Sanità, Gambini fa squadra coi sindaci: “Servizi vicino al cittadino e sede dell’Area Vasta a Urbino”

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21 gennaio 2016

L'incontro pubblico sulla sanità tenutosi a Urbino

L’incontro pubblico sulla sanità tenutosi a Urbino

URBINO – Un clima di condivisione e di partecipazione sulle scelte in merito alla sanità del nostro territorio si è respirato anche ieri durante l’incontro pubblico promosso dal sindaco di Urbino e presidente della conferenza dei Sindaci di Area Vasta 1, Maurizio Gambini, insieme agli amministratori locali. Tante le persone che hanno partecipato alla riunione di Collegio Raffaello per ascoltare e chiarire le questioni legate alla riforma sanitaria regionale, che sta coinvolgendo da vicino soprattutto le aree interne della nostra provincia e per cui c’è stata una mobilitazione generale.

Alla presenza degli assessori e dei consiglieri comunali, a dare sostegno al sindaco Gambini sono intervenuti anche altri sindaci del territorio, che stanno costituendo un fronte compatto affinché la Regione accolga le istanze delle aree più svantaggiate con l’obiettivo di garantire un servizio sanitario equo in tutta la provincia. A spiegare quali sono i cambiamenti previsti dalla riforma regionale e come questi incideranno sui presidi ospedalieri di Sassocorvaro, Fossombrone e Cagli in termini di posti letto e di prestazioni dei servizi, Fernanda Marotti del Forum provinciale Beni Comuni.

Tra i temi al centro del dibattito la sede dell’Area Vasta, sui cui i sindaci hanno mostrato compattezza nel ritenere che vada riportata a Urbino. “E’ una causa importantissima – ha commentato Maurizio Gambini – su cui abbiamo già iniziato a ragionare e che puntiamo ad ottenere. Il ruolo di Urbino è garante di un’equità nella distribuzione dei servizi sanitari anche per le aree interne, non ha senso che rimanga a Fano, visto che le strutture della costa sono già in rete grazie all’Azienda ospedaliera Marche Nord”.

La discussione ha toccato anche il futuro dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Urbino. “Ho notizie – ha continuato Gambini – di una struttura che sta vivendo gravi difficoltà in molti reparti. La situazione creata dall’improvvisa attuazione della riforma ha causato conseguenze drammatiche anche per il nostro pronto soccorso e per la distribuzione dei posti letto. Il nostro ospedale va salvaguardato, non crediamo che lo smantellamento dei pronto soccorso di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone vada di pari passo con il potenziamento dell’ospedale di Urbino, il mantenimento dei punti di primo intervento con medico h 24 e i posti di lungodegenza nell’entroterra sono fondamentali per far funzionare bene anche la struttura urbinate. Con Elisabetta Foschi, consigliere delegato alla Sanità, stiamo portando avanti un dialogo con gli operatori e un monitoraggio importante delle lacune e delle difficoltà del nostro ospedale, per il quale concordiamo che occorre iniziare a parlare anche di qualità del servizio, che non si misura soltanto in posti letto”.

Gambini ha anche ribadito l’intenzione di portare la questione sanità all’attenzione del Cal regionale (il Consiglio delle autonomie locali): “E’ necessario aprire un confronto anche con le altre province marchigiane per arrivare a una riforma che sia davvero condivisa e che vada incontro alle esigenze reali dei territori. In nostro obiettivo è di utilizzare questo nuovo metodo di partecipazione e di condivisione delle scelte anche su altri temi, come quello della viabilità, affinché le istituzioni siano davvero trasparenti e al servizio dei cittadini”.

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