Vuelle, ennesima occasione sprecata da una squadra alla ricerca di una leadership e di una identità. L’analisi di Perugini

PESARO – Chiariamo subito un punto: Pesaro ha buttato via una grossa occasione per ritornare alla vittoria. Sì, perché nonostante abbia tirato con percentuali orrende, la Vuelle doveva portare a casa i due punti contro una Pasta Reggia, senza il suo miglior giocatore – Peyton Siva – con il caso Amoroso che non aveva creato un ambiente ideale all’interno del PalaMaggiò e che non è sembrata una squadra imbattibile. Tutt’altro. Con i soli Cinciarini e Downs a giocare sopra la sufficienza. E infatti, nonostante abbia raggiunto anche un vantaggio di 14 punti, Caserta ha lasciato la porta aperta alla rimonta della Vuelle. Che ha avuto per due volte il tiro del pareggio, fallendolo prima con Gazzotti e poi con Daye, alla fine di una partita dove la Consultinvest ha tirato malissimo. Sia dal campo (33%) che dalla lunetta. Dove ha preso 15 rimbalzi in meno degli avversari. Dove Walker e Candussi sono stati ancora una volta umiliati dagli avversari diretti e dove Christon è incappato in una serataccia, nonostante i 17 punti segnati, fallendo una marea di conclusioni (5 su 18) con tanti errori non provocati. Ma se parliamo di cattive percentuali, non si può sorvolare sul 3 su 19 di Austin Daye. Una delle principali cause per cui Pesaro non è riuscita a vincere a Caserta.

Austin Daye (foto tratta da Facebook Juve Caserta)

Austin Daye (foto tratta da Facebook Juve Caserta)

Ma la prestazione di Daye merita di essere approfondita. Non è un centro e questo si sapeva. Non è uno che si fa largo a spallate nella lotta a rimbalzo e anche questo era da mettere in preventivo, anche se 7 rimbalzi difensivi li ha portati a casa, ma è un’ala grande di 210 cm dalla buona tecnica, in grado di procurarsi un tiro ad ogni occasione e questo nella nostra serie è un grosso vantaggio, soprattutto quando Austin avrà acquisito uno stato di forma accettabile, ha una visone di gioco da quartieri alti del basket, ma soprattutto sembra poter diventare il leader emotivo di questa Vuelle, ruolo che Christon non sembra mai aver avuto voglia di assumersi. Vederlo chiamare a sé i suoi compagni per degli improvvisati timeout volanti durante le pause, vederlo discutere con Walker su come portare un blocco, vederlo consigliare Gazzotti su dove posizionarsi per ricevere uno scarico, non può che essere un valore aggiunto per questa Vuelle. Che sembra una squadra allo sbando. Alla ricerca di quella leadership indispensabile per uscire da una crisi che si fa sempre più evidente col passare delle giornate. E non è casuale che il break negativo del terzo quarto sia coinciso con il suo ritorno in panchina, causa terzo fallo e conseguente entrata sul parquet di Shelton.

D.J. Shelton (Foto Baioni)

D.J. Shelton (Foto Baioni)

Daye potrebbe essere l’uomo giusto al momento giusto, ma naturalmente rimane da risolvere la questione lunghi, problema che la Consultinvest ha fin dalla prima giornata e che a Caserta è esploso in tutta la sua gravità, con zero punti segnati dal trio Shelton, Walker, Candussi. Shelton è stato autore di una delle più brutte prestazioni della storia recente della Vuelle, con quei tre falli volutamente commessi uno dietro l’altro nel solo minuto passato sul parquet, che sono sembrati una sorta di ripicca per il suo imminente taglio. Walker non sarà uno scansafatiche come il suo compagno di reparto, ma purtroppo non è assolutamente adatto al nostro campionato. E se il tuo centro titolare si prende un solo tiro in 19 minuti, concedendo al suo avversario diretto ben 12 tiri e 15 rimbalzi, diventa un problema impossibile da risolvere, considerando anche che il suo cambio – Candussi – è un imberbe ragazzone che avrebbe avuto bisogno di rimanere qualche altra stagione nelle serie inferiori per farsi le ossa.

E’ chiaro che così non si possa andare avanti e lo sanno anche i vertici della Victoria Libertas, che in settimana dovranno per forza di cose tornare sul mercato, magari cercando di far ritornare a Pesaro quel LaQuinton Ross – relegato in tribuna da Cantù – e di far finalmente approdare in riva al Foglia Dejan Ivanov, con Torino che dovrà decidere se vale la pena cambiare formula – passando al 3+4+5 – altrimenti lo dovrà liberare, lasciandogli la possibilità di firmare con un’altra squadra.

I PIU’ ….

Nicolò Basile: Dopo averlo più volte criticato, è giusto per una volta, sottolineare la buona prestazione del capitano biancorosso, che finalmente si prende le sue responsabilità, segnando tre triple e cercando di rendersi utile anche in fase difensiva.

Giulio Gazzotti: 10 punti e 8 rimbalzi per Gazzotti, che non sarà un centro puro, ma che almeno si sbatte e prova a dare una mano, pur tra le tante difficoltà accusate dentro l’area.

….. E I MENO DELLA SFIDA CASERTA – PESARO

D.J. Shelton: Un minuto in campo, tre falli, meno quattro di valutazione, non serve aggiungere altro.

Percentuale dal campo: 24 su 71, 47 errori commessi da una Vuelle tradita da Christon e Daye, Con una percentuale appena decente, Pesaro avrebbe portato a casa i due punti.

