Sanità, Carloni: “Pesaro e Fano meritano 2 ospedali che funzionano”

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14 gennaio 2016

Mirco Carloni

Mirco Carloni

Mirco Carloni*

FANO – Massimo Seri fa bene. Ho letto attentamente il documento che il sindaco presenterà in consiglio comunale e concordo con lui sulla necessità di approvarlo, anzi invito tutti i consiglieri comunali a votarlo. Tuttavia occorre ricordare che nel 2009 sarebbe stato un errore non procedere all’azienda unica Ospedaliera, perché era l’unica soluzione per salvare l’ospedale di Fano che probabilmente oggi non ci sarebbe più se Marche Nord non fosse nata. Gli impegni presi allora basati sulla reciprocità e sull’uguaglianza socio-sanitaria tra le due città erano alla base del processo di integrazione, oggi, diciamo la verità, sono venuti meno. In questi anni è stato fatto un pasticcio ed alcuni importanti professionisti della sanità del nostro territorio sono scappati, obbligando pazienti ad andare ad Ancona o in Emilia-Romagna per farsi curare. Molti medici che sono rimasti non si fidano dell’azienda sulle prospettive di carriera che gli vengono proposte, altri fanno un lavoro incredibile con sacrificio e dedizione talvolta piu dei loro vertici ma all’interno degli ospedali regna il caos.

La città di Fano rischia di essere quella maggiormente penalizzata. Oggi occorre una prova di coraggio che tutti dobbiamo avere per realizzare un’operazione verità su tutto ciò che non funziona all’interno dell’ospedale comprendendo non solo le scelte politiche, ma anche la gestione dei vertici dei dipartimenti sanitari. Tutti quanti dobbiamo fare uno sforzo e renderci conto che Fano, oltre ad essere la terza città delle Marche con 60.000 abitanti, ha un un bacino di utenza altrettanto vasto considerando le vallate del Metauro e del Cesano con le quali vengono ampiamente superati i 100.000 abitanti. Per questa ragione non è assolutamente possibile trascurare o marginalizzare un territorio così vasto. Occorre assolutamente una presenza chirurgica ospedaliera ed una presenza di neonatologia affinché i cittadini di questo territorio possano sentirsi sicuri in un ospedale che per tanti anni ha rappresentato una eccellenza. È inaccettabile il livello di disorganizzazione, disomogeneità e di disinteresse con il quale talvolta si parla della salute, per la quale occorre sempre seguire criteri di efficienza che oggi stanno arrivando al limite. Fano ed il suo territorio adiacente hanno il diritto sacrosanto di avere un ospedale, qualunque sia il percorso da fare.

Se fu giusto nel 2009 entrare nella azienda ospedaliera Marche Nord, oggi non è più obbligatorio rimanerci se la conseguenza prodotta è quella dell’estinzione del sistema sanitario nella nostra città che l’attuale percorso sta producendo con un danno incalcolabile. La politica è chiamata a fare delle scelte non solo a parole, ma con i fatti e qualunque sia il percorso Il Santa Croce di Fano deve mantenere il suo ospedale e tutti i suoi reparti. Il presidio è logisticamente idoneo e la Regione deve trovare le risorse necessarie, anche in un percorso diverso da quello dell’azienda unica.

Da giorni mi sto confrontando costantemente con il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che sta dimostrando grande competenza e sensibilità, e posso farmi carico, nel limite delle mie competenze, di aiutare ad individuare un percorso diverso da quello che sta portando all’estinzione dei servizi sanitari nel nostro ospedale creando disagio a chi ci lavora, ma soprattutto a chi va per curarsi. Questo impegno lo dobbiamo alle tante persone che si dedicano anima e corpo alla salute degli altri, ma talvolta si scontrano con una organizzazione illogica che questo percorso ha fin qui creato.

Se ci sono le condizioni affinché Pesaro e Fano possano avere pari dignità si continui ancora su questa strada, altrimenti troviamo con sincerità una soluzione diversa, perché come diceva il cantante “ormai quel sogno che sognavamo insieme fa piangere” e non abbiamo più tempo da perdere immaginando ospedali nuovi o localizzazioni fantasiose solo per alimentare un dibattito sterile. Il sito di Muraglia  rappresenta il rafforzamento dell’ospedale di Pesaro che giustamente la città capoluogo e la vallata del Foglia meritano, così come quella di Cesano e di Metauro meritano un ospedale a Fano che già c’è e che va difeso con forza. Fano c’è! Ceriscioli?”

*Consigliere regionale di Area Popolare

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