Alma J. Fano: Marcantognini una “riserva d’oro”. L’analisi di Candelora

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20 gennaio 2016

Sandro Candelora*

FANO – Possedere un tesoro in casa e non rendersene conto. Salvo poi, versando lacrime di coccodrillo, rimpiangere amaramente il fatto di avere trascurato troppo a lungo il capitale di cui si dispone. Apprezzandolo quando è ormai tardi. Nel caso di Gianluca Marcantognini, per fortuna, non è ancora tempo di abbandonarsi allo sterile rammarico a posteriori, ché il giovane portiere granata sta proprio ora vivendo il suo momento magico. Finalmente, è il caso di dire. Perché quando hai davanti un mostro sacro che risponde al nome di Ginestra devi saper mordere il freno e attendere con infinita pazienza che scocchi la tua ora. Senza arrenderti mai e anzi facendo di tutto per rispondere al meglio quando l’istante desiderato da sempre maturerà. Adesso che il numero uno titolare è giocoforza costretto ai box dal brutto infortunio rimediato a Matelica (la lussazione alla spalla è sempre fastidiosa per chiunque, figuriamoci per un estremo difensore) il nostro può mostrare tutto il suo valore, scacciando via insicurezze proprie e dubbi altrui.

Gianluca Marcantognini

Gianluca Marcantognini

In effetti, quando (invero assai raramente) in passato era stato chiamato a figurare tra i pali non pochi avevano storto la bocca sulle sue qualità. Spaurito, diceva taluno. Piccolino, argomentavano altri. Un pericolo pubblico, concludevano in molti. Stupidaggini, perché il guardiano della porta (nel calcio, il ruolo più delicato che vi sia) può essere giudicato con pertinenza solo nel lungo periodo e dal canto suo soltanto giocando può acquisire piena confidenza. Con se stesso, i compagni, i riferimenti che delimitano la rete da proteggere, le maligne traiettorie che disegnano gli avversari. Ecco, vedendolo esibirsi senza soluzione di continuità tutti sono oggi costretti a ricredersi. Il ragazzo (non dimentichiamoci che è un ’96), in effetti, ha stoffa autentica. Che si concretizza in senso della posizione, prontezza di riflessi, personalità nel farsi rispettare dai compagni di retroguardia e dagli attaccanti rivali. Il futuro in altre parole è suo e può viverlo da protagonista, facendosi beffe dei dubbi che lo circondavano e che forse avevano finito per irretirlo. E l’avvenire più prossimo, insieme ai cimenti domenicali che lo aspettano, si materializzerà presto con il rientro del maestro, che l’allievo sta rimpiazzando alla grande. Chi si accomoderà in panchina? Si accettano scommesse e la posta è alta. Anche se con due tipi così puntare significa vincere. Sempre e comunque.

*Opinionista Alma Juventus Fano per Pu24

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