“Passeggiando… su di te”. Viaggio nel “trampling” secondo la sessuologa de.Sidera

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13 gennaio 2016

d.ssa Sabrina Dini*

Il TRAMPLING, dall’inglese to trample “calpestare”, è una pratica sessuale che consiste nel farsi calpestare. Il “ calpestamento” è sempre esistito, con un valenza diversa a seconda delle connotazioni culturali: era la cosiddetta calcatio colli ,durante l’impero romano che rappresentava il rituale trionfale per celebrare le battaglie vittoriose,l’iconografia religiosa testimonia l’uso allegorico del calpestamento come trionfo del Bene sul Male, il serpente rappresentante il demonio sotto i piedi dei santi.

Per non parlare del cinema e della musica: Biagio Antonacci fa esplicito riferimento alla sensualità del trampling nel suo brano “ Danza sul mio petto”; durante uno spot pubblicitario delle caramelle Saila Menta, trasmesso in televisione intorno alla metà degli anni 1990, si vede un uomo che pur di avere una delle caramelle pubblicizzate si fa calpestare da donne in tacco a spillo; nel film Batman & Robin del 1997 Poison Ivy, si presenta a Batman e Robin durante un ballo di beneficenza dopo essere passata sulla schiena di una fila di uomini prostatisi dinnanzi a lei. Per concludere che non è passato neanche un quarto di secolo perché un esotico massaggio assumesse una connotazione erotica “estrema”: il massaggio ashiatsu …

La tecnica ha origini antichissime e furono i cinesi e i giapponesi a praticare e diffondere questo trattamento, l’assonanza con lo shiatsu è immediata: entrambi, infatti, fanno riferimento alla pressione (atsu) effettuata sul corpo del cliente, ma mentre shi vuol dire dita, ashi vuol dire piede, per cui se il massaggio shiatsu è una  massaggio che si effettua con la pressione delle dita (si intende delle mani), ashiatsu vuol dire invece fare pressione con i piedi.

E’ dall’evoluzione dell’ ashiatsu che è nato il TRAMPLING?

Il trampling dall’inglese to trample “calpestare” è una pratica sessuale che consiste nel farsi calpestare. La pratica si può svolgere a piedi nudi, indossando calzature sportive, scarpe con tacchi alti o stivali, rientra nelle pratiche sessuali “estreme” dove l’individuo si procura una certa eccitazione facendosi calpestare dal partner e vede coinvolti molto più gli uomini delle donne.

L’eccitazione è raggiunta dalla combinazione del fattore dolore e da quello umiliazione, questo si ricollega generalmente ad un tipico rapporto di BDSM bondage, domination, sadism, masochism) dove vi è una partner che funge da dominante Mistress (padrona in inglese) ed un partner sottomesso o schiavo dell’altro (slave).

Coloro che praticano il trampling ricalcano pienamente una relazione di coppia di tipo a-simmetrico spesso riconducibile ai rapporti sadomasochisti. Infatti, i componenti della coppia sottolineando il valore gerarchico del potere, si dividono in una Mistress tendenzialmente “sadica” che calpesta e uno Slave “masochista”, che si eccita per il piacere attivo legato alla sottomissione (farsi calpestare). Nella maggior parte dei trampler è presente il desiderio di voler essere solamente calpestati, per cui il fatto di sentirsi schiacciare parti del corpo (quelle preferite sono il torace, l’addome e i genitali) è fondamentale per il raggiungimento dell’eccitazione. In questo tipo di coppia i ruoli sono già definiti: uno guida e l’altro esegue.

Dall’analisi del materiale disponibile si evince che, mentre viene calpestato, il “Sub” (Submissive) spesso trae godimento dalla vista del “Dom” (Domination) che incombe sopra di lui e che decide dove e quanto schiacciare. Qualora vi fosse la presenza di scarpe: un tacco sottile può essere usato per pungere o procurare lievi ferite, un tacco quadrato e duro può venire premuto fino a fare anche molto male, si può indugiare su parti più sensibili come i capezzoli o i genitali, oppure calpestare con pressione dosata parti del corpo che procurano inteso dolore come il dorso delle mani.

