Basket, il pagellone del campionato (parte 1)

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10 gennaio 2016

Vuelle Consultinvest-EA7 Armani MilanoPESARO – Si è concluso un girone d’andata che ha confermato il generale livellamento verso il basso della nostra pallacanestro, anche se la mancanza di formazioni nettamente superiori al resto della compagnia ha portato un equilibrio, forse imprevisto, che rende questa stagione più interessante e combattuta rispetto alle precedenti, dove il divario tra la parte sinistra e destra della classifica era più marcato rispetto a quello attuale, con l’ultima che può tranquillamente battere la prima e tra la settima e la quindicesima ci sono solamente sei punti di differenza.

E questo equilibrio durerà fino al prossimo maggio, quando inizieranno i playoff, con praticamente tutte le formazioni che sognano di arrivarci, anche se naturalmente prima c’è da raggiungere la salvezza, con quota 20 punti che potrebbe anche non bastare, mentre per accedere alla post season, anche 28 punti potrebbero essere sufficienti. Numeri che danno l’idea di come basteranno un paio di vittorie o sconfitte inaspettate per cambiare le carte in tavola a moltissime formazioni.

Quindici giornate che hanno visto, per la prima volta, Reggio Emilia chiudere in testa, con la Grissin Bon che ha confermato di essere ormai un top team, dopo la finale scudetto persa all’ultimo tiro contro Sassari lo scorso giugno. Banco di Sardegna che invece ha accusato troppi alti e bassi, finendo solamente al sesto posto di una classifica che ha visto Milano rimanere sempre tra le prime, pur con qualche sconfitta inaspettata, e Trento confermarsi una splendida realtà della nostra pallacanestro, mentre le vere sorprese sono arrivate da Cremona e, soprattutto, da Pistoia, con i toscani che sono partiti a razzo, riuscendo poi a confermarsi ad altissimo livello. Ha sofferto più del previsto Venezia, troppa altalenante per sperare di ripetere la semifinale della scorsa stagione, con Brindisi e Avellino che tengono alta la bandiera del sud Italia, insieme a Caserta. Da rivedere Cantù, ancora alle prese con la rivoluzione voluta dal neopresidente Gerasimenko, mentre Bologna, Varese e Pesaro pagano la mancanza di lungimiranza della loro dirigenza, visto che in estate allestiscono dei roster puntualmente stravolti nell’inverno successivo, con Torino che, dopo aver pagato l’emozione di una neopromossa, sta risalendo la china, e Capo D’Orlando che sembra la squadra con più problemi, sia economici che tecnici.

Vedremo come andrà a finire tra quattro mesi e se la classifica verrà confermata o stravolta, con il mercato sempre aperto che ha il potere di cambiare le carte in tavola ogni settimana. Basta vedere i tanti movimenti effettuati in questi giorni di pausa del campionato, con arrivi importanti come quelli di Anosike, Tony Mitchell e Feresenko. Abbiamo preparato il pagellone di metà campionato, con una piccola analisi dei risultati e degli obiettivi e il voto finale alle squadre, giudizio che, oltre dei risultati, tiene conto delle aspettative e delle potenzialità delle varie formazioni.

In rigoroso ordine di classifica:

GRISSIN BON REGGIO EMILIA (11 VINTE – 4 PERSE)

E’ la formazione che sta esprimendo la miglior pallacanestro, grazie ad un nucleo italiano di buon livello, dove Polonara, Della Valle, Aradori e Stefano Gentile giocano da protagonisti, con la sorpresa Andrea De Nicolao, 23enne playmaker che si è conquistato lo starting five a suon di ottime prestazioni. Sempre eccellente l’apporto di Darjus Lavrinovic, vero allenatore in campo con la sua esperienza ultradecennale del nostro campionato, mentre Kaukenas è ancora fermo ai box per noie muscolari, in una Grissin Bon che – alla ripresa delle ostilità – aggiungerà al proprio roster i 212 centimetri del serbo Vladimir Golubovic, confermando la vena “antiamericana” degli emiliani, unica squadra senza giocatori d’Oltreoceano del campionato, specializzata nel valorizzare atleti dell’est europeo come il bielorusso Veremeenko – una delle sorprese stagionali – e il lettone Silins.
Coach Menetti sta confermando tutte le sue qualità, facendo giocare ai suoi ragazzi un basket essenziale, con una circolazione di palla da manuale e una difesa attenta – 72 punti subiti di media – su ogni particolare, per una Grissin Bon intenzionata a rimanere tra le prime quattro, giocandosi poi nei playoff, le proprie chances di conquistare il primo scudetto della sua storia.

