Padre Armando Pierucci cittadino onorario di Pesaro. Il consiglio cambia il regolamento sugli oneri di urbanizzazione

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22 dicembre 2015

Padre Armando Pierucci col sindaco Matteo Ricci

Padre Armando Pierucci col sindaco Matteo Ricci

PESARO – «Non mi sento all’altezza. In tutto quello che ho potuto fare nella vita, Pesaro c’è sempre stata». Emozione in consiglio comunale per padre Armando Pierucci, francescano, nato nel ’35 a Maiolati Spontini, per vent’anni a Pesaro come Superiore del convento di San Giovanni, nuovo cittadino onorario all’unanimità. «Uno dei più grandi compositori viventi di musica sacra – è la motivazione letta dal presidente Luca Bartolucci –. Ha educato migliaia di giovani al canto, all’esecuzione organistica e alla composizione musicale». Menzionata anche la fondazione della scuola Magnificat a Gerusalemme, «segno di pace e di dialogo universalmente riconosciuto: un progetto di ecumenismo». Ancora: «Figura di rilievo internazionale per le opere umanitarie e artistiche: la sua umanità si è estesa anche a Pesaro, dove ha portato in prima esecuzione mondiale opere come la ‘Via Crucis’. Una vita vicino ai bisognosi». Dono raffigurante Rossini consegnato dal sindaco Matteo Ricci: «Si è impegnato per gli altri, attraverso lo strumento privilegiato della musica». Padre Armando va indietro di 40 anni, quando «il sindaco Marcello Stefanini venne a San Giovanni per riconsegnare a noi frati spazi e parte del convento. Un evento atteso da 100 anni: dalla felicità non riuscii a spiccicare una parola. Ora ho avuto almeno un giorno di preavviso per ringraziarvi». Passaggi su scoutismo, don Gaudiano, Massimo Dolcini. Gli studi di gioventù e «il lavoro fatto per l’organo di San Giovanni, insieme alla solidarietà degli artisti pesaresi». E conclude: «Ho portato Pesaro anche a Gerusalemme».

Oneri urbanizzazione. Approvate le modifiche al regolamento sugli oneri di urbanizzazione (voto contrario dei consiglieri M5S e di Alessandro Bettini, a favore il resto dell’assemblea, ndr) . Spiega De Regis: «Il Comune manterrà gli incentivi per gli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione finalizzati ad ampliare la qualità energetica». Lo scorso anno, la giunta aveva ridotto del 50 per cento il costo degli oneri per gli interventi verso la classe ‘A’. Con i decreti ministeriali che introducono il nuovo sistema di classificazione energetica, si modifica il regolamento comunale: «Prevediamo allora la riduzione della metà sugli oneri per la realizzazione o ristrutturazione degli edifici a ‘energia quasi zero’, anticipando quanto espressamente richiesto dalla legge dal 2021». Ridefinito anche l’ambito di applicazione degli oneri per gli stabilimenti balneari: «Estese le modalità di applicazione per quelle che insistono su aree demaniali e private. E in relazione alle diverse tipologie di attività (compresa la trasformazioni di superfici da uffici o bar gastronomico in ristorante, ndr)»., evidenzia l’assessore. Con emendamento di Pagnini (Pd), «gli oneri richiesti per gli interventi edilizi sugli stabilimenti balneari dovranno essere recepiti in un capitolo ad hoc e riutilizzati per azioni di riqualificazione della zona mare». La modifica degli oneri offre lo spunto a Dario Andreolli («Ma a che punto è il nuovo piano spiaggia?») e Alessandro Bettini («Il piano spiaggia è stato bocciato dalla maggioranza degli enti coinvolti: l’azione è a futura memoria?»). Per l’assessore, «la modifica del regolamento vale anche per il piano spiaggia attuale. E su quello da noi proposto l’iter deve terminare: i pareri sono interlocutori. Sulla loro base abbiamo fatto ragionamenti e controdeduzioni. Non si potrà, sicuramente, avere il chiosco ricreativo a Fosso Sejore, così come la spiaggia a Baia Flaminia per gli animali d’affezione. Dove le attrezzature sono state considerate troppo invadenti. E abbiamo deciso di non spingere su elementi collaterali come le vasche idromassaggio. Ora è partita una nuova convocazione, con le modifiche fatte sulla base dei pareri arrivati, per una conferenza dei servizi in programma il 29 dicembre. Su certi aspetti intendiamo far valere le scelte e le indicazioni alla base del piano spiaggia, proposto per ampliare le possibilità di lavoro. E dare più equità alle opportunità degli operatori». Sulla destinazione da bar enogastronomici a ristoranti: «A Fosso Sejore sarà possibile farlo. Mentre alcune limitazioni ci sono per l’area di viale Trieste. Cercheremo però di superarle».

