Basket, il “pagellone” del campionato (Parte 3)

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12 gennaio 2016

Difesa di Lydeka a Cantù

Difesa di Lydeka a Cantù

PESARO – Terza ed ultima parte del nostro speciale sul campionato italiano di basket (rileggi qui la PARTE 1 e rileggi qui la PARTE 2). E’ arrivato il turno di analizzare le ultime sei formazioni al termine del girone d’andata, squadre in bilico tra il sogno playoff e l’incubo retrocessione, ma che potrebbero ancora riservare qualche lieta sorpresa ai propri tifosi.

PASTA REGGIA CASERTA (6 VINTE – 9 PERSE)

La serie di infortuni che ha colpito Peyton Siva – solo 6 partite disputate – ha inciso negativamente sulla prima parte di stagione casertana, che con il forte play sul parquet, diventerebbe una seria candidata ai playoff, una volta risolto anche il “caso Amoroso” che ha tenuto banco per tutto il mese di dicembre. Coach Dell’Agnello sa di poter contare sull’esplosività del centro Dario Hunt, sul solito buon contributo di Daniele Cinciarini, sull’esplosione di Micah Downs e sull’ ultimo arrivato – da Capo d’Orlando – Nika Metreveli.

Se Siva rientrerà a pieno regime, Caserta si allontanerà velocemente dalla zona pericolo, per puntare dritta ai playoff, altrimenti dovrà ottenere il massimo da una panchina non profondissima e sfruttare al meglio i match casalinghi.

IL MIGLIORE: Dario Hunt: (10.5 punti, 9.6 rimbalzi)

Doppia doppia quasi automatica per l’ex centro di Capo d’Orlando, abilissimo in fase aerea e intimidatore di primordine – 2 schiacciate e altrettante stoppate di media.

IL PEGGIORE: Viktor Gaddefors (5.0 punti, 23% da 3)

Poca produttiva la prima parte di stagione di quest’ala svedese, dotato di discreto tiro da fuori, ma che non ha saputo sfruttare finora le occasioni presentategli dall’addio di Valerio Amoroso in quel ruolo.

IL VOTO DI PU24: Leggermente sotto le aspettative la prima parte di stagione in casa casertana, anche se infortuni e fughe hanno sicuramente influito in maniera determinante: 6

 

ACQUA VITASNELLA CANTU’ (6 VINTE – 9 PERSE)

Scordatevi l’Acqua Vitasnella vista nelle prime partite stagionali. Perché nel 2016 Cantù mostrerà un lato completamente nuovo, senza più la presidentessa Anna Cremascoli, senza LaQuinton Ross, senza Langston Hall e senza coach Corbani, ma con un magnate russo dell’acciaio al comando delle operazioni, con il suo modo di fare vulcanico e i suoi rublo-dollari, che hanno avuto anche il potere di cambiare il regolamento in corsa, con l’ingaggio di JuJuan Johnson che ha di fatto sdoganato la “cauzione” di 40.000 euro per cambiare formula degli stranieri.

E non è finita qui, perché sono arrivati un nuovo centro – l’ucraino Fesenko, che prenderà il posto di Bergreen – e un nuovo playmaker – il croato Ukic – per coach Bazarevich, impegnato nella difficile operazione di dare un senso logico alla sua squadra, tra turnover forzati degli americani e italiani che – tolto Abass – non sono all’altezza delle aspettative del nuovo presidente, che punta deciso ai playoff e pensa in grande stile anche per le stagioni successive.

IL MIGLIORE: Awudu Abass (13.8 punti, 5,8 rimbalzi)

Stagione da vero protagonista quella giocata da Abass finora, con la 22enne ala italiana che ha messo in luce qualità inaspettate a questo livello, con un atletismo da Eurolega e un tiro da fuori, migliorabile, ma già efficace, che potrebbe portarlo presto nella Nazionale di coach Messina.

