Ricci promette una pioggia di euro su Pesaro: “30 milioni di opere al via nel 2016 e 150 milioni di investimenti nel triennio”

PESARO – Riprende da dove aveva iniziato: stesso posto (Pescheria), stessa musica (Avicii). Ma dopo un anno e mezzo di mandato “parecchio è cambiato. E da domani molto ancora cambierà”, mette in chiaro il sindaco Matteo Ricci, “compreso il volto della città”. Le ha già battezzate le “cose concrete”. Con i video degli eventi estivi e della piazza di Natale, tuttavia, l’incipit è sulle quelle “fatte”, nonostante il “freno a mano alzato”. Ovvero i vincoli del patto, i milioni di avanzo bloccati e tutto il resto. Nella carrellata che riavvolge il nastro Matteo Ricci ci infila, in ordine sparso, “lo sforzo quotidiano per ristrutturare l’economia”, insistendo sul turismo per “recuperare i punti persi sulla manifattura”; le emergenze gestite (la scuola Rodari; l’ondata di maltempo dello scorso febbraio; l’asilo di Borgo Santa Maria “a lungo incompiuto, poi inaugurato a settembre”; la bonifica ex Amga dove “si è già portato via il 90 per cento del terreno inquinato: il Comune ci ha messo due milioni. E finito l’intervento, l’area diventerà un parco”).

PANORAMICA

Approccio “pragmatico” sui profughi: “Volontariato per lavori di pubblica utilità per contraccambiare l’accoglienza. E adesso anche gli altri Comuni lo fanno”. Nelle istantanee “i 750mila euro di risparmi dalla riorganizzazione comunale e dal taglio dei dirigenti (da 20 a 11)”, “il pacchetto Riparti Pesaro con la ‘no tax area’ per tre anni per le nuove attività”. Flash sul “restauro di Casa Rossini, l’80% in più degli abbonamenti per il teatro, i 110 ettari in meno di costruito, i servizi sociali non tagliati ma salvaguardati, le tariffe degli asili ridotte per le fascia media”. E le “paginate” nazionali sul ‘sole assicurato’ e dintorni: “Per il turismo e per accendere i riflettori sulla città. Che se non comunica, non esiste. C’è un gap di riconoscibilità da colmare”. Restava quello che definisce “il bubbone”: “Liberare le risorse bloccate. Abbiamo avanzo e cassa, possiamo andare a cento all’ora. E invece, finora, per forza di cose siamo andati avanti col freno inserito”. Nonostante più di 3 milioni e mezzo per opere partite nel 2015. Tra cui copertura dell’AdriaticArena (un milione e 600mila euro), rotatorie di Santa Colomba (800mila euro) e 800mila euro di asfaltature generali.

LA SVOLTA

Accadeva prima della trattativa spartiacque. Perché “il pressing sul governo, alla fine, ha contribuito a smuovere le cose. Anche questo è #Pesaronazionale. Le regole nuove sul patto, contenute nella stabilità, sono state scritte a Pesaro”. Rimarca con le immagini della sua richiesta fatta a Matteo Renzi, al teatro Rossini, lo scorso agosto: “Si allenti il patto di stabilità per i Comuni virtuosi: a Pesaro abbiamo 39 milioni di avanzo, di questi 30 sono per gli investimenti. Potrei ribaltare la città: quanto lavoro si metterebbe in moto?”. Seguono la citazione del premier per il caso-Pesaro nella direzione dem del 21 settembre. E l’sms inviato al sindaco: “Come ti avevo promesso…”. Fino alle dichiarazioni via radio del presidente del consiglio: “Ricci mi scrive un messaggio al giorno: deve mettere a posto i marciapiedi. Adesso lo potrà fare”. Tradotto, secondo il sindaco, il provvedimento contenuto nella legge di stabilità “libera 3 miliardi di euro per i Comuni italiani, 200 milioni per quelli delle Marche. E 30 milioni solo per Pesaro”. Da spendere per gli investimenti del 2016 sulle opere pubbliche. “Se si pensa che quello che potevamo usare in media, all’anno, era 2 milioni e 500mila euro, fate voi una botta di conti…”.