IL MIGLIORE: Vladimir Veremeenko: (9,9 punti – 4,9 rimbalzi)
Il bielorusso è uno dei migliori difensori del campionato, in grado di marcare indifferentemente sia i numeri quattro che i cinque avversari, non facendo mancare neanche il suo contributo offensivo (63% da due. 80% ai liberi), con un ottimo uso del piede perno e un tiro dalla media preciso ed affidabile.

IL PEGGIORE: Stefano Gentile: (7,8 punti, 2,0 assist)
Ha perso il posto in quintetto, scavalcato da De Nicolao, dopo qualche prestazione sottotono, soprattutto in cabina di regia, dove non sempre è riuscito ad innestare con i giusti ritmi i compagni, in una Reggio Emilia senza una stella assoluta, dovrà essere bravo a ritagliarsi il suo spazio da protagonista.

IL VOTO DI PU24
Reggio Emilia è pronta a conquistare il titolo e ha confermato finora di essere la squadra più continua, capace di giocare un basket redditizio e spettacolare, senza mai trascurare la fase difensiva: 8,5

EMPORIO ARMANI MILANO: (11 VINTE – 4 PERSE)

Se la dovessimo giudicare per il suo cammino in Europa, raggiungerebbe appena la sufficienza, ma, nel campionato italiano, a Milano basta fare il compitino per rimanere nelle primissime posizioni, pur con qualche scivolone di troppo – vedi le sconfitte di Torino e Pesaro – causato da dei cali di tensione non giustificabili da una squadra dal budget doppio – 10,8 milioni lordi – rispetto alla concorrenza. Coach Repesa è alle prese con la difficile gestione di Alessandro Gentile, fermato spesso da guai fisici, in un’Armani costruita intorno al talento casertano, con gli americani che vanno a corrente alternata e dei talenti europei come i croati Simon e Barac che non sempre riescono ad essere determinanti a questi livelli, considerando anche che Hummel sarà out per tutta la stagione. Qualche problema di troppo anche per Andrea Cinciarini, soprattutto nel tiro di tre, con Milano che, nel girone di ritorno, inserirà un nuovo playmaker, per cercare di non farsi sfuggire uno scudetto annunciato in estate ma che rischia di non essere così facile da conquistare, anche se il roster milanese rimane il più profondo, e nei playoff avere dieci-undici uomini intercambiabili sarà sicuramente un punto di forza.

IL MIGLIORE: Jamel McLean (14,1 punti, 6,9 rimbalzi)
Uno dei centri più produttivi del campionato – 25 minuti medi di utilizzo – e uno dei pochi in grado di procurarsi un tiro non uscendo dal pick and roll, grazie alla sua capacità di liberarsi negli uno contro uno spalle a canestro. Potrebbe essere l’arma in più a disposizione di coach Repesa, per conquistare il primo posto al termine del girone di ritorno e sfruttare nei playoff il fattore casalingo, per un’Armani che – nella regular season – è imbattuta in casa da 40 partite consecutive.

IL PEGGIORE: Oliver Lafayette: (9,5 punti, 50% ai liberi)
Doveva essere la seconda punta dell’attacco milanese, togliendo un po’ di pressione dalle spalle di Gentile, ma Lafayette non ha quasi mai convinto, perso nelle rotazioni infinite del suo coach, senza mai riuscire ad essere veramente determinante, un dato su tutti: appena 23 falli subiti in 15 partite, indice di una scarsa pericolosità offensiva per una guardia che si affida troppo al tiro da fuori e poco alle penetrazioni al ferro.

