Il segno resta negativo: nel 2015 in Provincia 2121 imprese nate contro 2295 cessazioni. Il report della Camera di Commercio

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2 febbraio 2016

PESARO – Le tensioni che da diversi anni affliggono l’intero sistema economico non sembrano ancora allentare la morsa ed anche quest’anno l’anagrafe della Camera di Commercio provinciale registra un segno negativo sebbene affievolito rispetto agli anni passati.

Nella provincia di Pesaro e Urbino, nell’anno 2015, il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino rileva una flessione pari a -69 imprese, abbastanza contenuta rispetto a quel che si temeva (al netto delle 105 cessazioni d’ufficio, ovvero quelle cancellazioni effettuate direttamente dal Registro Imprese quando le imprese perdono i requisiti di legge per l’iscrizione).

Nello stesso periodo sono infatti nate 2.121 imprese contro 2.295 cessazioni per un tessuto imprenditoriale provinciale che comprende 41.256 imprese.

Sulla base dell’analisi settoriale hanno registrato una flessione i settori agricoltura con -44 imprese (con uno stock di 5.716 imprese), legno -16 (417), prodotti in metallo -15 (904), mobili -22 (1.238), commercio -26 (9.415), costruzioni di edifici -46 (2.130), trasporto e magazzinaggio -9 (1.247). Segnali positivi provengono invece dai servizi di alloggio e ristorazione +41 (2.967), le attività immobiliari +57 (2.526) ed infine attività finanziarie e assicurative +29 (683).

L’artigianato registra una flessione pari a -347 unità per una consistenza di 11.513 imprese e rappresenta il 27,9% dell’intero sistema imprenditoriale della provincia.

Le dinamiche relative alla natura giuridica delle imprese consolidano il rafforzamento strutturale del sistema provinciale con +292 società di capitale (9.776), -66 società di persone (9.224), -311 imprese individuali (21.477) e +16 altre forme (779).

Le difficoltà che ancora pesano sul sistema economico, conclude il Presidente Drudi, e l’elevata incertezza circa i tempi e l’intensità della ripresa economica rimangono tuttora fonti di rischio per un sistema che resiste da molti anni ed incontra difficoltà ad imporsi e consolidare la propria posizione. Tuttavia le imprese continuano a nascere, frutto della vocazione imprenditoriale che da sempre caratterizza il nostro territorio, ma si scontrano inevitabilmente con un mercato interno incapace di garantire consumi e occupazione. Dobbiamo quindi come Camera di Commercio e rappresentanze imprenditoriali proseguire nello sforzo congiunto di sostegno alla impresa e ricerca di nuove soluzioni che possano aiutare i nostri operatori a superare l’attuale congiuntura ed affrontare le nuove sfide di mercati sempre più competitivi.

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