Vuelle: da Cantù una sconfitta d’insegnamento. Intanto si coccola un 2015 chiuso col crescendo di un tesoretto di 10 punti

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28 dicembre 2015

PESARO – La netta sconfitta subita a Cantù dalla Consultinvest ha dimostrato – se ce ne fosse stato bisogno – il divario esistente tra la Vuelle e le squadre che puntano ai playoff. Anche se, naturalmente, Pesaro ha il dovere di giocare in un modo differente rispetto alla brutta prestazione offerta domenica pomeriggio in Brianza. In un match che non ha mai avuto storia e che i ragazzi di Paolini non hanno approcciato nella stessa maniera di quelli precedenti, subendo in ogni voce statistica e anche in quelle che non vanno a referto. Con una difesa troppo molle e un attacco che – tranne qualche sprazzo – non è mai stato incisivo. Merito sicuramente della difesa canturina, che con l’arrivo di un allenatore esperto come Bazarevich, si candida ad un posto nei playoff, ma demerito di una Consultinvest che ha tirato con brutte percentuali e non ha sfruttato a dovere il nuovo arrivato Tau Lydeka, che non sarà un fenomeno, ma che sa muoversi sul pick and roll, con un paio di canestri che non si sono mai visti con Walker in campo.

Difesa di Lydeka a Cantù

Difesa di Lydeka a Cantù

L’arrivo di un vero centro dovrà essere sfruttato con maggior efficacia dalla Vuelle, che altrimenti rischia di diventare troppo Daye-dipendente, con tutti i problemi che ne derivano, comprese le difese avversarie che cominciano a prendergli le misure, raddoppiandolo ad ogni occasione e mettendogli spesso le mani addosso. Anche se Austin ci ha messo del suo, con qualche tiro fuori equilibrio di troppo, in un match dove Daye ha continuato nella sua leadership verbale con i compagni, senza comunque trarne troppo beneficio, soprattutto in fase difensiva. Difesa che è il principale motivo della sconfitta, con 90 punti subiti da un’Acqua Vitasnella, sicuramente rinfrancata dall’arrivo del nuovo allenatore, ma che è stata agevolata dalle amnesie del quintetto biancorosso, reo di non essere mai riuscito a contrastare efficacemente JuJuan Johnson e di aver concesso troppa libertà a tiratori micidiali come Heslip e Hasbrouck.

E se la difesa non ha funzionato, le cose non sono andate meglio in fase offensiva, con qualche palla persa di troppo e poca lucidità in alcune scelte. Problemi che l’arrivo di Daye aveva momentaneamente messo sotto il tappeto, ma che sono risaliti in superficie appena Austin è incappato in una serata, non negativa, ma neanche stellare come quelle contro Capo d’Orlando e Milano, confermando che non basta un solo giocatore per risolvere magicamente tutti i problemi esistenti e che servirà ritrovare il contributo di tutti – compresa la panchina – per navigare in acque più tranquille.

Christon difende su Hodge

Christon difende su Hodge

Panchina che sta pagando il momentaccio di Gazzotti. Che non è mai stato un fenomeno, ma che finora aveva portato il suo mattoncino alla causa, giocando spesso meglio del titolare Shelton. Ma, nelle ultime tre partite, Giulio non ha segnato un punto e ha catturato solo 6 rimbalzi complessivi. Cifre impietose per l’ex cremonese che, con l’arrivo di Daye, sembra aver perso quella carica agonistica che lo aveva contraddistinto nel primo terzo di un campionato che, col passare delle giornate, sta delineando le forze in campo, in una giornata dove – oltre Pesaro – anche Varese e Capo d’Orlando hanno rimediato dei ventelli preoccupanti, in una lotta salvezza che dovrebbe riguardare queste tre formazioni, insieme a Bologna e Torino, con i piemontesi che saranno proprio i prossimi avversari della Consultinvest nel posticipo del prossimo lunedì.

 

I PIU’ …..

Trevor Lacey: L’unico biancorosso che non ha accusato troppi cali di tensione, con un paio di canestri di pregevole fattura e il solito buon contributo a rimbalzo. L’arrivo di Daye gli ha tolto un po’ di pressione e Trevor è stato bravo a sfruttare la situazione, per liberarsi negli uno contro uno e battere l’avversario diretto con un arresto e tiro da manuale.

Tau Lydeka: Partita di sostanza quella del lituano che, alla sua prima partita in maglia Consultinvest, conferma i suoi pregi e i suoi difetti, dando un bella mano a rimbalzo e facendosi trovare pronto sul pick and roll. Avrà una settimana in più per trovare l’intesa con Christon che ha il compito di riaprire il suo libro degli schemi sulla pagina: “come servire il pallone ai lunghi”, pagina che con Walker aveva preso polvere.

Marco Ceron: Due soli canestri per Marco, arrivati comunque dopo un paio di finte sul tiro da tre, con degli arresti e tiro dai cinque metri virtualmente immarcabili, dopo aver fatto saltare l’avversario diretto. Potrebbe sembrare un particolare ininfluente, ma dopo una marea di partite passata a sparacchiare dai 6.75 appena gli arrivava il pallone in mano, è giusto sottolineare un gesto tecnico apprezzabile.

