Basket, il “pagellone” del campionato (Parte 2)

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11 gennaio 2016

Vuelle Consultinvest PesaroPESARO – Seconda parte del pagellone di Pu24 sul campionato italiano di pallacanestro, giunto al suo giro di boa. Dopo aver analizzato le prime quattro in classifica (CLICCA QUI PER RILEGGERE LA PARTE 1), spazio alle posizioni dalla quinta alla decima, tra conferme, sorprese e delusioni.

DOLOMITI ENERGIA TRENTO (10 VINTE – 5 PERSE)

Trento si conferma una splendida realtà del nostro basket e, al suo secondo anno in serie A, continua a rimanere nella parte nobilissima della classifica. Merito certamente della serietà dello staff dirigenziale, che lascia lavorare in tranquillità coach Buscaglia, allestendogli una formazione ricca di talento, partendo da Julian Wright e Jamarr Sanders, con Filippo Baldi Rossi e Davide Pascolo che sono fondamentali, per la loro versatilità e duttilità tattica, senza dimenticarsi del contributo fondamentale di Toto Forray e Diego Flaccadori che, partendo dalla panchina, non fanno mai calare l’intensità sul parquet.

La Dolomiti Energia ha sfruttato al meglio il fattore campo – sei vittorie su sette – ma anche in trasferta si è fatta valere, con un attacco spumeggiante e la solita buona difesa, pagando magari qualche carenza di chili e centimetri sotto canestro.

IL MIGLIORE: Julian Wright (13.0 punti, 6.9 rimbalzi)

Sempre alto il rendimento di questa ala grande americana, dal tiro magari stilisticamente non ineccepibile, ma che spesso finisce in fondo alla retina, grazie ad una gamma di conclusioni che arrivano fino alla linea da tre punti, senza dimenticarsi l’importante contributo dato da Wright anche a rimbalzo, soprattutto in fase offensiva.

IL PEGGIORE: Giuseppe Poeta (6.3 punti, 2,7 assist)

Abituato a giocare una quantità di minuti superiore rispetto ai 19 di media concessigli da coach Buscaglia, Poeta sta leggermente faticando ad adattarsi al ruolo di sesto uomo di lusso, pur mettendo insieme spezzoni di partita notevoli, dove la classe del trentenne di Battipaglia è sempre viva e vegeta.

IL VOTO DI PU24: Trento sta confermando tutto il suo valore, che le consentirà di non finire lontano dalle prime quattro posizioni il prossimo maggio, per un sicuro approdo ai playoff, dove non sarà più la mina vagante, ma una splendida sicurezza: 7,5

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI (9 VINTE – 6 PERSE)

Repetita iuvant dicevano i latini, ma a Sassari non hanno voluto seguire questo detto, rivoluzionando completamente il roster che aveva conquistato il triplete nel 2015. Rinnovamento culminato nell’esonero di coach Sacchetti, con Marco Calvani a prendere le redini di una Dinamo che, dopo aver collezionato dieci sconfitte di fila in Eurolega, sta faticando anche in Italia, con i 37 punti rimediati a Milano nell’ultima giornata, che devono suonare da serio campanello d’allarme per l’imminente avvio del girone di ritorno.

Il roster sassarese rimane di tutto rispetto, con campioni del calibro di David Logan e Marquez Haynes che faranno la differenza alla lunga distanza, in un Banco che continua a segnare più di tutti – 82.9 di media – ma sta faticando a trovare quella continuità che le aveva consentito di portare a casa tre trofei nazionali nella scorsa stagione. Annata che rimarrà pressoché irripetibile, ma che deve essere presa come esempio per tirarsi fuori da metà classifica e risalirla il prima possibile. L’acquisto in queste ore, del miglior realizzatore della scorsa stagione – l’ex Trento Tony Mitchell – è un chiaro segnale che Sassari non vuole abdicare dal trono e proverà nei playoff a confermarsi ad altissimo livello.

IL MIGLIORE: David Logan (17.8 punti, 4.1 assist)

Il “professore” continua a dispensare manuali di pallacanestro giocata, con le sue triple da distanze siderali e assist immaginifici ai compagni, anche se le sue giocate non sempre sono riuscite a far girare il match dalla parte di Sassari, come accadeva nella scorsa stagione.