Il VOTO DI PU24
Finora non ha convinto pienamente, ma Milano chiuderà comunque la regular season nelle primissime posizioni, ma avrà bisogno del miglior Gentile e di un rinforzo in cabina di regia, per puntare dritta allo scudetto. 7,5

VANOLI CREMONA: (10 VINTE – 5 PERSE)

Niente da dire, a Cremona sono bravissimi nell’allestire la migliore formazione possibile con un roster non da top team, e – se Vitali non avesse saltato le prime 6 partite per infortunio – la Vanoli avrebbe potuto essere benissimo in testa alla classifica. Merito sicuramente di un allenatore serio e preparato come Cesare Pancotto, capace di tirare fuori il meglio da un roster senza grosse stelle, dove l’asse play-pivot composta da Vitali e Cusin è il vero punto di forza di una Cremona con quattro uomini in doppia cifra, senza che nessuno superi quota 14, segnale di un attacco bilanciato, con tanti protagonisti e nessun atteggiamento da superstar.
La difesa, con i suoi 73,9 punti subiti di media, rimane un punto di forza, insieme alla capacità di andare a rimbalzo con continuità, per una Vanoli che aggiungerà al proprio roster il lungo Nikola Dragovic, confermando di voler rimanere nella parte nobile della classifica anche nelle prossime quindici giornate.

IL MIGLIORE: Marco Cusin (11,7 punti, 7,7 rimbalzi)
Metà di stagione da incorniciare per il pivot della Nazionale che, finalmente libero dai guai fisici, ha confermato tutti i suoi punti di forza, compreso un’eccellente 88% dalla lunetta, anche se naturalmente la schiacciata dopo il pick and roll rimane il suo pezzo forte.

IL PEGGIORE: James Southerland: (5,1 punti, 27% da 3)
Non sta convincendo pienamente quest’ala grande americana, dalle apprezzabili doti fisiche ma dalla tecnica rivedibile che, con l’arrivo di Dragovic, rischia di perdere il posto in quintetto e di vedersi drasticamente ridotto il minutaggio.

IL VOTO DI PU24
Cremona è ormai una splendida realtà del nostro campionato e non è più una sorpresa trovarla nel gotha del basket italico, anche se non sarà facilissimo confermarsi ad un livello così alto: 8

GIORGIO TESI GROUP PISTOIA: (10 VINTE – 5 PERSE)

Ci sono delle sliding doors durante la stagione e siamo convinti che la vittoria conquistata da Pistoia a Pesaro alla seconda giornata – quella tanto per intenderci, di un punto, arrivata dopo essere stata sotto di 17, con Mckissic che rimane col pallone in mano senza riuscire a tirare sulla sirena – sia stata decisiva per il prosieguo della stagione da una parte e dall’altra, con i toscani che hanno preso grande fiducia da quella vittoria e i pesaresi che hanno subito l’impatto psicologico della sconfitta. Ma, naturalmente, non si può riassumere la grande stagione pistoiese solo in quel episodio, perché conquistare dieci successi su quindici partite, con un roster come quello della Giorgio Tesi Group, rimane una vera impresa, considerando che – oltre ad Alex Kirk – non sia poi così infarcito di giocatori di talento.
Merito della conduzione di coach Esposito che, dopo aver quasi portato alla salvezza Caserta nella stagione scorsa, è riuscito a far rendere al meglio un nucleo sicuramente inferiore rispetto al resto della concorrenza ad alto livello, responsabilizzandolo in fase difensiva, senza rinunciare a quella offensiva, dove con suoi 79 punti di media Pistoia è il quinto miglior attacco. Guardando i singoli, oltre a Kirk, da sottolineare una buona prima parte di stagione da parte di Knowles e Blackshear, con il solito Michele Antonutti che non ha mai fatto mancare il suo contributo.

IL MIGLIORE: Alex Kirk (16,3 punti, 8,3 rimbalzi)
Serio candidato al titolo di mvp stagionale questo centro dall’eccellente tecnica non ha praticamente mai bucato una partita, facendo della continuità ad alto livello uno dei suoi punti di forza, senza dimenticarsi un tiro da fuori – 48% da tre – capace di aprire le difese e una tecnica a rimbalzo di primissimo ordine.

IL PEGGIORE: Eric Lombardi (4,7 punti, 2,2 rimbalzi)
Ci aspettavamo di più da questo centro italiano 22enne, che non è riuscito finora a rendersi protagonista, finendo spesso ai margini delle rotazioni del suo allenatore, confermando le difficoltà dei giovani italiani a compiere il definitivo salto di qualità.

IL VOTO DI PU24
Rimaniamo dell’idea che tra Pistoia e Pesaro non ci sia poi tutta questa differenza a livello di roster, ma lo straordinario girone d’andata disputato dalla Giorgio Tesi Group conferma che la voglia di vincere e la giusta carica agonistica contano come e più della pura tecnica cestistica: 8.5

Appuntamento a domani con la seconda – di tre – parte del nostro pagellone del campionato italiano di pallacanestro.

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