Ricci porta teatri e bicipolitana di Pesaro al rapporto Bes dell’Istat: “La sfida è la qualità della crescita”

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3 dicembre 2015

ROMA – Affiancato dal presidente della Statistica nazionale Giorgio Alleva e dal ministro Dario Franceschini, Matteo Ricci cala esempi pesaresi alla presentazione del terzo rapporto Istat sul Bes (Benessere equo e sostenibile): “Negli ultimi due anni abbiamo aumentato dell’80 per cento il numero di abbonamenti nei teatri pesaresi: vale forse poco in termini di Pil, ma conta parecchio sul fronte della civiltà”. Ancora: “Sul modello dell’U-Bahn berlinese abbiamo realizzato 80 chilometri di bicipolitana. Vogliamo arrivare a cento, ma Legambiente già ci mette al primo posto insieme a Bolzano. Al di là del Prodotto interno lordo, quanto incide l’investimento alle voci salute, aspettativa di vita, inquinamento mancato? Non ci sono indicatori in grado di misurarlo. Ma per noi ha un valore enorme: è la nostra infrastruttura del benessere”. Di qui la sfida sulla qualità della vita: “Deve diventare missione politica – aggiunge – per costruire un pezzo del nuovo modello di sviluppo. La crisi ha cambiato il nostro modo di vivere e il Bes non è indicatore superfluo. C’è bisogno di una visione diversa. Che vada oltre il Pil: scommettiamo sulla qualità della crescita”.

Segnali positivi sul tema, per il sindaco di Pesaro, dalla legge di stabilità. Due in particolare: “Il primo punto è l’eliminazione della tassa sulla prima casa”. Azione che si potrà condividere o no “ma al contrario dei tentativi del passato, questa volta, c’è il rimborso totale dei 5 miliardi ai Comuni. Soldi che rimarranno nelle tasche dei cittadini: non ci saranno aumenti di tassazione per compensazione né tagli ai servizi”. Buone notizie, per il vicepresidente Anci, anche dalle “nuove regole del patto di stabilità. Dove si andrà al saldo di competenza. E, soprattutto, alla possibilità per i Comuni virtuosi di liberare risorse in cassa bloccate da anni. Una mossa che in totale metterà in circolo tre miliardi di piccoli lavori su strade, marciapiedi, scuole. Investimenti che contribuiranno a migliorare il contesto economico ma anche la qualità della vita”.

L’inversione di tendenza registrata è quindi “la fine dell’era del taglio ai Comuni, che negli anni ha prodotto minori servizi per i più deboli e l’arretramento delle condizioni urbane delle città”.

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