Pesaro: Masterplan al Centro: “Ecco perché siamo contrari alla ristrutturazione del Benelli”

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6 dicembre 2015

Da “Pesaro: Masterplan al Centro”, gruppo Facebook nato per “colmare il vuoto comunicativo esistente tra la pubblica amministrazione e la comunità cittadina, sul tema del recupero e della valorizzazione del Centro storico”, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota sullo stato Benelli:

PESARO – In data 03.12.2015, presso il Consiglio di Quartiere di Pantano, si è svolta un’assemblea pubblica con la quale l’assessore Enzo Belloni ha esposto il progetto di “Ristrutturazione dello Stadio Comunale T.Benelli”. Qualche media ha pubblicato le risultanze dell’incontro, ma sintetizzando eccessivamente gli interventi dei contrari al progetto, al punto da apparire del tutto inconsistenti e superficiali: da qui l’esigenza di esplicitare in maniera compiuta le argomentazioni del dissenso.

Innanzitutto si ritiene che il progetto proposto risulti affetto da una errata scelta di fondo, riconducibile al mantenimento dello stadio in città, ed in particolare all’interno di un quartiere già estremamente congestionato, densamente costruito e privo di un proprio centro di aggregazione.
Le scelte urbanistiche compiute dalle altre città italiane risultano fortemente polarizzate verso lo spostamento di impianti sportivi all’esterno dei centri abitati, dove la formazione di nuove strutture possono offrire maggior sicurezza e una migliore versatilità d’impiego, risolvendo nel contempo problematiche di viabilità:
per queste ragioni la precedente Amministrazione aveva giustamente optato per la soluzione del nuovo stadio.

Oltre alle ragioni urbanistiche menzionate, la proposta di spostare la struttura, si fonda anche sulle seguenti considerazioni:

1- TIPOLOGIA dello STADIO ATTUALE
Lo stadio, realizzato nel 1927, si caratterizza per la presenza di un velodromo che separa le tribune dal rettangolo di gioco, pista che rappresenta un esempio di “archeologia sportiva” meritevole di essere salvaguardata.
Premesso che, per una migliore visibilità degli spettatori, gli impianti moderni di calcio/rugby collocano le tribune a ridosso dei campi da gioco, la ristrutturazione può contemplare due possibili opzioni:
a) Il mantenimento della pista, che renderebbe lo stadio tipologicamente anacronistico e scarsamente funzionale;
b) La rimozione della pista, che oltre a privarci di una testimonianza storica della nostra città, comporterebbe la demolizione e ricostruzione di tutte le tribune, rendendo l’operazione di fatto sconveniente: le tribune telescopiche prospettate dal progetto esposto, costituiscono una soluzione ibrida, costosa e poco confacente.

2- RETE di SMALTIMENTO delle ACQUE METEO
L’affidabilità di un campo di gioco, non può prescindere da una efficiente rete di drenaggio e smaltimento delle acque meteo. Recentemente il web e la TV nazionale hanno proposto un filmato per il quale siamo stati derisi dall’Italia intera: durante una partita di campionato della Vis Pesaro, un calciatore è entrato in campo sulle spalle di un inserviente, per guadare il fiume d’acqua che perimetrava il rettangolo di gioco.
L’episodio menzionato non intende ridicolizzare niente e nessuno, ma evidenziare che esiste un serio problema prestazionale dell’impianto di smaltimento che, qualora opportunamente affrontato, finirebbe per incrementare sensibilmente i costi di ristrutturazione dell’impianto e falsare ogni valutazione economica.

3- VALUTAZIONE del RAPPORTO COSTI/BENEFICI.
La Delibera di Giunta Comunale n.46 del 24/03/2015, nel precisare che la ristrutturazione dello stadio è stata concepita in tre stralci funzionali, precisa che l’importo complessivo dell’intervento “…ammonta a euro 3.900.000”, così suddiviso :
Primo stralcio : euro 1.500.000 (anno 2015);
(NON sono previsti interventi a favore del quartiere);
Secondo stralcio : euro 900.000 (anno 2016);
Terzo stralcio : euro 1.500.000 (anno 2017).

Premesso che gli interventi proposti dal progetto di ristrutturazione, di fatto contemplano la ricostruzione differita dell’intero stadio, risulta evidente che un nuovo impianto, costruito all’esterno della città non possa richiedere un maggior impegno finanziario.
Inoltre, se nel bilancio considerassimo correttamente anche il valore di recupero dell’area attuale, il mantenimento dell’ex-velodromo e la possibilità di utilizzare il nuovo impianto anche per le partite di rugby, potremmo facilmente concludere che questa opzione risulterebbe ampiamente più conveniente.
Non solo. Il progetto del nuovo stadio potrebbe essere concepito per fasi successive, realizzando nel primo step quanto necessario per le attuali esigenze della città e delle squadre che lo utilizzano. Tale soluzione permetterebbe una sensibile riduzione dei costi iniziali, demandando a tempi migliori la realizzazione degli step successivi, in funzione delle esigenze e delle risorse economiche disponibili.
SIGNIFICATIVE le argomentazioni dell’Assessore: nel premettere che i 5.0 milioni di euro rappresentano il costo complessivo del nuovo stadio, elaborato dalla precedente Amministrazione, ritiene che l’ipotesi sia da scartare in quanto più costoso e perché il progetto elaborato è nato…..vecchio.
Per le ragioni esposte risulta evidente che il confronto tra i 3.9 milioni di euro per la ristrutturazione e i 5.0 milioni per il nuovo stadio, menzionati dall’Assessore Enzo Belloni, risultano fuorvianti, in quanto tendenti ad occultare soluzioni alternative e valutazioni economiche compiute.
Inoltre, se quel progetto non possiede le giuste credenziali, non significa che la scelta di realizzare un nuovo stadio sia sbagliata. Significa semplicemente che la PA ha inutilmente sperperato circa 411.000 euro dei soldi pubblici, perdendo nuovamente l’occasione di dotarsi di un progetto di pregio, utilizzando lo strumento del concorso, contemplato dalle NTA del vigente PRG, che oltretutto sarebbe costato molto meno.
Dimostrata l’infondatezza delle considerazioni pro-ristrutturazione, si è portati a pensare che le motivazione vere, quelle volutamente non espresse, vadano ricercate altrove:
a- Nell’esigenza di aggraziarsi consensi, nella prospettiva dell’imminente referendum;
b- Nell’esigenza di sostenere l’improponibile candidatura di Pesaro città dello sport.
In tutto questo, la nostra PA, oltre a “dribblare” sistematicamente la condivisione delle scelte strategiche con la Comunità, continua a utilizzare una miope programmazione a corto raggio, funzionale alle proprie strategie, ma scarsamente conciliante con l’ottimale utilizzo delle risorse economiche della nostra città.

Pesaro: Masterplan al Centro

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