Assist: Appena sei a testa per le due formazioni, a conferma della pessima qualità messa sul parquet sia da Caserta che da Pesaro, in un match che non salverete sul vostro MySky per riguardarvelo in futuro.

Rimbalzi: 50 a 35 per Caserta, che ha avuto addirittura tre giocatori in doppia cifra in questa voce – Hunt, Downs e Jones – ma dall’altra parte c’era quasi il vuoto assoluto.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Si dovrebbe ripartire dalle certezze per uscire da uno stato di crisi, ma questa Vuelle purtroppo non sembra possederne troppe: Christon è un buon giocatore, ma ha l’Nba in testa e sa che indipendentemente da quello che farà a Pesaro, ha già un posto assicurato tra i professionisti e non sembra avere la necessaria carica agonistica per prendersi la squadra sulle spalle. Anche se – dal punto di vista tecnico – aspettiamo sempre di vederlo con dei lunghi all’altezza della situazione. Anche Lacey è un giocatore dal sicuro avvenire, ma non ha una personalità tale per diventare un fattore e, sorvolando su Walker e Shelton – non è che la pattuglia italiana sia composta da campioni, ma da onesti e volenterosi lavoratori del parquet, in grado sicuramente di dare una bella mano, ma non di vincere le partite da soli, anche se Ceron ci priva un po’ troppo spesso per i nostri gusti. Ci vorrebbe magari un allenatore dalla forte personalità ed esperienza, doti che coach Paolini non ha nel suo bagaglio e alla lunga questa mancanza potrà essere determinante e ridurre drasticamente le possibilità di salvezza della Vuelle.

Non rimane così che affidarsi e sperare nei nuovi arrivi. Cominciando da Austin Daye che, una volta risolti i problemi al tiro, dovrebbe diventare un punto di riferimento per i compagni fuori e dentro il parquet e nei prossimi innesti che, per forza di cose, dovranno essere due: uno sotto canestro e uno al posto del partente McKissic, perché Daye è il sostituto naturale di Shelton – sperando che D.J. abbia completato la sua vacanza pesarese con la controprestazione offerta a Caserta – e dovrà essere schierato prevalentemente da ala grande, per sfruttare la sua altezza e la sua abilità nel passaggio, senza disdegnare di catturare qualche rimbalzo, almeno in fase difensiva.

Ma anche il nuovo centro dovrà essere finalmente una certezza, un giocatore capace di catturare rimbalzi e di farsi valere nella lotta sotto canestro, sgomitando e portando blocchi per i compagni, in grado di prendersi quei tiri che Walker – 4.4 punti di media – non riesce e non riuscirà a prendersi nell’immediato futuro, così come potrebbe essere una certezza il ritorno in maglia Vuelle di LaQuinton Ross, giocatore di cui conosciamo pregi e difetti, ma che sarebbe l’aggiunta ideale dal punto di vista tecnico.

Aspettiamo i comunicati della Victoria Libertas, quelli che annunceranno i due nuovi arrivi e li aspettiamo in settimana o al massimo entro il 15 del mese, se uno di questi riguarderà Dejan Ivanov, che Torino potrebbe trattenere fino a quella data. Contro Venezia, in ogni caso, non dovrà esserci più Shelton, ormai un corpo estraneo anche all’interno del gruppo, in una partita che potrebbe essere la svolta della stagione per la Consultinvest, sia in modo negativo, perché la terza prestazione insufficiente aprirebbe diversi scenari, compreso quello del cambio del coach, sia in modo positivo, perché con Daye allenato e due nuovi arrivi si potrebbe finalmente ricreare un po’ d’entusiasmo in una tifoseria che finora è stata fin troppo tranquilla, al di là di qualche meritato fischio piovuto dalle tribune e che non perdonerebbe allo staff biancorosso, un immobilismo sul mercato che saprebbe tanto di rassegnazione.

DAGLI ALTRI PARQUET:

In attesa dei posticipi tra Torino-Pistoia e Varese-Avellino, ci sono quattro formazioni in testa alla classifica, dopo la sconfitta di Milano al fotofinish a Reggio Emilia con tanto di instant replay sull’ultimo tap-in milanese giudicato giustamente fuori tempo massimo dalla terna arbitrale. A fare compagnia a Milano e Reggio Emilia, ci sono anche Trento, che fa il colpo di giornata, rifilando 15 punti a domicilio ai campioni d’Italia di Sassari e la sempre più sorprendente Cremona, che risolve, con qualche patema, la pratica Bologna. Si toglie dai guai l’ambiziosa Cantù, che trascinata da Abass, segna 103 punti e sbanca Venezia, prossima avversaria della Consultinvest

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  1. Capisco e condivido in pieno, peró il ragionamento funzionerebbe se le casse della VL non fossero in sofferenza, detto in termini bancari, tecnicamente é tutto logico perché effettivamente sotto canestro la Consultinvest é evanescente ed é difficile pensare di potersi salvare in queste condizioni, se ci aggiungiamo che il miglior attaccante della squadra se n’é andato, la situazione risulta ancora piú grave. Ma la domanda che occorre porsi é…siamo in grado, ora di poter fare uno sforzo ulteriore per prendere due giocatori del calibro di Ross e Ivanov? Certo, tecnicamente la Consultinvest diventerebbe sulla carta una mina vagante, anche se non so se Ross sarebbe la pedina giusta. Spero da un lato si riescano a portare due giocatori di quel calibro a scapito di due fantasmi come Shelton e Walker, come spero dall’altro di vedere da parte dell’allenatore dare un’impronta a questa squadra, per quel poco che ho visto, ci sono poche idee e quelle poche si buttano in campo con molto timore.