Consigli di lettura: “Il Regno” di Emmanuel Carrère

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27 dicembre 2015

Il Regno di Emmanuel Carrère

Il Regno di Emmanuel Carrère

Luciano Bertuccioli

PESARO – Tra me e “Il Regno” è stata vera lotta, forse sarebbe meglio dire tra me e Emmanuel Carrère se non fosse che lui non ne sa nulla e neppure gli importa nulla dei tormenti di un suo lettore. Il libro ha due facce, due livelli, nella intenzione dell’autore procedono sovrapposti e intrecciati, nella mia percezione paralleli e separati. C’è il racconto che ripercorre i sentieri del Nuovo Testamento, sulle orme di Luca, con la figura di Paolo che giganteggia e mille storie onestamente dedotte o immaginate sulla scorta della conoscenza e della indubbia capacità romanzesca di Carrère. Poi c’è il livello personale, l’outing non sempre interessante, a volte fastidioso, come se un regista nel bel mezzo del suo film montasse il backstage del set, con tanto di citazione sulla gastrite dell’attore protagonista.

A pagina 281 si capisce il perché quando scrive: “La grande differenza tra Hervé e me non è soltanto che io vivo nel culto e nella costante preoccupazione della mia persona, ma che in questa persona credo incrollabilmente”. Ecco, l’ingombrante fardello del narratore non entra solo mediamente nel racconto, ma ci casca dentro tutto intero, il suo IO ipertrofico per bagaglio, gusti sui video porno compresi.

Detto questo per chi, come me, è fascinato dal racconto e dalle storie del libro, con il vantaggio di averle visitate in altri ambiti e contesti, c’è coinvolgimento e interesse come succede a chi conosce particolari nuovi di fatti già noti e la lettura è piacevole.

D’altronde la storia della nascita del Cristianesimo riguarda tutti perché è alla base, con l’Ellenismo e le radici italiche, della cultura del nostro Paese e in generale della cultura europea. Carrère scrive con lo stile fluido e semplice dell’orante senza tecnicismi e complicanze, in uno schema che somiglia a tanti appunti e idee ordinati ma autonomi, sempre comunque cronologicamente conseguenti.

Insomma un libro denso di idee e spunti interessanti. Leggerlo arricchisce sicuramente.

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