Il fatto che la donna dominante indossi stivali o scarpe particolari, questo può, anzi diventa uno stimolo visivo di grande fascino. Se il calpestamento a piedi nudi è difatti un contatto diretto tra i due, e la scarpa è di per sé un primo elemento di distacco e distanza, essa diventa anche simbolicamente un ulteriore stadio intermedio tra il sottomesso sdraiato al suolo e il suo dominante che gli cammina sopra (Ayzad, 2004).

Riguardo alla scelta delle parti del corpo da calpestare, ogni trampler ha la propria zona prediletta anche se la più chiara immagine di sottomissione si ha calpestando la testa o il volto.

Una forma soft di trampling è legata alla furniphilia e viene eseguita utilizzando il sottomesso, disteso per terra, come poggiapiedi mentre si sta comodamente seduti e al contempo si è impegnati in altre attività (come mangiare, guardare un programma televisivo, leggere, ecc.); usando la faccia come poggiapiedi, si può consentire contemporaneamente il foot worship (o l’adorazione delle calzature eventualmente indossate); Il calpestamento dei genitali, che può essere contemplato all’interno della pratica BDSM del CBT, può anche essere sfruttato per eseguire contemporaneamente un footjob (masturbazione effettuata con i piedi) o uno shoejob (quando si indossano calzature). Con il trampling si può pure realizzare il foot smothering, impedendo momentaneamente la respirazione del calpestato facendo pressione sulla gola o bloccandogli il naso e la bocca sotto i piedi.

Esistono diverse varianti del trampling, tra le quali quelle in cui il sottomesso viene calpestato simultaneamente da due o più persone (multitrampling), quelle in cui si realizza una “passerella umana” fatta da più slave su cui camminare, quelle in cui vengono utilizzate calzature particolari come i pattini a rotelle o altre calzature originali o poco consuete, e infine quelle in cui per aumentare la pressione si schiaccia lo slave sotto lastre di materiali come il legno o salendo sopra ad altri oggetti.

Molte persone che amano questo tipo di pratica si eccitano nell’immaginare, ovvero osservare video traendo da questi l’eccitazione e la forza necessarie per intraprendere un rapporto sessuale completo soddisfacente.

Quando il presunto trampler sente il bisogno costante di osservare o praticare lo schiacciamento per ottenere una “sicura” eccitazione sessuale, può essere vittima di un comportamento parafiliaco di tipo disfunzionale.

Willy Pasini definisce come “perversione soft” tutti quei comportamenti sessuali stravaganti e non comunemente intesi che la coppia mette in pratica per raggiungere l’ eccitazione, se le pratiche stravaganti si iscrivono insieme alle pratiche comuni, ci troviamo di fronte ad una sana sessualità di coppia dove ci si può divertire talvolta a sperimentare ASSIEME all’altro.

Contrariamente alla perversione soft, è la “perversione hard” strettamente intesa come parafilia ovvero l’ eccitazione e l’ orgasmo sono solo veicolati da pratiche sessuali, spesso sempre la stessa, estreme e fuori dalla norma. Spesso non è che si ama farlo “strano” ma è che non si riesce a farlo “normale”…
Il contesto sociale e culturale influenzano pesantemente le caratteristiche comportamentali e nello specifico sessuali degli individui: “al di là delle interpretazioni morali, non c’è alcuna ragione scientifica per considerare particolari tipi di attività sessuali come intrinsecamente, per origine biologica, normali o anormali”. Sono la società e la cultura che costantemente impongono regole e leggi a favore del “sano” comportamento erotico-sessuale.

*Sessuologa de.Sidera

Chi siamo

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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