Banca Marche. Non passa la mozione di Bettini che chiede il ritiro o la modifica del decreto salva-banche per «ripristinare la soluzione di ricapitalizzazione di Banca Marche, già prevista attraverso il Fondo Interbancario o altro istituto giuridico (voto contrario della maggioranza, astenuti Andreolli e Manenti, ndr). Per il capogruppo Fi «la svalutazione dell’84 per cento dei crediti in sofferenza non ha precedenti: sarebbe bastata una svalutazione del 50 per cento per tutelare azionisti e obbligazionisti. Ora chi comprerà la bad bank farà un affare, ma si è distrutto il sistema bancario dell’Italia centrale. Con effetti dirompenti. Si punti al ripristino di Banca Marche nel territorio, altrimenti non ci sarà più un’economia nella regione. Il Pd non difenda Renzi». Delle Noci: «Il decreto ha recepito la direttiva europea: dal primo gennaio scatta il bail-in, il governo ha salvato correntisti e dipendenti. Quello che il governo può fare è cercare di stornare le perdite degli obbligazionisti: il fondo di 100 milioni contenuto nella legge di stabilità va in questa direzione. Speriamo in un ulteriore intervento e ampliamento. Oltre a ciò, rispetto agli azionisti, c’è l’ipotesi di un warrant, ovvero la speranza di un futuro sulla nuova banca. Anche questa misura è al vaglio del governo. E sono azioni che possiamo supportare, depurate dall’aspetto politico. Ma non ha senso il ritiro del decreto». Dario Andreolli propone un emendamento per «utilizzare il credito delle eventuali plusvalenze derivanti dalla vendita della ‘bad bank’ nel risarcimento degli azionisti, obbligazionisti e fondazioni». Ma Bettini chiude: «Impossibile con la ‘bad bank’ unica distinguere ciò che sarebbe di Banca Marche». Matteo Ricci: «Si ragioni ora su cosa si può fare, di più, per tutelare gli obbligazionisti, al di fuori del dibattito politico tra pro o contro governo: il decreto è già approvato».

Distributore. In apertura, l’interrogazione del M5S sul distributore di via dei Lavoratori: «E’ vicino alle abitazioni e c’è un parcheggio a meno di venti metri: nel rilasciare le autorizzazioni è stato integralmente rispettato il decreto 340 del presidente della Repubblica?». De Regis osserva che «per la valutazione dei progetti dei distributori la competenza è dei vigili del fuoco. Il 23 novembre abbiamo chiesto il parere sullo specifico, allegando la richiesta dei condomini. Sono state fatte due conferenze dei servizi: nel 2014 i vigili hanno richiesto integrazioni su 11 punti, due dei quali riguardano il gpl. Nella seconda conferenza dei servizi del febbraio 2015 il parere dei vigili è stato positivo. Oggi ci dicono che la questione è di ordine territoriale: su questo vogliamo confrontarci con loro, attraverso un incontro, per capire cosa vogliono approfondire». Nota Fabrizio Pazzaglia (M5S): «Stiamo cercando in tutti i modi di spostare i distributori fuori dal centro storico. In questo caso ce n’è uno attaccato alle case: non è una scelta lungimirante. Non si rispetta la normativa sul parcheggio: la distanza minima deve essere di 20 metri con almeno nove posti. Nell’area, curiosamente, si è suddiviso in due parti: una pubblica e una privata, per avere una capienza dichiarata di otto. Andremo dai vigili a chiedere informazioni: sembra che il sopralluogo sia stato fatto solo sulla carta». Per De Regis «la previsione urbanistica è del 2003. Sul parcheggio ci sono perplessità: per noi è area pubblica».

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