Export, Pesaro e Urbino al top nelle Marche nei primi 9 mesi del 2015

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11 dicembre 2015

exportPESARO – Dopo i primi 9 mesi del 2015, l’export delle aziende della provincia di Pesaro e Urbino è cresciuto del 10,42% (passando da 1,58 a 1,74 mld. di euro) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta del dato più positivo registrato in tutte le Marche, visto che nelle altre province le esportazioni sono tutte negative (Ancona -9,79%, Macerata -3,7%, Ascoli Piceno -3,08% e Fermo -0,04%). E’ quanto emerge dall’analisi del centro studi della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino, che ha elaborato i dati diffusi dall’Istat e secondo i quali la performance pesarese sui mercati esteri è nettamente migliore anche della media nazionale del periodo (+4,17%).

“E’ un risultato che non mi sorprende – ha dichiarato il presidente della Camera di commercio Alberto Drudi – perché premia l’impegno degli imprenditori pesaresi e dei nostri progetti di internazionalizzazione: gli incrementi più significativi, infatti, si sono registrati in quelle aree del mondo dove Aspin 2000 ha fatto attività di scouting e l’ente camerale ha allacciato solide relazioni con il tessuto imprenditoriale e istituzionale locale”.

La Francia si è confermato il primo mercato di sbocco per le produzioni locali, con un incremento dell’1,0% e 191,7 mln. di euro di fatturato; seguono Germania (+13,04% e 173,2 mln.), Stati Uniti (+24.89% e 155 mln.), Spagna (+25,2% e 93,3 mln.) e il Regno Unito (+38,81% e 84,4 mln.). Tra le performance più positive, vanno segnalate quelle in Cina (+42,52% e 30,4 mln.) e negli Emirati Arabi (+40,75% e 77,9 mln.). La Russia – da sempre tra i punti di riferimento per l’export pesarese, ha registrato da gennaio a settembre scorso una flessione del 27,04%, con il fatturato calato da 93,2 a 67,9 mln., finendo per essere solo il settimo Paese di sbocco.

“Anche questo è un risultato previsto – ha fatto notare Drudi – e non a caso ho chiesto ai parlamentari delle Marche di insistere perché il governo italiano spinga a Bruxelles per un inversione di marcia rispetto a embargo e sanzioni contro la Russia, perché queste danneggiano esclusivamente le nostre imprese e non hanno alcun impatto economico e politico su Mosca”.

Quanto ai settori, il mobile ha avuto un incremento dell’export pari all’8,26% (233,1 mln.); molto bene anche la meccanica, i cui macchinari prodotti nella nostra provincia sono sempre più apprezzati all’estero: +5,9% con 450,4 mln. Ottime notizie sono arrivate anche da settori fino a qualche anno fa leader nel mondo: con +108,4%, la cantieristica ha più che raddoppiato il proprio fatturato (33,9 mln. da 16,5 mln.), l’agro-alimentare ha chiuso i primi 3 trimestri con +52,3% e 73,9 mln., il comparto dei metalli +16,21% con 460,8 mln.. Ancora in frenata il settore del tessile-abbigliamento, che ha registrato -4,2% per un venduto di 148,7 mln.

“Si può fare ancora meglio – ha concluso il presidente della Camera di Commercio – a patto che sulla scia di questi risultati positivi altri imprenditori, soprattutto coloro che guidano le imprese più piccole, e anche le istituzioni si convincano che bisogna muoversi nel mondo, perché l’export è una chiave decisiva per tornare a veder crescere i propri fatturati, facendo uscire dalla depressione, anche occupazionale, il nostro territorio”.

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