Sanità: Pergola, Cagli, Montecopiolo e S. Lorenzo non ci stanno. Baldelli: “Inaccettabile il documento del Pd”

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17 gennaio 2016

Antonio Baldelli

Antonio Baldelli

PERGOLA – Ma quale soddisfazione. Il Comune di Pergola è uscito assolutamente deluso dall’incontro col governatore Luca Ceriscioli sulla questione sanità, tant’è il vicesindaco Marta Oradei ha lasciato la stanza in segno di protesta al momento della votazione.

A sintetizzare il pensiero dell’amministrazione comunale pergolese è Antonio Baldelli, presente all’assemblea in qualità di capogruppo di Pergola nel cuore. “Il Comune di Pergola ha mantenuto la posizione – si legge sulla sua bacheca Facebook – contro l’arroganza del Pd e in favore di un altro piano sanitario senza l’ospedale unico, non partecipando al voto, opponendosi ai metodi da farsa e da rissa del PD che Gambini, presidente dei sindaci di area vasta, non dovrà più consentire”.

“Nella bagarre scatenata ad arte dal PD – continua Baldelli – è sfuggito che anche il vicesindaco di San Lorenzo in Campo Luciana Conti, come quello di Pergola, non volendo legittimare il voto su un documento che non le è stato nemmeno consegnato, non ha preso parte al voto (si vede chiaramente anche da alcune riprese televisive). La votazione – che dunque non doveva nemmeno essere ammessa e che peraltro era stata richiesta per appello nominale mai avvenuto – è servita a legittimare un documento elaborato da Ricci, Tagliolini, Ceriscioli e Ucchielli nelle segrete stanze delle sedi del Partito Democratico e firmato da 35 sindaci con cui il PD conferma la chiusura degli ospedali. Gli altri sindaci, a differenza di Pergola, rientrano e votano il documento preconfezionato.
Bravi il sindaco di Cagli che conosceva il documento poiché lo aveva anche sottoscritto il giorno prima – come ha riferito a MontefeltroTv – ma che poi lo ha bocciato in aula e il vicesindaco di Montecopiolo che, pur rientrando in aula, non ha votato il documento e si è astenuto”.

Conclusione di Baldelli: “Si continua la lotta, certi che i Cittadini di questa Provincia e i Comitati che difendono il Diritto alla Salute non arretreranno di un passo, nonostante le manovre e gli inganni del Pd. No all’ospedale unico, sì ai nostri ospedali. Un altro Piano sanitario è possibile”.

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