONA

D.J. Shelton (Foto Baioni)

D.J. Shelton (Foto Baioni)

D.J. SHELTON: E pensare che era l’unico dei cinque stranieri biancorossi ad avere un’opzione anche per la prossima stagione. Difficile capire cosa ci avesse visto lo staff pesarese in questo quattro atipico. Senza tiro da fuori, senza un gioco spalle a canestro, con uno dei peggiori atteggiamenti difensivi dell’era moderna, capace solamente di dare una mano a rimbalzo. Partirà senza troppi rimpianti.

Maurice Walker: Il canadese invece lo vedremo ancora per qualche altra partita, nelle quali continuerà a non fare mai canestro, se non con la gentile concessione della difesa avversaria, a non prendere i rimbalzi e a venir battuto regolarmente dall’avversario di turno. Margini di crescita non se ne vedono nel prossimo futuro che speriamo gli consenta di proseguire la sua carriera in altri lidi.

Nicolò Basile: 14 minuti di confusione e rinunce quelle passate sul parquet da Basile contro la Vanoli, con il capitano biancorosso che non riesce mai a rendersi pericoloso al tiro, finendo anche per perdere quel poco di sicurezza acquisita finora. Vedi le palle perse dal palleggio. Saprà riprendersi da questo momentaccio?

Tiri liberi: Non si sarebbe mai vinta una partita in cui Cremona ha dominato dal primo minuto, ma tirare ancora una volta i liberi con una percentuale inferiore al 70% – 20 su 29 – è un ulteriore sintomo del nervosismo che serpeggiava lunedì sera all’Adriatic Arena.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Sarà ancora una settimana di attesa per la Vuelle, cominciata male con la “fuga” di McKissic verso Oriente, proseguita peggio con la netta sconfitta subita da Cremona e che si concluderà domenica pomeriggio con la trasferta di Caserta. Ma non bisognerà ripetere l’errore di presentarsi svuotati alla trasferta campana come è accaduto lunedì sera, quando la partita contro la Vanoli è apparsa quasi un diversivo, tra voci di mercato che si rincorrevano e che non hanno certamente aiutato lo staff biancorosso a rimanere sul pezzo. E all’orizzonte si prospetta una settimana simile a quella precedente. In attesa dell’arrivo di Daye e della nuova ala piccola che prenderà il posto di McKissic. Un andirivieni che coach Paolini non è stato in grado di gestire a dovere, mettendo in campo una Vuelle sfilacciata e inconsistente, dove l’uno contro uno è il solo schema recepito dal gruppo e dove far toccare il pallone da tutti e cinque i giocatori nella medesima azione sembra pura utopia.

Difficile allenarsi a ranghi ridotti, con l’attenzione spostata verso i nuovi arrivi e farsi cullare dall’illusione che questi ultimi possiedano la bacchetta magica in grado di risolvere tutti i problemi. Sarebbe un grave errore di valutazione da parte di coach Paolini e del suo staff, che avrà il compito di provare a porre rimedio ad una situazione forse troppo complicata per le loro capacità tecniche. Si ripartirà da Austin Daye e dai suoi cinque anni di esperienza Nba. Valore aggiunto non da poco per una Vuelle alla ricerca di un leader da affiancare a Christon, nella speranza che al figlio di Darren non sia venuta la curiosità di vedere come gioca questa Consultinvest, magari dando un’occhiata alla partita contro la Vanoli, che non sarebbe un bel biglietto da visita e che lo potrebbe far desistere dall’imbarcarsi in questa avventura!

DAGLI ALTRI PARQUET

Ci sono volute nove giornate a Milano per prendersi il primo posto solitario come da previsioni estive. Con l’Armani che esce vittoriosa da un bel derby giocato a Cantù, si ferma ancora Pistoia, battuta, con qualche polemica di coach Esposito sull’arbitraggio, da una buona Reggio Emilia che raggiunge i toscani al secondo posto. Piazza affollata, occupata anche da Cremona, da Venezia, dopo un sofferto successo casalingo su Caserta, da Trento, che regola senza troppi affanni Torino e da Sassari, che passa facilmente a Capo D’Orlando, ottavo posto solitario a quota 10 punti per Brindisi che nel mezzogiorno di Sky supera una volenterosa Varese.

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