Il “pagellone” della Consultinvest al termine del girone d’andata. Parte 2

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8 gennaio 2016

PESARO – Seconda ed ultima parte del pagellone di metà campionato della Consultinvest. Dopo aver analizzato i numeri dall’uno all’otto (clicca qui per rileggere la prima parte del pagellone) è arrivato il turno degli altri sei protagonisti stagionali della Vuelle e del suo allenatore:

AUSTIN DAYE (6 partite, 21.3 punti, 10 rimbalzi, 50% da 3)

Vuelle Consultinvest-EA7 Armani Milano

Austin Daye

Semplicemente il miglior realizzatore, il miglior rimbalzista e il secondo nella percentuale da tre del campionato – anche se per apparire nelle statistiche ufficiali bisogna aver giocato almeno la metà delle partite – poi si può cominciare a discutere. L’arrivo di Daye ha stravolto completamente la Vuelle e non poteva essere altrimenti. Quando ingaggi una 15esima scelta assoluta che ha giocato più di 300 partite in Nba e la inserisci in un gruppo privo d’esperienza.

Probabilmente finora ne abbiamo visto tutti i pregi e, quando le difese cominceranno a conoscerlo veramente, ne vedremo anche qualche difetto, ma per classe, stile e, soprattutto, volontà di lasciare qualcosa di importante nella storia del basket pesarese, non ci ricordiamo tanti altri stranieri che abbiano avuto questo impatto appena sbarcati in riva al Foglia.

VOTO DI PU24: Sarà il sorvegliato speciale numero uno da parte delle difese avversarie fino all’ultima giornata e dalla sua capacità di “keep calm and carry on” dipenderanno le possibilità di salvezze per la Vuelle: 8

 

FRANCESCO CANDUSSI: (15 partite, 2.0 punti. 3.1 rimbalzi, 57% da 2)

Francesco Candussi a canestro

Francesco Candussi a canestro

Ci sta provando. Magari ancora commette ingenuità da dilettante e avrebbe bisogno di qualche chiletto di muscoli in più per battagliare dentro l’area, ma grinta e volontà non gli mancano e prova a rendersi utile sia in difesa che in fase offensiva. Anche se non è facile per lui adattarsi alla serie A dopo la buona stagione a Trieste in Legadue. Dove comunque i suoi 14 punti di media scaturivano principalmente da conclusioni dalla media distanza, mentre a Pesaro gli si chiede di trasformarsi in un centro puro.

L’arrivo di Lydeka gli permetterà di allenarsi con maggiore proficuità, attingendo a piene mani all’esperienza e alla furbizia del centro lituano, due doti che Walker non aveva nel suo bagaglio tecnico.

IL VOTO DI PU24: Deve migliorare il rendimento fuori dall’Adriatic Arena, perché tra le mura amiche qualcosina di positivo lo ha fatto vedere finora: 6-

 

MAURICE WALKER: (13 partite, 4.0 punti, 3.8 rimbalzi, 45% da 2)

Maurice Walker

Maurice Walker

Ne seguiremo la carriera e, tra un paio d’anni, siamo convinti che possa far bene in qualche campionato minore europeo. Perché è un ragazzo serio ed allenabile, con ampi margini di miglioramento. Ma a Pesaro è arrivato troppo presto e con troppi problemi da risolvere, cominciando da una lentezza di fondo che non gli ha mai permesso di velocizzare i suoi movimenti e, nel campionato italiano, non basta essere 210 cm e 130 kg per essere determinante. Oltretutto non è un rimbalzista e sul pick and roll parte sempre con un mezzo secondo di ritardo, consentendo alla difesa avversaria di adeguarsi.

