Vuelle: anatomia della terza vittoria fra fattore Daye e nevrosi dei valori del campionato

di 

14 dicembre 2015

Esultanza Vuelle

Esultanza Vuelle

PESARO – La vittoria che non ti aspetti. Con un americano (Shelton) che è stato virtualmente tagliato da tre settimane e viene giustamente tenuto in panchina dal suo allenatore per quaranta minuti, evitando prestazioni come quella offerta da D.J. a Caserta. Con l’altro centro (Walker) che rimane sul parquet per soli 4 minuti, con il solito errore da mezzo metro e la solita difesa rivedibile. Con la guardia americana (Lacey) che dopo aver sparacchiato per tutto il primo tempo, si fa espellere da una terna arbitrale non proprio impeccabile, ma Trevor ha avuto il demerito di continuare nelle sue proteste verbali, con conseguente doppio fallo tecnico ed espulsione. Con il tuo miglior realizzatore (Christon) che incappa nella seconda serataccia consecutiva al tiro (4 su 20), confermando le sue difficoltà a leggere le varie situazioni che gli presentano davanti.

Ma allora come ha fatto la Consultinvest a tornare alla vittoria, dopo due bruttissime prestazioni offerte contro Cremona e Caserta? Ha sfruttato la pessima serata di Venezia, che è scesa in campo con un quintetto atipico ad inizio partita, non riuscendo poi nel proseguio della serata a trovare un vero protagonista, al di là di qualche fiammata di Viggiano e delle triple del solito Bramos – miglior tiratore dalla linea del campionato – ma è stata tradita da Mike Green e Josh Owens, ha subito a rimbalzo e non è riuscita a chiudere con un vantaggio più ampio, un primo tempo giocato meglio della Vuelle, lasciando scoperto il fianco nel terzo quarto alla voglia di riscatto della Consultinvest davanti al proprio pubblico, con un terzo periodo da 38 a –1 di valutazione, che ha di fatto deciso il match, pur se nel finale l’imprecisione dalla lunetta dei pesaresi avrebbe potuto riaprirlo.

Poi, come andiamo ripetendo dalla prima giornata, bisogna considerare la qualità espressa dal nostro campionato, dove la differenza tra la terza e l’undicesima non è così marcata. Non perché l’undicesima sia uno squadrone, ma perché la terza in classifica – o quarta o quinta – fino a qualche stagione fa avrebbe fatto fatica a qualificarsi per i playoff. Mentre in un campionato povero di classe individuale come quello attuale, basta una buona organizzazione per scalare velocemente verso l’alto la classifica e bastano un paio di giocatori di buon livello per vivacchiare tranquillamente e togliersi qualche bella soddisfazione.

Austin Daye

Austin Daye

E qui arriviamo al fattore Austin Daye. Giocatore che l’Nba l’ha vissuta per davvero, ma che probabilmente potrebbe trovare la sua giusta dimensione in Europa, dove non serve avere un fisico da culturista per farsi valere, ma dove i suoi 210 cm e la sua buonissima tecnica individuale, potrebbero aprirgli la strada verso le big d’Eurolega. Anche se in questa stagione sarà la Vuelle a godere dei suoi servigi e della sua indiscussa leadership che, più dei punti realizzati, potrebbe essere la vera arma in più a disposizione di coach Paolini nella corsa verso l’agognata salvezza della Consultinvest. Daye sembra essere arrivato qui con lo spirito giusto, in una città che lo ha subito accolto con grande affetto e che aspettava da troppo tempo un americano che non consideri Pesaro solamente un nome da cercare su Google Maps, ma una realtà dalla grande tradizione. Dove il basket rimane lo sport principale cittadino, capace di portare 4000 persone al palazzetto anche nelle stagioni più buie. Austin sembra aver capito che da qui potrà partire la sua rinascita sportiva, dopo un paio di stagioni non proprio esaltanti, e si è subito calato nel ruolo di chioccia di un gruppo giovane e inesperto, che vede in lui un punto di riferimento, qualità che Christon, che considera Pesaro solo una tappa di passaggio, non ha mai mostrato in questi mesi.

Ma basterà solamente Daye per salvarsi? Certamente no, perché senza centri non si gioca a pallacanestro e Candussi – purtroppo – incapperà nuovamente in quelle serate dove commetterà tre falli prematuri in cinque minuti, lasciando completamente scoperto un ruolo dove Walker continua ad avere troppi problemi, per sperare che si risolvano solamente con l’aumentare dell’esperienza. Ma questa sembra essere la settimana buona per far arrivare il nuovo centro alla corte di coach Paolini, con una firma che dovrebbe arrivare al massimo entro un paio di giorni, sperando di fare in tempo a schierare il nuovo arrivato a Capo D’Orlando domenica prossima, in un match che, visti i risultati di questa undicesima giornata, potrebbe essere un vero spartiacque nella stagione di una Consultinvest che, non sarà più ultima, ma che non può certamente cullare inopportune illusioni di essere uscita dalla crisi.

I PIU’ ……..

Austin Daye: A Caserta – pur con pessime percentuali – aveva già fatto intravedere tutto il suo talento, contro Venezia ha cominciato a mettere in mostra tutto il suo repertorio, con una tecnica che gli permette di prendersi un tiro praticamente ad ogni occasione. Chiude con 32 di valutazione e una percentuale dal campo superiore al 50%, un match che lo ha visto assoluto protagonista dentro e fuori il parquet.

