Zone erogene, il ricordo di un’emozione: la rubrica di De.Sidera

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30 dicembre 2015

Sesso

Foto tratta dal web

Dott.ssa Giorgia Giacani*

Abbiamo imparato, in questo nostro spazio, che la sessualità è imprescindibile per l’ essere umano. Se questa è la regola, l’eccezione va rintracciata nel fenomeno della a-sessualità (rileggi qui), che comunque riguarda all’incirca il 2% della popolazione mondiale, secondo una delle ultime interviste del guru a-sex David Jay.

Il sesso e l’uomo convergono in due dimensioni, quella del piacere, di una sessualità sana e completa vissuta come libertà di espressione, ricerca, e soddisfacimento; mentre nella dimensione contraria, quella del dis-piacere incontriamo frustrazione, paura, non comunicabilità, in una sola parola disfunzione.

Parlare di sesso equivale a parlare di corpo, sensazioni corporee che scatenano il desiderio, la voglia di scoprire e di cercarsi, di godere appieno di un’ esperienza positiva vissuta sia in modo autonomo (l’autoerotismo che ci permette di conoscere il nostro corpo, i nostri gusti), sia in relazione con l’Altro.

Il sesso è relazione. Si parte da sé stessi, per raggiungere l’Altro, comunicargli qualcosa, in questo caso sottolineo come spesso quello che si cerca di trasmettere è un’emozione.

La sessualità, dice Freud ne “I Tre saggi della teoria sessuale”, è rintracciabile già nella vita dell’infante, ed è in questo periodo che iniziano a prendere vita le così delle zone erogene.

Le zone erogene sono quelle zone “generatrici d’amore”, le zone del nostro corpo che rendono più coinvolgente e interessante l’atto sessuale. Carezze, sfioramenti, pizzico contribuiscono ad innalzare il livello di desiderio nel soggetto, l’impulso erotico parte da questo “punto dell’amore” per arrivare all’ipotalamo, alla zona limbica e ai nuclei della base, che avandosi, aumentano anche il grado di eccitazione.

Abbiamo zone erogene specifiche, delimitate all’area genitale, e zone erogene non specifiche rintracciabili invece in tua la superficie corporea non genitale, sono assolutamente soggettive e diverse tra uomo e donna.

Ma da dove vengono queste zone erogene e perché se anatomicamente siamo tu uguali una zona può produrre piacere in un individuo e non in un altro?

Qui entra in campo l’organo sessuale più potente al mondo: la mente.

La memoria ritiene, sotto forma di traccia mnesca, il ricordo della piacevolezza delle carezze e della manipolazione materna, la nostra percezione di quelle carezze forma l’abbozzo delle zone erogene adulte.

Se la sessualità fosse solo veicolata dal corpo ci troveremmo di fronte ad un comportamento istintuale, ma siamo di fronte al corpo e alla mente che si occupano del godimento e quindi di istinto non possiamo parlare.

Il piacere sessuale si configura quindi come soggettivo, ovvero non è lo stimolo in sé a dare piacere ma come il soggetto in questione percepisce e codifica lo stimolo stesso, e il significato che gli viene attribuito è un significato erotico.

Ecco quindi che la conoscenza del proprio corpo è indispensabile per godere appieno dell’ esperienza sessuale come relazione ed incontro piacevole con l’ Altro, è solo conoscendo cosa mi piace e cosa no che posso godere appieno di quell’ esperienza.

Il sesso rimane ricerca.
Ricerca di piacere, di sé, dell’ Altro.
E come qualsiasi ricerca è indispensabile parre dalla propria esperienza per scoprire e scoprirsi mano a

mano, lasciarsi travolgere dalle proprie emozioni e dai propri sensi. Legare un’ emozione ad un ricordo.

*Sessuologa De Sidera

Chi siamo

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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