#lavocedelweb. Hollywood? No, Pesaro very n(ice)

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2 dicembre 2015

PESARO – C’erano tutti in Piazza sabato scorso. E chi non c’era se l’è fatto raccontare. E chi non se l’è fatto raccontare ha ficcato il naso su FB. Stiamo parlando dell’addobbo natalizio con tanto di pista del ghiaccio annessa e circondata da bancarelle che vendono di tutto e di più.

Piazza del Popolo illuminata Natale

L’iniziativa è lodevole anche se qualcuno ha trovato da ridire sulla spesa che avrebbe potuto essere destinata a chiudere le buche, a devolvere denaro alla Caritas, a sovvenzionare il Natale degli esodati o magari, volendolo, a risolvere il problema della fame nel mondo. Beh, bisogna pur mettere in preventivo le critiche. Sembra che Cristoforo Colombo toccando la riva del nuovo continente abbia cazziato di brutto il timoniere. “Le Indie avevo detto. Ma tu con la bussola che fai, ci giochi a bussolotti?!”. Pare, storicamente parlando, che non sia andata meglio a Thomas Edison maledetto, nei secoli, da alcuni imprenditori (poco illuminati) alle prese con bollette stratosferiche. E la storia è ricca di un’aneddotica simile. Come si dice… sbaglia chi fa. Ma non abbiamo intenzione di sviscerare una polemica sociale, quanto di tastare il polso alla Rete che si è scatenata a commentare il fatto.

Abbiamo letto di ogni, dal “Bravo assessore, ce l’invidiano tutti la piazza quest’anno” al “Ci mancava anche la neve finta, ero appena uscita dalla parrucchiera e mi si sono arricciati tutti i capelli”. Insomma problemi esistenziali che fanno la differenza. I pesaresi puri, cioè gli apatici, non si sono gettati nella mischia, ritenendo l’argomento troppo superficiale, ma molti altri sì. Soprattutto i più acculturati. Citiamo, senza far nomi, un’espressione che è un faro nella fitta nebbia della lingua italiana. “A me mi piace l’albero di quest’anno in Piazza del Popolo. Le gente non capiscono niente e scrivono stupitaggini tanto per scrivere qualcosa. Quanto uno fa qualcosa di buono gli criticano dietro”. Così parlò, meglio, scrisse un internauta sicuramente membro onorario dell’Accademia della… Farina doppio zero. Parente della Crusca, si sa. Ma non formalizziamoci, quello che conta è il concetto chiaro e netto.

Qualcuno ha poi mal digerito il riferimento che il nostro sindaco ha fatto, nel contesto dell’inaugurazione delle luminarie, ai recenti eventi che hanno scosso il mondo. Sarebbe stato meglio non intristire la piazza? Mah. Facebook è diviso sull’opportunità sì o no. Quello che è incontrovertibile è il fatto che la Rete si è fatta carico del lutto gallico e in tantissimi hanno modificato il proprio profilo con i colori della bandiera francese. E questo è bello, come direbbe Razzi. Il “Je suis Paris” inonda i social come un fiume in piena. Peccato che, su qualche bacheca, subito sotto al profilo trovi battutacce del tipo

Vignetta sul web

Vabbè, mettiamola così, è inverno e la freddura ci sta. Magari accompagnandola a un “je suis bsares”. Che non guasta mai.

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