Francesco Candussi: Ha dimostrato che con la giusta cattiveria agonistica, può reggere il campo in questa serie A, a patto che continui ad andare a rimbalzo con la stessa voglia dimostrata contro Venezia, in quella che è stata senza dubbio la sua miglior partita stagionale.

Rimbalzi: Praticamente senza i suoi due lunghi titolari, Pesaro domina inaspettatamente sotto i tabelloni, catturando ben 12 rimbalzi in più (43-31) degli avversari, grazie all’ottima prestazione di Candussi e di Daye, ma tutti hanno portato il loro mattoncino alla causa.

… E I MENO DELLA SFIDA PESARO – VENEZIA

Christon sotto canestro

Christon sotto canestro

Semaj Christon: Bisognerebbe spiegargli che non deve per forza attaccare il ferro ad ogni occasione, ma che con un semplice arresto e tiro dalla lunetta, i due punti arriverebbero in maniera quasi automatica, peccati di gioventù di un playmaker che aspetta l’arrivo di un vero centro e che deve trovare il modo di convivere con la forte personalità di Daye nell’immediato futuro.

Walker e Shelton: Non sono molte le partite dove uno straniero non entra per scelta tecnica ed un altro scende sul parquet per soli 4 minuti, numeri che fanno capire che la loro avventura in biancorosso sta arrivando al capolinea.

Tiri Liberi: Ancora una serataccia dalla lunetta per una Vuelle che tira i liberi con un pessimo 58% (20 su 34), rischiando di gettare alle ortiche nel finale, tutto il vantaggio accumulato in precedenza.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Si prospetta un’altra settimana complicata da gestire per la Consultinvest, che domenica a Capo D’Orlando dovrebbe mostrare la sua terza versione. Quella con almeno un nuovo centro, anche se gli arrivi saranno certamente due prima della fine della stagione: uno sarà quel centro d’esperienza, in grado di portare “legna” sotto canestro, senza magari possedere una tecnica da manuale, ma alla Vuelle serve un rimbalzista e un uomo capace di giocare “sporco”, piazzando blocchi e gomiti al momento giusto, tutte qualità che Shelton non possiede e che lo metterà sul primo aereo disponibile per gli States, appena arriverà il suo sostituto. L’identikit potrebbe veramente portare in biancorosso un altro protagonista dell’Nba, quel Ronny Turiaf che ha vinto l’anello con i Miami Heat e che è ha indossato anche la canotta dei Lakers, quando la squadra di Bryant non era ancorata in fondo alla classifica della Western Conference come nelle ultime stagioni, ma naturalmente prima si dovranno valutare le sue condizioni fisiche, essendo fermo praticamente da 18 mesi, causa un’operazione all’anca che si è rivelata più complicata del previsto e per uno che il prossimo gennaio compirà 33 anni, non è un fattore da sottovalutare, anche se la coppia Daye-Turiaf stuzzica parecchio lo staff biancorosso, che per il francese è disposto a spendere il tesoretto accumulato dalla partenza di McKissic per la Corea.

Ma il mercato biancorosso non finirà con l’arrivo del nuovo pivot, perché anche Walker non ha mai convinto e i 4 minuti concessigli contro Venezia, sono solo l’ultimo segnale della sfiducia che circonda il centro canadese, ma se Turiaf – o chi per lui – prenderà il posto di Walker e Daye viene considerato il sostituto naturale di Shelton, rimane da sistemare la questione McKissic che, con la sua partenza ha lasciato scoperto il ruolo di ala piccola, occupato attualmente solo da Ceron, utilizzato fino allo sfinimento domenica sera per mancanza di alternative, con l’ex veneziano esausto, costretto a chiedere il cambio al suo allenatore. Ma Daye non è un ala grande naturale, anche se ha il talento per ricoprire tranquillamente il ruolo e sul mercato si sta cercando un tre-quattro comunitario, un giocatore intorno ai due metri, in grado di dare una bella mano in fase difensiva e di catturare lo stesso numero di rimbalzi (6 di media) del partente Shaq.

Aspettiamoci almeno una novità nell’immediato futuro, perché la vittoria contro Venezia non rimanga un fatto isolato, ma un inizio del nuovo corso di una Vuelle che, sembra uscita dal momento più complicato della sua stagione, ma che non può assolutamente pensare di avere risolto tutti i problemi del suo roster.

DAGLI ALTRI PARQUET

Nessuna sorpresa in questo undicesimo turno, con il gruppo delle capolista che si mantiene intatto – aspettando il posticipo tra Cantù e Cremona – con Milano che si sbarazza con autorità di Capo d’Orlando, anche se l’Armani rischia di perdere per qualche mese Hummel, dopo il colpo subito dall’americano alla spalla, nessun problema neanche per Trento, che nell’anticipo del sabato aveva rifilato 14 punti alla Virtus Bologna, mentre Pistoia supera Varese solo al fotofinish e rimane in testa insieme a Reggio Emilia, che fa il colpo di giornata, vincendo di 26 a Brindisi. Sassari esce dalla sua piccola crisi, dominando per 40 minuti sul parquet di Caserta, mentre Avellino conquista due punti preziosi per l’accesso alle Final Eight, relegando Torino all’ultimo posto, con coach Bechi che potrebbe essere arrivato al capolinea della sua avventura piemontese, con Vitucci pronto a prenderne il posto sulla panchina della Manital.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>