Cambio euro dollaro, le ultime novità

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7 dicembre 2015

cambio euro dollaroSolo poche settimane fa, i principali analisti dei mercati finanziari azzardavano un’ipotesi: entro la fine di questo 2015 si sarebbe raggiunta, per la prima volta nella storia, la parità nel cambio tra la moneta unica europea e il dollaro statunitense, che tra ottobre e novembre aveva già toccato i minimi. In realtà, però, i trend più recenti hanno cambiato questo scenario, e il momento storico è saltato, o quanto meno è stato rimandato al prossimo anno. Ma perché è importante avere queste informazioni per approcciare agli investimenti finanziari? Quanto può incidere il cambio euro dollaro oggi sulle scelte di chi opera nel campo delle opzioni binarie, ad esempio? È quanto cercheremo di spiegare nei prossimi paragrafi, grazie al supporto e la guida di Opzioni Binarie 60, il forum italiano specializzato nel trading online.

Note sparse. Partiamo subito dal chiarire il punto centrale: un terzo degli scambi che avvengono nel forex (il mercato valutario) riguarda appunto il cambio tra euro e dollaro: Stati Uniti e Unione Europea rappresentano, come è abbastanza evidente, due tra le potenze economiche più forti al mondo, e ovviamente le loro valute sono le più diffuse e vengono scelte come fonte di trading e scambi. In particolare, è la moneta americana quella più famosa e più importante nel mondo della finanza, al punto da essere stata individuata come “valuta riserva” a livello globale, e che ha dunque il primato nelle transazioni internazionali (e, non a caso, anche il prezzo di alcuni beni primari e fondamentali come oro e petrolio viene espresso in dollari).

Cosa influenza il cambio. Le oscillazioni del rapporto tra valute dipendono da una serie di fattori macroeconomici e sociali, che vanno dalle azioni intraprese dai rispettivi Istituti centrali di credito (la BCE di Mario Draghi in Europa, la FED negli Stati Uniti) su tassi di interesse o manovre finanziarie all’impatto che le notizie su dati come disoccupazione, PIL, bilancia commerciale e altri indici diffusi dai Governi nazionali hanno sui mercati internazionali. Ad esempio, in generale si può dire che quando i tassi di interesse della FED sono più alti di quelli vigenti nella Eurozona, il dollaro si rafforza, e viceversa, ma ovviamente questo non sempre avviene né è una regola certa.

Un presente in movimento. Il mese di dicembre 2015 si è aperto con due importanti momenti di impatto sulle valute, ovvero le dichiarazioni del Presidente della BCE Mario Draghi sul Quantitative Easing e l’annuncio della Federal Reserve sui tassi di interesse, senza dimenticare l’onda – emozionale ma non solo – dei tragici fatti di Parigi del 14 novembre, con le conseguenze politiche ancora in corso a creare ulteriore scombussolamento ai mercati. Comunque, nel cambio euro dollaro le ultime novità sembrano aprire quasi inevitabilmente la strada alla parità, probabilmente già nei primi mesi del prossimo anno.

Esempi concreti. Abbiamo accennato all’influenza delle decisioni della BCE sul cambio tra euro e dollaro, e per chiarire il punto basta raccontare quanto avvenuto in soli venti minuti il 3 dicembre, durante la conferenza stampa con cui Mario Draghi ha annunciato l’estensione del Quantitative Easing (il programma per immettere liquidità nell’Eurozona e contenere l’inflazione al 2%) almeno fino a Marzo 2017: alle 14.25 il tasso di cambio Euro-Dollaro era a 1,0657; alle 14.34, quando Draghi aveva completato l’annuncio, risaliva ai massimi verso 1,0802; alle 14.41 calo a quota 1,0783, quando il Presidente della BCE apre alla possibilità di ulteriori misure.

Parola chiave, volatilità. L’esempio precedente serve a mettere in guardia chi è inesperto di mercati finanziari, e in generale può aiutare a comprendere quanto volatile sia questo tipo di attività nel forex, che fornisce opportunità di profitto e di perdita, perché rappresenta la coppia “più liquida” del mondo degli affari.

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