…. E I MENO DELLA SFIDA CANTU’ – PESARO

Palle perse e recuperate: 14 palloni persi e soli quattro recuperi per una Consultinvest troppa confusionaria in fase offensiva e poco incisiva in quella difensiva. Due delle cause che hanno portato la Vuelle a subire ben 90 punti.

BasileNicolò Basile: Il capitano – ma forse sarebbe ora di rivotare per trovarne uno nuovo – incappa nella solita prestazione balbettante, con i consueti problemi di palleggio sul pressing avversario e una difesa non proprio ermetica sugli esterni canturini.

Tiri liberi: Non è casuale che, nelle sconfitte, Pesaro tiri dalla lunetta con una percentuale inferiore al 70% (13 su 19 a Cantù), compreso uno zero su due di Christon e due errori di Daye, considerando anche che, l’arrivo di un tiratore non proprio precisissimo come Lydeka, non aiuterà certamente ad aumentare la percentuale ai liberi nel prossimo futuro.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Certe volte le sconfitte servono più delle vittorie, per mantenere alta la soglia d’attenzione di società e tifosi su quello che rimane il vero obiettivo della Consultinvest: raggiungere la salvezza il prima possibile. Poi si può sempre discutere sul reale valore di un campionato dove Pistoia e Cremona hanno già staccato – con pieno merito – il biglietto per le Final Eight della Coppa Italia e dove la zona playoff rimane a soli quattro punti di distacco dalla Vuelle. Ma in fin dei conti, con una percentuale di vittorie del 50% si è sempre navigato a metà classifica in queste ultime stagioni e volendo trovare un’anomalia statistica, si deve andare a cercarla nelle zone altissime, dove Reggio Emilia – con gli stessi 20 punti odierni – non era prima in classifica 12 mesi fa, ma solamente quarta, dietro Milano, Venezia e Sassari.

Continuando nel confronto con il 2014, la Consultinvest era ferma a sole tre vittorie, ma c’era Caserta a mitigare il tutto, con il suo zero nella casella vittorie che si sarebbe sbloccato solo all’ultima giornata del girone d’andata, con i primi due punti arrivati proprio contro la Vuelle. Mentre in questo 2015 che ci sta per lasciare, Pesaro si gode il suo piccolo tesoretto di dieci punti, acquisiti anche contro avversari più blasonati, pur se sono le due vittorie ottenute contro Bologna e Capo d’Orlando che potrebbero aver maggior peso specifico nel prosieguo di un campionato dove anche raggiungere quota 20 punti potrebbe non essere sufficiente per salvarsi e gli scontri diretti assumeranno un valore fondamentale.

Shepherd in marcatura su Abass

Shepherd in marcatura su Abass

Lunedì sera – di fronte alle telecamere di Sky – la Vuelle ospiterà Torino, in un match che Pesaro dovrà cercare di far suo in tutte le maniere, anche se non riteniamo la Manital la formazione sulla quale fare la corsa, ma per portare a casa i due punti servirà un atteggiamento differente rispetto a quello mostrato a Cantù, in quello che speriamo rimanga un fatto isolato nel percorso di crescita di una Consultinvest che – con l’arrivo di Lydeka – ha completato di fatto la sua rivoluzione invernale e ha tutte le potenzialità per far bene nell’immediato futuro, in un 2016 che ci auguriamo possa riservare ai tifosi pesaresi meno sofferenze rispetto al recente passato.

Da parte nostra, continueremo a seguire la Vuelle con la solita passione e quel pizzico di obiettività che speriamo abbia fatto capolino in questi ultimi quattro anni, passati a scrivere migliaia di parole ogni settimana, con pagelle non sempre condivisibili, giudizi spesso affrettati su alcune situazioni particolari e critiche al lavoro dello staff societario e tecnico, arrivate anche dopo una vittoria, perché facciamo parte di quella corrente di pensiero che ritiene che la partita più importante sia sempre quella successiva.

Auguri di un 2016 sereno e pieno di soddisfazioni – sportive e non – da parte di chi scrive e da tutta la redazione di Pu24.it.

DAGLI ALTRI PARQUET

In attesa del posticipo tra Venezia e Trento, rimangono in due al vertice del campionato. Dopo la vittoria di Milano a Cremona nell’anticipo del sabato e il netto successo casalingo di Reggio Emilia su Varese, risale Sassari che, nel big match di giornata, supera in volata una combattiva Pistoia, per una classifica che ha già qualificato sei squadre alle Final Eight di Coppa Italia, con due posti ancora da assegnare, dopo la sconfitta di Brindisi a Caserta, con i pugliesi – a quota 14 insieme a Venezia – che mantengono 2 punti di vantaggio sul terzetto a quota 12, che comprende, oltre Cantù e Caserta, la Sidigas Avellino che aggrava la crisi di Capo D’Orlando – sei sconfitte consecutive per i siciliani – mentre Bologna rimane in zona pericolo, dopo la sconfitta rimediata nel posticipo serale a Torino.

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