Candele a Candelara, Ricci gongola: “Numeri da paura, ormai è parte dell’identità di Pesaro”

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15 dicembre 2015

PESARO – “Numeri da paura: ditemi in giro per l’Italia quante altre manifestazioni del genere macinano questi dati”, si chiede Matteo Ricci, scorrendo il consuntivo di Candele a Candelara. Il bilancio stilato dalla Pro Loco mette in fila più di 47mila visitatori, quasi mille camper e 330 pullman. Con una macchina di 200 volontari e “in 2mila rimasti fuori per la troppa affluenza il sei dicembre. Ma abbiamo dovuto chiudere gli ingressi per garantire la sicurezza – spiega il presidente Pierpaolo Diotalevi – dentro c’erano 6mila persone, di più non era possibile. E pensare che, dodici anni fa, siamo partiti quasi per scherzo”. Il volontariato, insomma, «ha costruito un pezzo di economia: “Un risultato che andrebbe studiato sul lato sociale”, commenta il sindaco. Anche perché, alla fine, “si tratta sempre di lavoro, portato nel territorio in un momento ancora difficile. Lo sforzo è crescere sui servizi e sul turismo. Negli ultimi anni siamo diventati più attrattivi: con Candele a Candelara si è creato quel movimento invernale che non c’era. E ora il mese di dicembre è diventato tra i più interessanti”.

Onda lunga. Così si è rilanciato in prospettiva: “Per la prima volta abbiamo comunicato il cartellone del 2016 a chi c’era. E abbiamo adeguato la città, con la piazza e il resto, perché c’era un biglietto da visita da lasciare. Andremo avanti: le cose non vengono mai per caso. Abbiamo dimostrato che ce la possiamo fare: senza Candele a Candelara, non ci sarebbe stata la notte di San Lorenzo. Senza gli eventi estivi, non sarebbe arrivata la piazza di Natale. C’è un lavoro mirato sulla strategia pubblico-privato e sulla programmazione. E le cose sono destinate a migliorare: sempre più soggetti esterni guarderanno a Pesaro, in futuro, per organizzare manifestazioni. Lo abbiamo visto di recente anche con la Coppa Davis”. Nel frattempo, visto che il tema, insieme alla bici e alla musica, è diventato “elemento caratterizzante” del territorio, “i turisti che arriveranno a Pesaro troveranno in cima alle lista dei gadget da portarsi a casa, insieme a Rossini, le candele con il nostro city brand. Ci lavoreremo sopra”.

Le voci. Osserva il direttore artistico Piergiorgio Pietrelli: “La soddisfazione? È sentirsi dire: ‘Non conoscevamo Pesaro, ci torneremo’. Finalmente, con Candelara, si parla di mercatini natalizi nel Centro Italia. Siamo pronti anche per la notte di San Lorenzo: la macchina è oliata. E sui camper ci auguriamo che nascano aree attrezzate in città. Che purtroppo per ora mancano”. La Via dei Presepi, intanto, rimarrà aperta fino al sei gennaio: “C’è una continua richiesta di iniziative per Natale e Capodanno”. Di qui, l’auspicio del presidente Apa Fabrizio Oliva: “Anche la stagione invernale sarebbe da allungare, almeno fino all’Epifania. Il mese di dicembre è il più ricco per gli albergatori nella bassa stagione. Merito dei weekend di Candelara. E anche del capodanno in Riviera: sta tornando di moda. Quasi tutte le strutture faranno il pieno, anche a Pesaro: è una tendenza che quest’anno si è accentuata. Gli eventi messi in campo aiutano”.
Chiude il presidente Aspes, Luca Pieri: “Evidente il cambio di passo sul turismo. Lottiamo per intercettare manifestazioni, c’è un coordinamento maggiore rispetto al passato. Lo percepiscono anche gli operatori del settore. Noi continueremo a dare il nostro contributo”.

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