Carloni attacca Ceriscioli: “Deve lasciare la delega alla sanità, vi spiego perché”

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28 gennaio 2016

Mirco Carloni

Mirco Carloni

FANO – “Sulla sanità Ceriscioli sta navigando a vista: lasci subito l’assessorato alla Sanità, senza aspettare, perché sta provocando gravi danni per tutti i cittadini e gli operatori delle Marche”. Così il capogruppo di Area Popolare Mirco Carloni interviene sulla gestione dell’assessorato alla sanità effettuata direttamente dal presidente della Regione Luca Ceriscioli.

“Sono passati ormai oltre 7 mesi dal suo insediamento – prosegue Carloni – Le scelte sbagliate che all’inizio sembravano figlie dell’inesperienza, dopo oltre 7 mesi risultano palesemente il frutto della mancanza di un progetto strategico e di una reale volontà di dialogo con i territori, i sindaci, i sindacati e gli operatori sanitari. L’esclusione della dirigenza medica dalla riforma sanitaria, l’attacco alla contrattazione sindacale, la chiusura dei punti nascita, il fatto le comunità locali arrivino ai tribunali per difendere i propri diritti alla salute sono esempi chiari che parlano da soli. Questa gestione disastrosa della sanità da parte dell’assessore Ceriscioli è bene che abbia un termine subito, senza ulteriore attese perché, come tutti stanno constatando, sta provocando gravi danni per i cittadini e per gli operatori delle Marche. Ceriscioli lasci l’assessorato ad altri che abbiano più tempo e più capacità per svolgere una vera gestione politica del settore, altrimenti si corre il rischio, come sta già avvenendo, che prevalgano i tecnici con le loro logiche ragionieristiche applicate al diritto alla salute dei cittadini”.

“Sono molteplici i temi – prosegue Carloni – su cui Ceriscioli ha dimostrato e dimostra tutt’ora di non avere né un progetto, né le idee chiare. E’ analizzando i risultati disastrosi ottenuti su questi, come su altri temi, che Ceriscioli dovrebbe serenamente trarre le conclusioni e lasciare subito ad altri la delega alla sanità”.

DIRIGENZA MEDICA
“L’esclusione della dirigenza medica dai processi di riforma del settore sanitario è un errore strategico. Come si può escludere dalla riforma proprio coloro che sono poi chiamati ad attuarla e che ne determinano il successo della sua applicazione?”.

CONTRATTAZIONE SINDACALE
“L’attacco compiuto alla concertazione sindacale di Area Vasta poteva provocare effetti devastanti sui processi di coinvolgimento del sindacato nella riforma sanitaria. Quello di Ceriscioli è stato un blitz sventato solo attraverso una proposta di legge del Presidente dell’Assemblea Legislativa regionale che ha corretto l’operato della Giunta”.

OSPEDALE MARCHE NORD
“Ceriscioli ha annunciato che si farà e che ci sono i soldi, ma non si sa ancora né dove, né, cosa molto più importante, con quali risorse. Siamo in attesa che il Presidente Ceriscioli ci spieghi dove sono i soldi che dice di aver trovato per Marche Nord. Ho chiesto formalmente che venga riunita la commissione bilancio per conoscere dal presidente Ceriscioli quali siano con esattezza le fonti di finanziamento per la realizzazione dell’ospedale”.

PUNTI NASCITA
“Su questo tema Ceriscioli ha toccato il fondo, brillando per non aver preso iniziative di gestione politica della vicenda, facendosi condizionare esclusivamente da logiche ragionieristiche. Perché Ceriscioli non ha formalmente chiesto le deroghe al ministro della Sanità Lorenzin? La decisione di chiudere i punti nascita di Osimo, Fabriano e San Severino è stata sbagliata, frettolosa e non concertata con la comunità locale. Se per tutelare i proprio diritti le comunità locali devono rivolgersi ai tribunali, significa che sulla sanità si sentono abbandonati”.

OSPEDALI DI COMUNITA’ DELL’ENTROTERRA PESARESE
“L’attacco alla sanità passa anche attraverso lo smantellamento dei servizi di base degli ospedali dell’entroterra. La sollevazione dei sindaci e dei cittadini del pesarese deve ancora trovare risposte concrete e coerenti. Speriamo che presto vengano garantiti nuovamente quei servizi di base e che venga ripristinata una condizione di sicurezza per tutti quei cittadini dell’entroterra”.

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