Piano Sanitario, i dubbi del Forum provinciale per i Beni comuni

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17 gennaio 2016

Forum provinciale per i beni comuni

Forum provinciale per i beni comuni

URBINO – Molti i dubbi del Forum provinciale per i Beni comuni sul documento appena approvato dal’assemblea dei sindaci: “un ordine del giorno non previsto e a quanto pare sconosciuto alla metà dei presenti, che chiede la modifica e non la revoca dell’atto che trasformerebbe le case della salute in ospedali di comunità,  i posti letto di lungodegenza e riabilitazione in cure intermedie e i PPI ospedalieri in PPI territoriali”.

“Come già deciso ad Ancona – si legge nella nota – alle cure intermedie verranno aggiunti  “fino a quando la normativa nazionale lo permetterà”un numero imprecisato di posti letto di lungodegenza e un medico ospedaliero di notte. Resta poco chiaro, almeno per noi, se le strutture di Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro, ove non fossero riconosciute ospedali d’area disagiata diventeranno case della salute oppure ospedali di comunità. Purtroppo nessuno ha chiesto ai dirigenti presenti, mai intervenuti nel dibattito, se le modifiche che si stavano per approvare erano una deroga alle funzioni standard degli ospedali di comunità e, in caso affermativo, se simili deroghe avrebbero potuto essere richieste anche per organizzare diversamente la rete ospedaliera”.

Conclusione: “Forse, per quei sindaci che in buona fede l’hanno votato, quel documento è un primo passo per restituire alle proprie comunità almeno ciò che era stato tolto alla vigilia di Natale. Per il Forum invece, come forse per i pochissimi che non l’hanno votato (Cagli contrario, Montecopiolo astenuto e Pergola fuori dall’aula) rappresenta la perdita dello straordinario risultato di appena una settimana fa, quando 55 sindaci puntarono molto più in alto chiedendo la revoca sia della 1183 che della 735. Resta però ancora valida la loro richiesta di modificare il piano sanitario regionale e per questa ragione riteniamo tuttora prioritario l’avvio di un tavolo tecnico regionale, che coinvolga le comunità locali e tutti i portatori di interesse, per modificare la 735 e progettare una diversa rete di strutture ospedaliere integrate e adatte a questo territorio”.

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