IL PEGGIORE: LaQuinton Ross (10.9 punti, 25% da 3)

Dopo la buona stagione in maglia Consultinvest, Ross arriva in Brianza sperando di essere protagonista, ma non è mai riuscito ad incidere e la rivoluzione russa messa in atto a novembre, gli ha tolto il posto nei dieci e la voglia di rimanere a Cantù. La firma con la squadra israeliana dell’Hapoel Eliat non ha sorpreso nessuno

IL VOTO DI PU24: Difficile esprimere un giudizio su una squadra che non ha mai presentato gli stessi 10 uomini sul parquet, ma Cantù ha accusato troppi bassi per meritarsi una piena sufficienza: 5,5

 

MANITAL TORINO (5 VINTE – 10 PERSE)

Dopo una partenza difficile, Torino si è rimessa in piena carreggiata ed è pronta a dire la sua nella lotta per la salvezza. D’altra parte, quando inserisci nel tuo organico un play come Jerome Dyson – campione d’Italia con Sassari – hai già risolto metà dei tuoi problemi e l’altra metà te li risolve un centro dinamico e potente come Dewayne White, due fuoriclasse per il livello del nostro campionato. Aggiungeteci l’arrivo di un coach esperto come Frank Vitucci al posto di Luca Bechi e l’apporto sempre utile di due veterani come Mancinelli e Roselli e la quadratura del cerchio è quasi fatta, anche se l’aggressione subita da Jerome Dyson la sera dell’Epifania – che lo costringerà a rimanere fermo per almeno 40 giorni – è un colpo inaspettato e difficile da assorbire, anche se la Manital sta cercando un sostituto all’altezza.

IL MIGLIORE: Jerome Dyson (16.6 punti, 2.9 assist)

Sassari se lo è lasciata scappare e a Torino hanno capito che per togliersi dai guai, avevano bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche, capace anche di segnare i tiri decisivi e bravissimo a fare alzare il livello di qualità dei propri compagni.

IL PEGGIORE: Jacopo Giachetti (4.7 punti, 1.5 assist)

Sembra aver perso un po’ di brillantezza col passare degli anni e nella prima parte di stagione non ha sfruttato l’assenza di un vero play nel roster torinese, per poi perdere il posto in quintetto e il minutaggio con l’arrivo di Dyson.

IL VOTO DI PU24: Ha pagato un avvio difficile con un roster non all’altezza della serie A, ma è stata brava a rimediare e dall’arrivo di Vitucci ha vinto tre partite su quattro e potrebbe non fermarsi qui: 6

 

CONSULTINVEST PESARO (5 VINTE – 10 PERSE)

In estate aveva allestito una squadra composta da cinque rookies e quattro giovani italiani in fase di lancio, scommessa vinta a metà, con i tagli doverosi di Walker e Shelton e la “fuga” di Mckissic in Corea. Con gli innesti di Shepherd e Lydeka e, soprattutto, l’arrivo di un fuoriclasse per il nostro campionato come Austin Daye, la Vuelle ha provato a rimediare agli errori estivi ed ha allestito una formazione con un suo senso logico, dove Christon e Daye sono chiamati a fare gli straordinari e Lacey ha il compito di terza punta.

Il problema rimane un pacchetto italiani che ha reso meno del previsto, con appena 15.8 punti complessivi messi a referto di media dal quartetto composto da Basile, Gazzotti, Ceron e Candussi, con un contributo che non ha mai veramente inciso sull’andamento delle partite e una generale mancanza di fisicità che, alla lunga, potrebbe essere un problema di difficile risoluzione per coach Paolini.

IL MIGLIORE: AUSTIN DAYE (21.3 punti, 10.0 rimbalzi, 50% da 3)

Uno dei pochi Top Player sbarcati in Italia negli ultimi anni, con la sua tecnica da manuale e un’eleganza innata sul parquet, distribuita in 211 cm. Gli manca un po’ di fisicità – altrimenti sarebbe rimasto in Nba – ma è arrivato in Italia con l’intenzione di far vedere che si merita ancora ingaggi milionari, nella stagione in cui guadagnerà meno nella sua carriera e soprattutto, è uno dei pochi americani, che sa che Pesaro non è solo una piccola cittadina vicino a Rimini.

IL PEGGIORE: NICOLO’ BASILE (2.4 punti, 14% da 2, 0.9 assist)

Nessun miglioramento rispetto alla stagione precedente per il capitano biancorosso, che, a 21 anni compiuti, non è ancora riuscito ad elevare il suo stile di gioco, per diventare un buon cambio in questa serie A.

