Protesta a Sassocorvaro, Ivan Cottini brucia le sue medicine. Un post della Morani scatena la rabbia di Grossi e Gambini

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15 gennaio 2016

SASSOCORVARO – Due grandi segni di protesta questa mattina davanti l’ospedale di Sassocorvaro, divenuto ora, con il nuovo piano sanitario regionale, ospedale di comunità, così come successo a Cagli e Fossombrone. La protesta è iniziata martedì con l’occupazione dei sindaci dell’entroterra e oggi, per dire no a questo piano sanitario regionale, davanti al Lanciarini sono arrivati i ragazzi dell’onnicomprensivo di Sassocorvaro (secondarie di primo e secondo grado) al grido di “La salute è un diritto”, e Ivan Cottini.

L’ex modello ha poi gettato in falò allestito per l’occasione alcuni farmaci che abitualmente assume, non vitali o per regredire l’avanzare della sclerosi multipla, ma energetici, e in quanto tali comunque essenziali per permettergli di svolgere le normali attività giornaliere.

“Ieri qualcuno mi ha chiamato, dalla Regione, per far sì che non venissi qua oggi a protestare facendomi incontrare subito il presidente Ceriscioli – dice l’ex modello di Urbania – ma io porto avanti la mia battaglia e non ho accettato. Voglio far capire a Ceriscioli che è inutile avere le medicine ma non un ospedale, tra l’altro i farmaci che ho bruciato, e da oggi sospeso, li compro di tasca mia”.

L’ospedale di Sassocorvaro cosa rappresenta per Ivan Cottini?
“Io qua venivo a curarmi gli occhi e ora non potrò più venirci. Ai miei soliti viaggi a Milano per raggiungere il San Raffaele dovrò aggiungere quelli a Pesaro, ogni due mesi. Un disagio nelle mie condizioni, essendo il nosocomio pesarese più lontano da casa mia. Inizierò da domani a pubblicare i video dell’effetto senza medicine”.

Il post di Alessia MoraniCome aveva annunciato a noi di pu24.it ieri il sindaco di Sassocorvaro Grossi, nessuno dalla Regione si era fatto sentire. Nella giornata di oggi l’onorevole Alessia Morani – originaria di Macerata Feltria – ha pubblicato un post sul proprio profilo Facebook dove invita i sindaci Grossi e Maurizio Gambini (presidente della conferenza dei sindaci di Area Vasta 1) a togliersi le catene della demagogia, in riferimento all’incatenamento avvenuto il 12 gennaio.

Post che il primo cittadino di Sassocorvaro commenta così: “Se per lei demagogia è avere un ospedale chiuso non ho parole, preferisco non commentare. Ricordo solamente che quando la Giunta regionale, il 24 dicembre scorso, approvava questo piano sanitario regionale, l’onorevole Morani, che ricordo essere di questo territorio, ha fatto un’interrogazione al ministro Franceschini sull’albero di Natale di Urbino e non sull’ospedale. E’ assurdo esporsi solo ora, quando, si vocifera (perché ancora nessuno si è fatto sentire dalla Regione), che tutto verrà ripristinato. Questo significa mettere la ciliegina sulla torta, non voglio rispondere al suo post su Facebook perché significherebbe togliere tempo prezioso alla nostra battaglia e questa persona non merita. Non ha mai chiesto niente sull’ospedale e poi dirà che è stata lei a salvarlo. Il territorio è unito, sindaci e cittadini, dovranno rimanere uniti. Inoltre ricordo che le ultime azioni fatte da lei sono state per dividerlo questo territorio, chiedendo di non far nascere le nuove Unioni Montate al posto delle Comunità Montane. Ora inizio a parlare anche io”.

Questa invece la replica di Maurizio Gambini: “Noi non abbiamo fatto nessuna demagogia, abbiamo manifestato con forza perché il presidente della Regione Ceriscioli aveva fatto promesse che non ha mantenuto. A quel punto serviva un’importante azione, non c’era altro da fare. Secondo me il percorso è giusto, anche perché sulla sanità non si può derogare”.

Gambini, in qualità di presidente di Conferenza dei sindaci di Area Vasta, è certo che tutti i sindaci faranno di tutto per salvare la sanità locale, “facendo proposte condivise che tengano conto delle difficoltà di tutti i territori coinvolti”.

“E’ attivo e lo sarà fino a quando non si avrà la garanzia di un diritto alla salute – ha ricordato oggi il sindaco Grossi – il banchetto per la raccolta firme che come l’occupazione è h24. Oggi anche il pugile Mirko Larghetti, il toro di Frontino, ha detto no a questo piano sanitario regionale.

Intanto domani mattina dalle 10.30 in tanti raggiungeranno piazza del Popolo a Urbino per protestare e chiedere a Ceriscioli il ripristino degli ospedali di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, manifestando sotto le finestre dove si riunirà la Conferenza dei sindaci di Area Vasta 1.

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