Il ritorno del “Forza Alma”. I colori granata tra corsi e ricorsi storici secondo Candelora

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7 gennaio 2016

Sandro Candelora*

FANO – Come in un film che si articola in due episodi successivi. Per capire e gustare al meglio la seconda parte non si può fare a meno di sapere che cosa è successo nella prima. Il prequel (come si usa chiamarlo oggi) prende le mosse nella Fano di metà anni ’70, allorquando l’Alma, sin lì relegata con alterne fortune e modesta gloria nella palude della Serie D, conobbe il suo improvviso Rinascimento. Era l’epoca del buon Gianni Gentili, l’artefice primario del rilancio dei colori granata, che partendo dalla storica promozione in C conseguita dall’armata con a capo quel satanasso di Santarelli erano destinati di lì a breve ad attraversare stagioni memorabili, ancor vive nella mente di chi ebbe la fortuna di esserne testimone. Il trionfo di Bagnoli, magister maximus; la fantastica corsa di Mascalaito, interrotta solo dalla fatal Cremona; l’autentica impresa in chiave salvezza compiuta da Robotti; la sfida da roulette russa di Perugia con Jaconi in panca…

Tifosi Fano

Tifosi Fano

Questi e mille altri episodi vissuti appieno, corpo e anima, scorrono sulla pellicola del ricordo, riverberandosi a scaldare il cuore di chi c’era. E in prima linea, protagonista assoluto, troviamo il Club Forza Alma, allora e per un lungo periodo di tempo ideale compagno di viaggio della squadra nella buona e nella cattiva sorte. Una presenza fisica imprescindibile che si concretizzava nel tifo incessante nelle partite interne (ce li ricordiamo, i suoi affiliati, all’alba dell’avventura, ammassati in tribuna in un tripudio di bandieroni), nella puntuale partecipazione alle trasferte, nella pubblicazione di un apprezzabile periodico distribuito allo stadio, autentico pezzo pregiato che custodiamo con cura tra le memorabilia del nostro archivio. E, ancora, era un fiorire di assemblee e convegni, anche a livello nazionale, di eventi ed iniziative delle più varie che sapevano coinvolgere e dai quali era piacevole lasciarsi coinvolgere. Il tutto portato avanti con estrema coerenza, muovendosi in una posizione autonoma e non certo supina nei confronti della società, con la quale c’era un rapporto continuo di vicinanza, scambio e critica costruttiva. Ecco, tutto questo e tanto altro ancora è stato il sodalizio, che durante la sua prima esistenza si è saputo proporre come uno dei poli di aggregazione più attivi sull’intera ribalta cittadina. Ora, come l’Araba Fenice, risorge miracolosamente dalle proprie ceneri, sull’onda del rinato entusiasmo misto a palesi attese di sorti magnifiche che si coglie nella piazza (leggi qui precedente articolo di Pu24). L’augurio che facciamo nel battezzarlo a nuova vita è che con il circolo ritorni d’incanto anche quel passato. Indimenticato e indimenticabile. Da interpretare, oggi come allora, tutti quanti insieme. Appassionatamente.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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