Game Over Fano: Alma fuori dai giochi. L’opinione di Candelora

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14 dicembre 2015

Sandro Candelora*

FANO – Ma dove vai se la squadra non ce l’hai? Da nessuna parte, in effetti. Men che meno verso la vittoria. Proprio come sta succedendo all’Alma, che ha praticamente perso il campionato prima ancora di tentare seriamente di iniziare a vincerlo. E il fallimento non data certo né ieri né l’altro giorno. E’ storia vecchia di mesi. Diciamo che si è cominciato a perdere l’estate scorsa, allorquando qualcuno con maggiori ambizioni e reale volontà di salire di categoria (senza considerare il debito morale verso la piazza, presa tra i professionisti, non dimentichiamolo) avrebbe fatto carte false per balzare sul treno dei ripescaggi. Ci è invece trincerati dietro al comodo alibi di quote d’ammissione esorbitanti, fideiussioni iperboliche e iter burocratici dei più svariati.

Esposito del Matelica in mezzo alle maglie del Fano

Esposito del Matelica in mezzo alle maglie del Fano

Si è detto: preferiamo prevalere sul campo, piuttosto che accettare le clausole-capestro fissate. Concetto giusto solo in linea teorica perché in un torneo che premia solo la prima nessuno che sia sano di mente può affermare con certezza alla vigilia di riuscire nei fatti a centrare l’obiettivo finale. Ma, diamine, qui si è contraddetta la nobile dichiarazione di intenti di cui sopra con un mercato estivo risibile, che invece di rafforzare lo zoccolo duro dei confermati (invero logori in taluni e visibilmente demotivati in altri) ed eliminare difetti apparsi già evidenti nella passata campagna ha scriteriatamente indebolito la rosa, con acquisti di nessuna o trascurabile utilità. Si è infatti notato subito che occorreva un vero mediano da affiancare a Lunardini (o a Favo, suo sostituto, di sicuro non compagno di linea) ed era altresì necessario dotarsi di terzini di una qualche affidabilità. I primi interventi da effettuare alla riapertura dei trasferimenti, riteneva chiunque mastichi un minimo di calcio. Macché: si sono liquidati in tutta fretta Chiacchiarelli e Buongiorno (altre scelte clamorosamente sbagliate) mentre in dieci giorni abbondanti di trattative, oltre a inseguire piste delle più peregrine (Ambrosini, Bondi, Degano e via farneticando), non si è portato a casa nessuno di realmente utile alla causa, eccezion fatta per Sartori, di cui conosciamo ahinoi pregi e difetti. A questo punto, il dubbio sorge spontaneo: ma davvero ci si vuole tornare al piano di sopra? Gli indizi inducono a pensare al contrario, se è vero che per i granata il vertice della classifica è ormai lontano anni luce ed appartiene alla dimensione della pura utopia più che alla realtà. Tutto ciò, dopo neanche metà del cammino compiuto. Perdipiù alla vigilia di un derby che a conti fatti sarà una guerra tra poveri. E onestamente non sappiamo chi stia veramente peggio…

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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