Finito l’embargo all’Iran. La Cna: “Nuove opportunità per le imprese pesaresi”

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19 gennaio 2016

Alberto Barilari e Moreno Bordoni (Cna)

Alberto Barilari e Moreno Bordoni (Cna)

PESARO – Con la fine dell’embargo commerciale all’Iran, per le imprese pesaresi può partire la corsa al mercato della Repubblica Islamica. Un mercato che nel 2006, prima delle sanzioni, vedeva le nostre imprese esportare merci per centinaia centinaia di migliaia di euro e che dopo le sanzioni sono diminuite di quasi i 2/3.

“A subire in questo decennio le conseguenze più pesanti dell’embargo – dice il presidente Cna di Pesaro e Urbino Alberto Barilari – sono state le imprese marchigiane di apparecchi elettrici ed elettrodomestici. Ma, per quanto riguarda la provincia di Pesaro, si è dimezzato anche l’export di mobili e ridotto di un terzo quello di prodotti meccanici mentre un po’ tutti i settori manifatturieri hanno perso quote di mercato. Uniche eccezioni la plastica e la  farmaceutica che però hanno sempre avuto quote marginali di export verso l’Iran”.

Poi c’è la partita delle importazioni di materie prime che nel 2006 con le sanzioni si sono praticamente azzerate.

“La quasi totalità delle nostre importazioni dall’Iran – spiega Barilari – riguardava i prodotti petroliferi. Ora si riapriranno i rubinetti dei pozzi iraniani e il prezzo del petrolio dovrebbe scendere ancora”.

Quali settori produttivi marchigiani potranno cogliere le nuove opportunità offerte dal mercato iraniano?
“A causa delle sanzioni – commenta Moreno Bordoni, segretario provinciale della CNA – l’Iran è rimasto indietro nell’adeguamento delle proprie attrezzature industriali, che sono  in gran parte obsolete non solo per l’utilizzo prolungato nel tempo e la difficoltà di reperire pezzi di ricambio originali, ma anche – e soprattutto – per l’obsolescenza tecnologica che è legata al rapido progredire delle tecnologie nel campo dei beni strumentali per l’industria e l’artigianato. Data la competitività delle produzioni regionali nel settore, sotto tale profilo si apre all’export marchigiano una stagione di buone prospettive, con l’obiettivo di triplicare l’export del 2014 nel giro di due o tre anni. Questo anche grazie al fatto che abbiamo sempre mantenuto buoni rapporti con la Repubblica Islamica dell’Iran, anche grazie ai tanti giovani iraniani che studiano e lavorano nelle Marche, soprattutto medici e ingegneri che possono fare da ambasciatori delle Marche verso il loro Paese”.

Quindi grandi prospettive di crescita per la meccanica strumentale, a partire dalle imprese produttrici di macchine per il tessile e per le estrazioni di gas e petrolio. E poi le imprese dell’elettronica e dell’elettrotecnica in relazione allo sviluppo dell’alta velocità e all’ammodernamento delle reti e dei sistemi di sicurezza iraniani. Inoltre tessile, mobile e arredi, oreficeria, agroalimentare e moda. L’obiettivo è quello di triplicare il nostro export nei prossimi due o tre anni.

 “L’Iran – conclude Bordoni – è un Paese di 80 milioni di potenziali consumatori con un’età media di 30 anni, che nel 2016, secondo la Banca Mondiale dovrebbe avere una crescita del Pil del 5,8 per cento, con un reddito medio procapite di 17 mila dollari. Si tratta quindi di un mercato con capacità di spesa medio alta, l’ideale per le produzioni marchigiane di qualità. Ora si tratta di non sprecare queste opportunità e di saper creare collegamenti e relazioni privilegiate con Teheran. La Regione, le Camere di Commercio e le associazioni di categoria devono fare squadra e predisporre azioni per accompagnare le piccole e medie imprese marchigiane sul mercato iraniano”.

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