Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, gli ospedali diventano Case della Salute. I sindaci: “Ma non è chiaro il futuro”

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31 dicembre 2015

I sindaci davanti all'ospedale di Sassocorvaro

I sindaci davanti all’ospedale di Sassocorvaro

SASSOCORVARO – La data del 31 dicembre è ben impressa nella mente di molti abitanti della provincia di Pesaro e Urbino, specie quelli dell’entroterra. Entroterra inteso come Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, che possono vedersi trasformare i loro ospedali in Case della Salute, in una situazione a poche dello stop non ancora perfettamente nitida.

Tre ospedali che da anni hanno un attività ridotta rispetto a un tempo, ma che offrono un servizio primario per gli abitanti di un territorio, che per lontananza dai centri ospedalieri maggiori (Urbino, Pesaro e Fano) e la pessima viabilità può essere, a tutti gli effetti, e come previsto dal decreto Balduzzi, considerato disagiato. La struttura di Sassocorvaro copre utenze fino a Sestino (Toscana).

In questi mesi sono nati comitati, forse troppo tardi, e i sindaci diverse volte si sono riuniti, forse anche qui troppo tardi, fino all’ultima riunione disertata da buona parte dei primi cittadini di centrosinistra o simpatizzanti; che ha visto l’elezione a presidente di Maurizio Gambini, sindaco di Urbino.

Come spiega il sindaco di Sassocorvaro Daniele Grossi, nella nota qui sotto, non è ben chiaro il futuro della struttura, anche a causa del rinvio della votazione in Regione per gennaio per errori, ma annuncia che faranno pressing, con gli altri sindaci, sul presidente Luca Ceriscioli, già dal 2 gennaio: “Dopo mesi di attesa arrivano le risposte “scritte” sul futuro dell’ospedale di Sassocorvaro, un futuro precario e incerto. La richiesta dei sindaci dell’entroterra era stata chiara e funzionale al territorio, e dopo l’incontro avuto con il presidente Ceriscioli si sono accese le speranze e le buone aspettative per l’ospedale di Sassocorvaro. Da quell’incontro i sindaci del territorio sono tornati nei propri Comuni con forti speranze per i servizi che sarebbero stati garantiti per il nostro territorio. I sindaci dell’entroterra, tutti, in maniera unitaria hanno detto “no” al riordino sanitario e all’attuazione della 735, una riforma che avrebbe penalizzato e messo in crisi i servizi sanitari in una zona disagiata come la nostra, inoltre sono state presentate diverse istanze per l’accoglimento del decreto Balduzzi per salvaguardare un territorio montano e disagiato come il nostro. Ad oggi non sono seguite risposte e delucidazioni. Nell’incontro avuto con il presidente erano state concordate le modifiche al DGR 735 modifiche e promesse che non sono state mantenute nelle successive determine e delibere 1183, 914, 916 del 22 e 24 dicembre.
Per l’ospedale di Sassocorvaro è stato promesso un punto di primo intervento garantito H24 dal medico ospedaliero, capace di garantire un servizio di emergenza-urgenza impeccabile, inoltre ai 30 posti letto attualmente disponibili nel reparto di medicina che sarebbero stati destinati ad una medicina territoriale di base, capace di accogliere pazienti post acuti e cure intermedie per soddisfare a pieno i bisogni del territorio, con la possibilità di ricovero immediato e diretto da parte del medico di condotta. Purtroppo le determine rispondono solo in parte alle nostre richieste, i 30 posti di cure intermedie non potranno garantire e soddisfare le richieste e i bisogni del territorio (lungodegenza e postacuzie).
Non possiamo e non dobbiamo accettare queste condizioni, le volontà espresse dal presidente sono altre, la sua visione sulla struttura di Sassocorvaro è quella del potenziamento e del mantenimento di tutti i servizi per l’intera comunità dell’entroterra, considerate la nostra posizione marginale e disagiata, una zona ritenuta da lui stesso zona strategica per contrastare la mobilità passiva.
I sindaci hanno chiesto un altro incontro con il presidente e i responsabili del servizio sanitario regionale per risolvere questa delicata situazione che si è venuta a creare, e per garantire i servizi necessari per tutto il nostro territorio”.

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