Perchè votare Sì. Parla Pascucci, presidente del Comitato pro fusione Pesaro-Mombaroccio

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2 dicembre 2015

PESARO – Tra un’assemblea e un’altra il presidente del Comitato per il “si” alla fusione Pesaro-Mombaroccio Riccardo Pascucci trova anche il tempo di presenziare a qualche banchetto in giro per la città. “L’obiettivo è il referendum del 13 dicembre – dice Pascucci –  Tar permettendo dato che c’è un ricorso in atto del Comitato del “No” contro la fusione. Ma gli ultimi pronunciamenti vanno nella direzione auspicata dai sostenitori della fusione. “Il fatto che il giudice del Tribunale amministrativo di Ancona abbia rinviato la decisione sulla sospensiva al 10 dicembre mi lascia ben sperare: se ci fossero stati motivi validi avrebbe accolto subito la richiesta di sospensiva del referendum – commenta Pascucci – Noi siamo sicuri della bontà, amministrativa ed anche giuridica, del percorso intrapreso. Credo che il 10 dicembre anche il Tar lo confermerà. Sospendere un referendum 3 giorni prima del suo svolgimento sarebbe inusuale”.

Allora presidente Pascucci. Sta aumentando l’interesse in città per la fusione dei due Comuni?

“Devo ammettere che l’interesse sta crescendo mano a mano che ci avviciniamo al referendum del 13 dicembre. Lo noto sia nell’assemblea di quartiere, sempre più partecipate, sia in giro per la città. C’è maggiore consapevolezza tra i cittadini”.

Consapevolezza?

“Negli ultimi anni ciò che è accaduto a tutti i Comuni è evidente ed è sotto gli occhi di tutti: tagli lineari dei trasferimenti statali, fondi per la manutenzione del territorio azzerati, difficoltà progressiva a chiudere i bilanci e a dare le risposte che i cittadini si aspettano dai loro eletti. Nonostante ciò va dato atto al Comune di Pesaro di essere riuscito a mantenere i servizi con gli stessi standard qualitativi. Ma tutto questo non basta. Un amministratore lungimirante deve comunque riuscire a guardare avanti e costruire prospettive nuove di governo del territorio. Il processo di aggregazione dei Comuni finalizzato a una più efficiente gestione dei servizi, alla creazione di realtà più forti per lo sviluppo del territorio e a risparmi organizzativi è diventata una necessità per tutti. Le difficoltà dei cittadini di Mombaroccio, sono anche quelle degli abitanti di Pesaro”.

Riccardo PascucciPerché il 13 dicembre i cittadini dovrebbero votare si alla fusione?

“Per 4 ragioni sostanzialmente: 1) Con il processo di fusione introduciamo un fattore di forte innovazione, modernizzazione e semplificazione della Pubblica amministrazione e del sistema degli enti locali: tra le prime in Italia, dal basso, le due comunità costruiranno insieme un elemento di forte cambiamento per governare meglio il territorio. 2) Per la città di Pesaro il “Sì” al referendum è un’occasione unica: con il “Sì” il Comune di Pesaro potrà fruire di 30 milioni di euro (disponibili ma finora bloccati dal Patto di stabilità), di ulteriori 15 milioni di euro (in virtù dell’aumento dei trasferimenti statali previsti dalla legge nei prossimi 10 anni), oltre ad altri 500 mila euro derivanti dal risparmio sui costi di gestione. 3) Tutto ciò significherà fare più asfalti, scuole e asili più sicuri, più piste ciclabili, migliore manutenzione delle aree verdi, nuove opere e infrastrutture, impianti sportivi, migliori servizi e qualificazione dei quartieri. 4) Più finanziamenti, più risparmi, più investimenti, più innovazione, si traducono in un Comune più forte e che conta di più.

A Mombaroccio c’è più resistenza nei confronti della fusione. Temono di perdere autonomia.

“Non è affatto così. Il Comune di Mombaroccio potrà contare su una quota importante di risorse che altrimenti non avrebbe, mantenendo al tempo stesso la propria autonomia. Sarà riconosciuto Municipio dal nuovo statuto e potrà eleggere una propria assemblea elettiva, con parere preventivo e vincolante su ogni decisione che riguarderà la propria comunità. Di fronte abbiamo una grande opportunità. Pesaro e Mombaroccio, dunque, insieme per il sì”.

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