VOTO DI PU24: Il secondo errore commesso in estate dallo staff pesarese, anche se meno grave rispetto a Shelton, ci attendevamo buone cose da lui e siamo purtroppo rimasti tutti delusi, peccato: 5

 

MARCO CERON: (15 partite, 6.3 punti, 80% ai liberi, 28% da 3)

Marco Ceron

Marco Ceron

Una mezza delusione. Pesaro doveva essere il suo trampolino di lancio, perché a Venezia non giocava mai, mentre la Vuelle gli concede 21 minuti ogni domenica per dimostrare di essere un giocatore di serie A. Ma Ceron non ha sfruttato pienamente l’occasione concessagli, perdendosi tra conclusioni fuori da ogni schema, con arresti e tiro in corsa da otto metri, senza compagni a rimbalzo e senza provare a variare il suo stile di gioco, prendendosi magari un numero maggiore di conclusioni dai cinque metri. Dovrà cercare di essere più disciplinato tatticamente e sperare che gli arrivi qualche pallone pulito in più dietro ai blocchi, per scagliare verso il canestro le sue triple piedi per terra e non gli mancheranno le possibilità, dovendo dividere il minutaggio nel suo ruolo, con un americano non di primissima fascia come Shepherd.

VOTO DI PU24: Ci aspettavamo di più, magari qualche partita dove infilava una serie di triple determinanti per piazzare un break importante, speriamo possa farlo nel girone di ritorno: 5

 

TAUTVYDAS LYDEKA: (2 partite, 6.0 punti, 6.0 rimbalzi, 50% ai liberi)

Tautvydas Lydeka

Tautvydas Lydeka

E’ tornato a Pesaro con lo stesso atteggiamento positivo del 2012, dove era stato protagonista della semifinale scudetto, con la solita grinta dentro l’area e la sua capacità di “fare legna”. Naturalmente sono rimasti anche i difetti. Come un atletismo minore rispetto ai centri americani e la scarsa mira dalla lunetta. Ma, se si voleva andare su un pivot europeo, la scelta è condivisibile. Anche se era altrettanta percorribile l’opzione che portava ad un centro più fisico e saltatore.

IL VOTO DI PU24: Due sole partite giocate finora, nelle quali comunque ha già fatto sentire la sua presenza positiva, 6

 

SHAQUIELLE MCKISSIC: (9 partite, 15,9 punti, 5.2 rimbalzi, 41% da 3)

Shaquille McKissic

Shaquille McKissic

Cinque rookies arrivati in estate, due buoni (Christon e Lacey), due no (Shelton e Walker) e uno che ci sarebbe piaciuto fosse rimasto da queste parti. Ma Shaq è stato attratto dalle sirene coreane, dove lo hanno riempito di dollari ed ha salutato la Vuelle tra qualche rimpianto, perché – in nove partite – ha messo in mostra un repertorio di tutto rispetto. Con un tiro da tre affidabile, un’eccellente capacità di andare a rimbalzo e la possibilità di produrre punti, non solo in contropiede con le sue schiacciate spettacolari, ma anche a difesa schierata.

VOTO DI PU24: Miglior acquisto estivo, considerando il rapporto qualità-prezzo e la sua partenza per la Corea ha lasciato in cassa anche un piccolo tesoretto: 6.5

 

RICCARDO PAOLINI: (15 partite, 5 vinte-10 perse)

Vuelle-Brindisi

Riccardo Paolini

Non è facile allenare una squadra completamente nuova, soprattutto se la tua esperienza in serie A non è lunghissima. E Paolini ha confermato i pregi e difetti, nel suo modo di allenare, già visti nella scorsa stagione. E’ il classico coach da palestra, dove può insegnare i fondamentali ed insistere su concetti semplici, ma durante le partite, fatica ad adattarsi ai cambiamenti e se il piano A non funziona, c’è la sensazione che non ci sia un piano B da mettere in pratica. Adattarsi in fretta a quello che succede sul parquet è la differenza che intercorre tra un buon allenatore ed un onesto allenatore, soprattutto in uno sport come il basket, dove la possibilità di cambiare il tuo quintetto ad ogni occasione è un’arma che ti può anche scoppiare tra le mani.

Con i nuovi innesti, dovrà essere bravo a gestire psicologicamente un gruppo stravolto nelle gerarchie dall’arrivo di Daye e preparare nuovi schemi che coinvolgano maggiormente Lydeka.

IL VOTO DI PU24: Un allenatore sa di essere sempre in discussione, specialmente se la tua squadra naviga fin dalla prima giornata nelle ultimissime posizioni. Ma cambiare per cambiare non avrebbe senso in questo momento. Così come una soluzione interna. Ma sarebbe il caso di dare un’occhiatina a quello che offre il panorama degli allenatori attualmente senza contratto, nel malaugurato caso che questo mese di gennaio non frutti i punti sperati: 5

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