L’ONDATA

Così accende le mappe sullo sfondo, nel gioco del confronto tra il prima e il dopo. E parte con le ciclabili: “Baia Flaminia (800 metri), via Solferino (due chilometri e 400 metri), via Goito (un chilometro), via Cimarosa (770 metri), via Nanterre (244 metri), via Milano (640 metri), l’attesa viale della Repubblica (500 metri), via del Novecento (230 metri), via Lungo Genica (770 metri)”. Totale: 7 chilometri e mezzo per due milioni di euro. “Una quota che porterà la rete della Bicipolitana a più di 85 chilometri”. Poi infila restauro dell’ex tribunale (2 milioni e 200mila euro), riqualificazione del centro storico (un milione e mezzo con interventi in via San Francesco, corso XI Settembre, via Castelfidardo, parte di via Mazza, giardino biblioteca San Giovanni, Orti Giulii), ristrutturazione del vecchio palas (3 milioni e 960mila euro nel complesso tra Comune, Pesaro Parcheggi e contributo della famiglia Scavolini; “diventerà auditorium da 1500 posti, adatto soprattutto per la musica e per la cultura”), ristrutturazione dello stadio Benelli (un milione e mezzo), completamento delle opere di urbanizzazione alla Celletta (458mila euro), asfaltature delle strade comunali e rifacimento delle pavimentazioni in porfido (7 milioni e 400mila euro. Suddivisione: 35 chilometri di asfalto per un importo di 6 milioni e 200mila euro; 3 chilometri di porfido per un milione e 200mila). Inciso per il paragone: “Sugli asfalti, la media era di 930mila euro all’anno per 5 chilometri”.

LAVORI

Nel pacchetto la riqualificazione di via Mancini (350mila euro), le telecamere di controllo in 4 accessi della città (40mila euro), la valorizzazione del patrimonio culturale (370mila euro da destinare a Oliveriana, Pescheria e Domus di via dell’Abbondanza), il Piano urbano per la mobilità sostenibile (più di 83mila euro), gli impianti di illuminazione pubblica (un milione e 500mila euro per cambiare e modernizzare mille punti luce; ma il progetto è destinato a crescere da gennaio, e in ottica triennale sarà un’operazione da 7 milioni con il contributo di Marche multiservizi). Sulle scuole, il sindaco annuncia “due milioni e 900mila euro per 85 interventi, in 58 sedi su 66 totali (computando anche Leopardi e Alighieri). “Finora potevamo metterci solo 400mila euro”. Nel pacchetto anche il secondo stralcio della riqualificazione di piazzale della Libertà (350mila euro), le due rotatorie a Colombarone sulla statale (200mila euro), la palestra coperta a Villa Fastiggi per il pattinaggio artistico (fondi privati ma procedure comunali), i 34 alloggi per l’edilizia popolare in via Mazza (palazzo Aymonino, 5 milioni e 136mila euro), il restauro di palazzo Ricci (tre milioni). E il nuovo bocciodromo in via dell’Acquedotto (un milione e mezzo) che, nei piani del sindaco, “segnerà l’inizio della riqualificazione dell’area”.

ORIZZONTE

Potrebbe sembrare già un tot, ma il sindaco ci aggiunge i bandi vinti (due milioni e 700mila euro), i fondi per il porto, “dove in 5 anni sono stati investiti 23 milioni e mezzo. E nel 2016 partiranno 2 milioni e 900mila euro di lavori”. Più quello che arriverà da Autostrade: “65 milioni di opere accessorie per la viabilità e 25 milioni per il nuovo casello, per un totale di 90 milioni”. E lo sblocco dei lavori della piscina di via Togliatti: “Non ci sarà nessuna incompiuta grazie all’accordo trovato con Coni e privati”. Visto nell’arco di un triennio, sono 150 milioni di investimenti da qui al 2018, tra soldi nostri e quelli che siamo riusciti a portare qui da altri soggetti”. Rincara con “il raddoppio del contributo per le unioni e fusioni: 2 milioni all’anno, per 10 anni”, come risultato politico dell’emendamento Anci. Che magari potrà tornare utile più avanti, se non lo è stato lo scorso 13 dicembre. “Sul referendum rilanceremo immediatamente, magari anche con altri Comuni (cita Monteciccardo, ndr). Ma cosa ha prodotto il ricorso? Due milioni di euro in meno da destinare ai servizi sociali ed educativi. Ognuno fa la politica che vuole, ma anche l’opposizione deve essere per Pesaro, non anti. Altrimenti, per fare un dispetto alla moglie, va a finire che ci si castra”. Nonostante la stagione di opere, “resteranno almeno 10 milioni di avanzo come fondo di garanzia. Continueremo ad essere virtuosi”. Nel finale la replica alle ironie sul sindaco-comunicatore: “Capisco che dia fastidio, ma è la visibilità della città che conta. Insieme alla capacità di relazionarsi con chi può cambiare in meglio le cose. Essere di provincia è una virtù: essere provinciali è una palla al piede”. Ma chiude con la cena dell’ultimo dell’anno per i senzatetto e i più deboli ai musei Civici, pensando a don Gaudiano e Stefanini: “Iniziativa che lega solidarietà e bellezza. Sono i nostri valori”.

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