Sulla sanità Ceriscioli tirato per la giacchetta anche da Urbino. Il sindaco Gambini: “Inascoltata la voce della Conferenza dei Sindaci

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4 gennaio 2016

Maurizio Gambini*

URBINO – «Il presidente Ceriscioli e la sua giunta sono rimasti sordi alle istanze presentate dal nostro territorio sul piano di riordino sanitario. Il 16 dicembre scorso la Conferenza dei Sindaci di Area Vasta ha bocciato ufficialmente all’unanimità l’applicazione della legge regionale 735/13 e ha chiesto alla Regione di adeguarsi alla legge nazionale con il decreto Balduzzi, che prevede nelle zone disagiate delle strutture di pronto soccorso anche laddove il bacino di utenza è inferiore agli 80mila abitanti. La voce della Conferenza dei Sindaci è rimasta inascoltata e il 1° gennaio abbiamo visto lo smantellamento dei pronto soccorso di Cagli, Sassocorvaro e Fossombrone, solo il primo di una serie di passi che porteranno al decisivo depauperamento dei servizi sanitari del nostro territorio, esattamente come ci era stato prospettato dal direttore dell’Asur Marche, Alessandro Marini, e dal direttore di Area Vasta, Carmine Di Bernardo, che hanno avuto mandato dalla giunta regionale di applicare il piano di riordino sanitario con le delibere regionali 665 e 666 del 2015.

Maurizio Gambini e la sua giunta

Maurizio Gambini e la sua giunta

La giunta Ceriscioli non ha neanche aspettato il parere dell’apposita Commissione che si dovrà esprimere il 13 gennaio e ha dato il via all’applicazione di una riorganizzazione assolutamente penalizzante per la nostra provincia, rimasta in sospeso per ben tre anni perché inaccettabile per il nostro territorio. Evidenzio che l’ospedale di Novafeltria, in Emilia Romagna, proprio grazie al decreto Balduzzi di deroga per gli ospedali nelle aree svantaggiate, continua a rimanere con piene funzioni, diversamente dagli ospedali di Cagli, Sassocorvaro, Pergola e Fossombrone, e dunque si evidenzia che questa è esclusivamente una volontà politica e non normativa, come si vuol far credere alla gente.

 In qualità di presidente dell’Assemblea dei Sindaci di Area Vasta denuncio l’isolamento in cui è stata lasciata la nostra provincia e, in particolare, le aree interne che più di tutti subiscono le decisioni di una politica cieca e sorda di fronte alle difficoltà dei cittadini che vivono nelle zone più disagiate. A questo punto capiamo bene perché una certa parte politica ha tentato in ogni modo di non far funzionare adeguatamente l’Assemblea che, invece, ha un ruolo fondamentale essendo l’organo rappresentativo degli amministratori di tutto il territorio provinciale: prima lo slittamento della convocazione, poi gli ostacoli nell’accordo sulla presidenza, poi l’assenza in massa.

 Sono manovre politiche che non guardano al bene dei cittadini, ma solo agli interessi di partito, non si capirebbe perché, altrimenti, il presidente Ceriscioli non ha partecipato all’ultima riunione, dove i sindaci mi avevano delegato di invitarlo, insieme anche al dottor Marini e al dottor Di Bernardo, per un confronto diretto sul piano di riordino, quella sarebbe stata la sede opportuna di discussione per arrivare a una riorganizzazione complessiva condivisa e non imposta dall’alto. Nessuno ha accolto l’invito, un’assenza assordante, per cui Ceriscioli ha addotto la volontà di discutere preventivamente con i sindaci singolarmente o in gruppi ristretti, un metodo che i sindaci non possono approvare; da parte sua, inoltre, nessun cenno di risposta alla mia lettera in cui lo informavo della decisione deliberata dall’ultima Assemblea e gli chiedevo un incontro urgente.

Luca Ceriscioli (domenica 15)

Luca Ceriscioli

 E’ tempo che ognuno si prenda le proprie responsabilità, mi rivolgo anche a tutti i consiglieri regionali: siamo stanchi di subire la politica della costa, con la quale non vorremmo porre nessuna contrapposizione, ma se dobbiamo rimanere senza strade, senza ferrovia e adesso anche senza servizi sanitari adeguati per salvare almeno la vita della gente che vive nelle aree interne, vuol dire che è arrivato il momento di unirsi fra noi sindaci, faccio dunque un appello a tutti i primi cittadini, anche della costa, di non guardare la propria appartenenza politica.

 Come sindaco di Urbino faccio presente che oggi la nostra città non è contro nessuno, ma vuole chiedere all’Amministrazione regionale di garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini, compresi quelli che abitano nell’entroterra. Spero che le città della costa non si contrappongano alle esigenze delle aree interne, come purtroppo abbiamo sempre visto, ma che siano disponibili ad aprire un momento storico nuovo, garante di tutti i territori allo stesso modo. Convocherò un’altra riunione della Conferenza dei Sindaci in settimana in cui inviterò ancora il presidente Ceriscioli, il dottor Marini e il dottor Di Bernardo. Il mio auspicio è che la giunta regionale si apra al confronto e che ripristini i servizi sanitari soppressi dal 1° gennaio, mi auguro inoltre che tutti i sindaci escano dalle logiche politiche e siano capaci di fare quadrato intorno alle reali esigenze del nostro territorio».

*Sindaco di Urbino e Presidente della Conferenza dei Sindaci di Area Vasta 1

 

 

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