Misure anti-smog, per Zucchi (Sel) quelle pesaresi sono insufficienti e da sprovveduti

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3 gennaio 2016

Andrea Zucchi*

PESARO – Per ridurre lo smog è inutile la chiusura al traffico se fatta come a Pesaro! Sperare nella pioggia è da sprovveduti.  Si agisce sempre sull’emergenza, ma non c’è vera sensibilità e quindi neanche programmazione. Pessima la Regione sulle questioni ambientali, timidi segnali dal governo.

Siamo ancora vicini a COP21, ma ci serve l’emergenza smog per porre l’attenzione su un problema enorme come quello dell’inquinamento, a sua volta dipendente da un sistema produttivo malato, che distrugge l’ambiente. I numeri dello smog descrivono una vera e propria guerra, che causa decine di migliaia di morti all’anno in Italia e, secondo uno studio ARPAM del 2006, erano stimati anche 17 decessi nel solo comune di Pesaro.
smogE’ ormai noto a tutti come anche qui siano stati sforati, e di molto, i limiti consentiti di PM10 – il famigerato particolato tanto nocivo per la nostra salute – sia per quanto riguarda i limiti massimi giornalieri, che per il numero di giornate in un anno; e questo nonostante le centraline di rilevamento non abbiano neanche funzionato sempre, altra grave nota dolente da sanare.
Limiti già notevolmente più alti di quelli consigliati dall’OMS – che li avrebbe portati a 20 microgrammi dagli attuali 50 – che ci indica anche come ad ogni aumento di 10 punti di PM10 corrisponda un aumento del rischio di tumore al polmone del 22%!
Adesso è arrivata la pioggia, miseramente agognata da tanti come soluzione “dall’alto”, nonostante sia solo un tampone, esplicitazione della mancanza di visione e della pochezza di tanti amministratori.
E’ chiaro invece che siamo di fronte ad un’emergenza che richiede soluzioni incisive, nonchè la consapevolezza che il problema non nasce negli ultimi giorni di dicembre, ma nel corso degli anni, per cui le uniche proposte buone sono solo quelle a lungo termine.
Ma per fare ciò si deve abbandonare la costante ricerca del facile consenso, studiare provvedimenti che potrebbero anche non essere vissuti con facilità nell’immediato, ma possano portare a cambiamenti duraturi.
Ne è un esempio la misera misura adottata in questi giorni dal sindaco Ricci – responsabile della salute della città – che chiude il traffico in centro urbano ad un pugno di auto inquinanti, che non scontenta nessuno ma non serve neanche a niente!
Si sta osservando anche nel resto del paese che queste chiusure non hanno dato i frutti sperati, ma è quantomai ovvio che non possono essere pochi giorni a ripulire un ambiente urbano avvelenato per tutto il resto dell’anno.
Andrea Zucchi

Andrea Zucchi

Si dovrebbe allora pensare a restrizioni immediate più severe, limitando altre categorie di autoveicoli, ma per avere successi più strutturali, sarebbe opportuno tornare a pensare ad una ZTL più estesa, ad esempio, da testare magari con giornate di chiusura totale al traffico, come le domeniche senza auto, che siamo sicuri sarebbero alla fine buone anche per i nostri commercianti, visto il successo di iniziative come quelle di via Cavour, chiusa per un giorno. Ma soprattutto si dovrebbe dare vita ad un piano per una vera mobilità sostenibile. Non si capisce invece che fine abbiano fatto ad esempio i progetti per creare veri parcheggi scambiatori – si parlava della zona di via Solferino o del Palas – in aggiunta al San Decenzio ed a Via dell’Acquedotto (in condizioni pietose oltretutto…), che hanno dimostrato di funzionare al meglio, se dotati di navette che portino gli utenti a destinazione, se adeguatamente pubblicizzati. Da registrare in questo senso un timido segnale positivo, grazie all’aumento delle corse della navetta del San Decenzio. Per implementare questa soluzione, come anche per un abbassamento delle tariffe sui mezzi pubblici, si potrebbe attingere anche al fondo apposito creato dal governo, anche se assai scarno, e sarebbe per cui auspicabile che anche la nostra amministrazione ci mettesse del suo, utilizzando parte degli ingenti fondi che potrebbe sbloccare con le possibili fusioni con altri Comuni, ad esempio aggiungendo incentivi per la conversione delle auto a metano o GPL o l’attivazione di ESCO su edifici pubblici o, perchè no, la creazione di nuove aree verdi per la città.

Non si può continuare a sbandierare la Bicipolitana – ottimo progetto sicuramente – come prova dell’attenzione all’ambiente, senza investire sull’educazione dei cittadini all’uso di questo mezzo, ed in genere dei trasporti pubblici, già fortemente penalizzati a livello sia comunale nei confronti di Ancona ad esempio, che regionale nei confronti del resto d’Italia, per cui siamo agli ultimi posti.
A proposito di Regione, l’attenzione di questa per le questioni ambientali è addirittura imbarazzante, con il rischio di chiusura dei parchi naturali a causa dei sanguinosi tagli effettuati, come del CRAS – centro recupero animali selvatici – eccellenza unica, dopo quella già avvenuta dei Centri di Educazione Ambientale ad opera della Provincia; si è recentemente addirittura votato contro ad una proposta di vietare l’uso, nei dintorni delle strutture sanitarie, di un pesticida nocivo come il Glifosate!
Anche a livello nazionale la situazione ambientale è disastrosa, con la mancanza di un vero piano energetico, e provvedimenti come lo Sblocca Italia che incentivano addirittura le trivellazioni petrolifere – vedremo gli effetti del recente emendamento, spuntato fuori solo grazie alla grande mobilitazione popolare, che risolve solo in parte i danni precedenti… – e persino gli inceneritori. Si sono destinati miliardi al JobsAct, premiando i datori di lavoro che assumeranno con contratti con sempre meno tutele per i lavoratori, ma se invece si fossero impegnate risorse simili su veri progetti di economia verde, come riconversione industriale, riduzione del dissesto idrogeologico, incentivazione del trasporto pubblico e dei mezzi meno inquinanti, si sarebbero creati molti più posti di lavoro ed al contempo migliorato la situazione ambientale. In merito al recente piano antismog, vediamo luci ed ombre: dubbia l’utilità della riduzione della velocità nei centri urbani, buona quella della temperatura dei riscaldamenti per le abitazioni, o gli incentivi per la sostituzione dei mezzi pubblici e delle caldaie. Poco si fa per le auto elettriche, o per disincentivare con tasse progressive i mezzi più inquinanti; ma nel complesso, la cifra stanziata, di soli 405 milioni complessivi, dimostra la scarsa convinzione messa su questo provvedimento. Non dimentichiamo che se queste misure non avranno effetto, la Corte Europea potrebbe comminare all’Italia una sanzione di circa un miliardo di euro, più altre aggiuntive per ogni giorno di infrazione alla direttiva sulla qualità dell’aria. Speriamo insomma che l’anno nuovo porti consiglio al governo ed anche alla nostra amministrazione, che sappia recepire le proposte migliori e soprattutto decidere di riconoscere la questione ambientale come prioritaria e non solo come una fastidiosa emergenza da tamponare. E che i nostri concittadini non aspettino il Comune e si ricordino che dipende anche da tutti noi fare qualcosa per inquinare meno!
*Coordinatore La Sinistra e Sel Pesaro

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