IL VOTO DI PU24:   L’entusiasmo non manca in riva al Foglia, con una media spettatori che supera ampiamente quota 4000, tifosi che vorrebbero una Consultinvest propositiva come quella vista nel successo conquistato contro Milano, anche se finora si è vista più spesso la versione problematica; 5.5

 

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA: (5 VINTE – 10 PERSE)

L’infortunio di Allan Ray ha complicato i piani della Virtus, che ha pagato anche la pessima annata di Perdavis Williams e una panchina non lunghissima, specialmente in un settore lunghi dove Dexter Pittman è lasciato troppo solo a combattere contro i centri avversari, l’arrivo di Courtney Fells ha inciso meno del previsto e nuovi innesti sono dietro l’angolo, soprattutto se il rientro di Ray avverrà in ritardo rispetto alle previsioni.

Coach Valli è atteso da un difficile compito, perché Bologna era partita con altri obiettivi e trovarsi al penultimo posto non rientrava nelle previsioni estive, ma con il ritorno di Ray, la Virtus potrebbe ritrovare quell’equilibrio che finora è stato raggiunto poche volte.

IL MIGLIORE: Dexter Pittman (14.9 punti, 6.9 rimbalzi)

SI è dimostrato un vero “big man” dentro l’area colorata, questo possente centro 27enne che viene sfruttato come prima opzione offensiva dal suo allenatore e sta tirando benino anche i liberi (65%), suo tallone d’Achille.

IL PEGGIORE: Pendarvis Williams (7.5 punti, 3.2 rimbalzi)

Classico esempio di come sia ancora ampio il divario tra Serie A1 e serie A2, perché Williams ad Agrigento aveva sfiorato la promozione, giocando da protagonista, mentre a Bologna non è mai riuscito ad emergere e, complice anche l’infortunio al ginocchio occorsogli a metà dicembre, è stato tagliato senza troppi rimpianti.

IL VOTO DI PU24: Un paio di sconfitte impreviste, hanno complicato il cammino dell’Obiettivo Lavoro, in un girone d’andata nel quale non è riuscita a risolvere tutti i suoi numerosi problemi d’organico: 5,5

 

BETALAND CAPO D’ORLANDO (4 VINTE – 11 PERSE)

Le tante scommesse tentate quest’estate, nell’allestire un roster con molti giovani da lanciare e i tanti infortuni capitati durante questi mesi, non hanno aiutato Capo d’Orlando a venir fuori dalle sabbie mobili. E l’esonero di coach Griccioli, con la decisione di promuovere a capo allenatore il vice Gennaro Di Carlo, è solo la prima mossa di un mercato, che ha visto i siciliani cambiare una pedina durante la sosta. Con il centro americano Keaton Nankivill, al posto di Metreveli – passato a Caserta – in attesa dell’ingaggio di un esterno da aggiungere ad un roster che, attende il rientro a pieno regime di Jasasitis e l’esplosione dei giovani Perl e Stojanovic, per provare a rimanere nella massima serie. Perché è bene ricordare che la Betaland, finché è stata al completo, ha vinto tre delle prime quattro partite, perdendo poi un pizzico di fiducia quando le cose sono cominciate ad andare male, con qualche americano che ha reso meno del previsto e l’assenza di Nicevic che ha ridotto all’osso le rotazioni dei lunghi.

Il MIGLIORE: Laurence Bowers (12.8 punti, 5.3 rimbalzi)

Costretto spesso a giocare da numero cinque, si è subito adattato e ha messo in mostra buone qualità atletiche, unite ad un discreto tiro da fuori e la capacità di andare a rimbalzo, specie in fase offensiva.

IL PEGGIORE: Vlado Ilievski (4.9 punti, 17% da 3)

Preso per dare esperienza al reparto esterni, il 36enne play sloveno non è riuscito finora ad incidere, con brutte percentuali al tiro da fuori, anche se, come regista puro, sta facendo valere la sua ottima visione di gioco (4.5 assist).

IL VOTO DI PU24: Partita fortissimo, è caduta in una crisi sia tecnica, che mentale, logica conseguenza delle tante partite di fila perse, ma guai a dare già per spacciati i siciliani, che non hanno intenzione di lasciare nulla d’intentato, per provare a raggiungere la salvezza: 5

 

 

 

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