“Giù le mani dall’albero di Natale di Urbino”: in barba a Soprintendenza e Ministero

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29 dicembre 2015

Il consiglio comunale di Urbino

Il consiglio comunale di Urbino

URBINO – E’ stato protagonista dell’ultimo Consiglio comunale dell’anno, quello di ieri pomeriggio, l’albero di Natale realizzato dell’artista Ermes Ottaviani che per ora – ha rimarcato il vicesindaco Crespini – accusata da più parti di essere responsabile di una possibile deturpazione della piazza. “Rimarrà, se ne andrà dopo il 6 gennaio come previsto”. In barba alla rettifica della Soprintendenza che ha annullato l’autorizzazione dopo che il Mibact ha dato parere negativo. Albero del quale è stato ufficializzato anche il costo: 4.000 euro circa.

E’ stata approvata la variazione del bilancio di previsione 2015/2017, approvato il bilancio del Legato Albano ma con caduta da presidente di Giovanni Pagnoni (Verdi), al quale, almeno per il momento, subentrerà il sindaco Maurizio Gambini. Il primo cittadino ha motivato così il cambio di timone del Legato, motivando l’attività dell’ormai ex presidente Pagnoni: “Politica personalistica portata avanti dal precedente delegato”.

Assente l’assessore alla Rivoluzione Vittorio Sgarbi che non ha ancora rassegnato, ufficialmente, le proprie dimissioni. Quindi i Verdi sono ancora, almeno sulla carta, rappresentati in Consiglio comunale dal critico d’arte e dalla consigliera Laura Scalbi, anche lei assente ieri, facenti parte della civica “Verdi Articolo 9 con Sgarbi” anche se i Verdi ducali affermano che ora Scalbi non li rappresenta più. Questa la nota comparsa oggi sulla pagina Facebook della lista civica Verdi Articolo 9 con Sgarbi:

“Scalbi in consiglio comunale rappresenta solo se stessa. I Verdi art.9 nella riunione del 16 dicembre c.a. all’unanimità hanno decretato la sua sospensione dal partito e chiesto agli organi competenti la sua espulsione per aver pubblicamente e a mezzo stampa contradetto più volte l’indirizzo dei Verdi e del suo assessore Vittorio Sgarbi. Il quale ne ha preso ufficialmente le distanze, quando la Scalbi sotto dettatura del Sindaco telefonicamente gli ha chiesto di costituire insieme a lei in consiglio comunale un gruppo autonomo dai Verdi per continuare a sostenere la maggioranza. Pertanto ora la consigliera non rappresenta più i Verdi art.9 avendo di fatto tradito i suoi sostenitori e i suoi elettori che le avevano dato fiducia su un progetto politico specifico che vedesse Sgarbi come massimo interprete di un’azione di rilancio complessivo della città ducale. Non per sostenere in maniera piatta e supina il folclore messo in scena dal sindaco e dal suo vice, in cambio di una delega alle politiche giovanili e qualche taglio del nastro a qualche inaugurazione. Ognuno è libero di sostenere chiunque ma non può certamente farlo truffando i suoi elettori, alle spalle di quanti hanno creduto, lavorato e investito su di lei. Vittorio Sgarbi compreso. In realtà trovandosi in dissidio con il suo gruppo e il suo assessore avrebbe dovuto dimettersi. Invece no, legata fino in fondo a quella poltrona guadagnata frodando tutti, ha preferito accodarsi al sindaco doppiogiochista, che la sera prende un impegno e il giorno dopo lo rimangia. Non solo l’albero di Natale, che ne è l’esempio lampante del suo contraddirsi, ma così ha fatto con il sostegno alla raccolta differenziata porta a porta, per lo sviluppo delle attività della Data, dove ha dato migliaia e migliaia di euro di incarichi senza realizzare un progetto specifico,la vendita delle azioni Marche Multiservizi , facendo diminuire di fatto il controllo pubblico verso Hera lasciandogli un settore strategico per i servizi ai cittadini (acqua e rifiuti) e infine la sconcertante virata a destra che ha imposto alla sua maggioranza ‘epurando’ i Verdi, come dichiarato dal sindaco, per aver sostenuto il centro sinistra alle elezioni regionali”.

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