IL PEGGIORE: Brenton Petway (5.0 punti, 3.9 rimbalzi)

Brutta prima parte di stagione per questa trentenne ala americana, arrivata a Sassari dopo aver vinto lo scudetto greco e aver giocato la finale d’Eurolega con la maglia dell’Olympiacos Atene, ma che in Sardegna non è mai apparso degno della sua fama.

IL VOTO DI PU24:

Il distacco dalle prime non è incolmabile, a patto che Sassari riesca a ritornare ai suoi livelli, impresa tutt’altro che semplice, sia per l’accresciuto valore degli avversari, sia per un obiettivo ridimensionamento del suo valore tecnico rispetto al recente passato, una delle due delusioni di questo girone d’andata: 6

 

UMANA VENEZIA (8 VINTE – 7 PERSE)

Onestamente ci aspettavamo un inizio di stagione migliore da parte di Venezia, alle prese con un’involuzione tecnica difficilmente spiegabile guardando l’ampio roster a disposizione di coach Recalcati. Ma proprio la difficile gestione di una panchina lunghissima e la mancanza di un leader al quale affidare la palla nei momenti clou, potrebbero essere due delle cause di un girone d’andata non proprio da ricordare.

Il valore di Phil Goss e Josh Owens non si discute, così come la precisione chirurgica di Bramos dalla linea dei tre punti – unico oltre il 50% di realizzazioni – ma Venezia sembra pagare la mancanza di un centro puro da mettere all’interno dell’area colorata, un pivot in grado di presidiarla con efficacia e di finalizzare gli assist dei compagni. Ruolo che né Peric, né Ortner, per le loro caratteristiche tecniche, sono in grado di ricoprire.

IL MIGLIORE: Josh Owens (12.8 punti, 5.2 rimbalzi)

L’ex Trento, sta confermando tutte le sue qualità e non manca mai di dare il suo apporto alla squadra, sia in fase realizzativa, sia in quella difensiva, dove ha il compito di marcare lunghi avversari che lo superano in chili e centimetri.

IL PEGGIORE: Stefano Tonut (4.0 punti, 30% da tre)

Non sta giocando male, ma ci aspettavamo qualcosina di più da questa ala 22enne che è arrivato a Venezia per dimostrare tutto il suo valore dopo l’ottima annata triestina in Legadue, ma che sta giocando a sprazzi, senza dare troppa continuità al suo stile di gioco.

IL VOTO DI PU24: Insieme a Sassari, è la squadra delusione di questo girone d’andata, considerando che veniva data stabilmente nelle prime quattro posizioni, faticando invece a raggiungere le Final Eight: 6

 

SIDIGAS AVELLINO (7 VINTE – 8 PERSE)

Non sembrava questo l’anno giusto per raggiungere nuovamente le Final Eight di Coppa Italia, dove Avellino è ormai un habitué. Ma gli irpini, con un finale in crescendo, hanno strappato l’ultimo posto utile. Anche se rimangono dei problemi da risolvere per coach Sacripanti, alle prese con il ritorno di Marques Green e la difficile gestione di un gruppo che sta faticando più del previsto a farsi valere. Nunnally e Buva si sono rivelati due ottimi innesti, così come Riccardo Cervi, forse alla sua migliore stagione. Ma Avellino deve trovare ancora il suo assetto, dopo i tanti cambi effettuati in corsa e il compito di Sacripanti sarà quello di compiere quei piccoli aggiustamenti, per far arrivare la Sidigas ai playoff, perché il potenziale rimane di buon livello.

Non sarà facile, perché il mucchione a metà classifica difficilmente si risolverà prima delle ultimissime giornate e non è escluso che Avellino interverrà nuovamente sul mercato, anche se dovrebbe bastare l’attuare roster per poter puntare decisamente verso le zone intermedie della classifica.

IL MIGLIORE: James Nunnally (17.7 punti. 89% ai liberi)

Andrebbe sicuramente inserita nell’ipotetico miglior quintetto del campionato, questa guardia americana con un ventello sicuro nelle mani ogni sera, grazie ad ottime percentuali al tiro (41% da 3) e la sua sicurezza dalla lunetta – il più preciso del campionato – frutto di grandi doti tecniche che gli consentono di prendersi un tiro in qualsiasi situazione.

IL PEGGIORE: Maarten Leunen (4.7 punti, 29% da 3)

Non fa mai mancare il suo contributo a rimbalzo, ma in attacco non sta rendendo come nelle stagioni canturine, con un tiro da fuori che non è più una sentenza e qualche difficoltà di troppo nel liberarsi dentro l’area.

IL VOTO DI PU24: I tanti cambiamenti effettuati durante l’autunno, non hanno aiutato coach Sacripanti a trovare il bandolo della matassa di una Sidigas che ha il potenziale per fare bene, ma non è ancora riuscito ad esprimerlo pienamente: 6

 

ENEL BRINDISI (7 VINTE – 8 PERSE)

La sconfitta interna all’ultima giornata subita da Cremona, gli ha precluso l’accesso alle Final Eight, ma Brindisi è stata altalenante per tutta la stagione, sia in casa che fuori, con troppe partite gettate al vento senza dannarsi troppo l’anima. Coach Bucchi dovrà faticare nel convincere i suoi americani a difendere con l’intensità necessaria per uscire dallo stato confusionale mostrato in questi mesi, ma l’esperienza non manca al coach bolognese e il materiale umano sul quale lavorare rimane di buona qualità, con Banks, Kadji e Durand Scott che sono in grado di segnare con buona continuità e l’arrivo di O.D. Anosike – miglior rimbalzista delle ultime due stagioni – potrebbe essere l’arma in più da giocarsi nel girone di ritorno, per provare ad agguantare i playoff.

IL MIGLIORE: Adrian Banks (16.9 punti, 55% da 2)

Solita stagione da protagonista per Banks, che continua a produrre punti e gioco, risolvendo spesso in prima persona le situazioni più intricate.

IL PEGGIORE: Nemanja Milosevic: (2.9 punti, 2.2 rimbalzi)

Il centro montenegrino non è quasi mai riuscito a dare il suo contributo sotto canestro, con tanti errori da mezzo metro e un’attitudine rivedibile nella lotta a rimbalzo: Finirà per essere tagliato, lasciando il posto ad Anosike.

IL VOTO DI PU24: Brindisi è una squadra difficile da pronosticare, perché ad ogni partita potrebbe mostrare il suo lato migliore e giocarsela alla pari anche con le big, ma per adesso non ci ha convinto pienamente: 5.5

 

OPENJOB METIS VARESE (6 VINTE – 9 PERSE)

Il play croato Roko Ukic ha portato in dote almeno un paio di vittorie, prima di lasciare Varese per Cantù, in una stagione che ha visto l’Openjob Metis effettuare una marea di operazioni, sia in entrata che in uscita e con l’imminente arrivo di Julyan Stone, sarà la prima squadra italiana ad aver compiuto tutti e 16 i tesseramenti concessi dal regolamento. Difficile lavorare in queste condizioni, anche per un buon allenatore come Paolo Moretti, che dovrà per l’ennesima volta, integrare i nuovi arrivati e trovare una quadratura del cerchio complicata, ma non impossibile. Perché non sono poche le note liete in questo girone d’andata, a cominciare dai lunghi Brandon Davies e Faye, passando per il solito campionato tutto sostanza di Daniele Cavaliero e Luca Campani.

Se Varese riuscirà a trovare la giusta amalgama, potrebbe essere la mina vagante del girone di ritorno, potendo contare su un allenatore preparato come Moretti, sull’esperienza di Kangur e su una società che continua ad inserire nuovi soci nel Consorzio, per guardare al futuro con meno apprensione.

IL MIGLIORE: Mouhammad Faye: (9.5 punti. 8.4 rimbalzi)

Il centro senegalese è stata una costante positiva nel campionato varesino, con la sua capacità di andare a rimbalzo – terzo assoluto – e una mano più morbida del previsto anche dalla linea da tre punti (44%).

IL PEGGIORE: Ovidijus Varanauskas (5.1 punti, 1.3 assist)

Nella girandola in cabina di regia che ha caratterizzato la prima parte di stagione varesina, il play lituano è rimasto ai margini, risultando troppo timido nel tiro da fuori e poco lucido in fase di costruzione del gioco.

IL VOTO DI PU24: Partita con ambizioni da playoff, Varese è rimasta finora sempre nelle zone basse della classifica, pagando i troppi cambiamenti di un roster che finora non ha convinto pienamente: 5,5

Appuntamento a domani, con la terza ed ultima parte del nostro pagellone sul campionato italiano di pallacanestro.

 

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