Sanità, il Movimento 5 Stelle reclama il referendum abrogativo

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3 febbraio 2016

PESARO – “Il quadro delle riforme sanitarie poste in essere dalla staffetta Spacca-Ceriscioli giunge ora al suo compimento e a farne le spese sono i cittadini marchigiani, che vedono smantellato il loro diritto alla salute”, a dirlo è Cinzia Ferri, sindaco del Comune di Montelabbate, primo comune a 5 Stelle delle Marche. “È per queste ragioni che il M5S considera fondamentale interrompere tale processo e ricorrere alla consultazione referendaria, facendo ricorso agli strumenti della democrazia per consentire alla cittadinanza di esprimere il proprio giudizio sulla riforma sanitaria.

Insieme a Cinzia Ferri, alla conferenza stampa sono presenti i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle,

Cinzia Ferri

Cinzia Ferri

Gianni Maggi, Romina Pergolesi, Peppino Giorgini e Piergiorgio Fabbri.
Affinché si possa abbinare il referendum alle elezioni amministrative di giugno, riducendo così al minimo l’onere economico della consultazione, occorre che lo stesso venga indetto entro il 28 febbraio 2016.” spiega Pergolesi “Purtroppo un margine di tempo così ridotto, rende impossibile la raccolta delle 20.000 firme necessarie per la promozione popolare del referendum. Pertanto, la Giunta Comunale di Montelabbate, unitamente ai consiglieri regionali del M5S, chiede a tutti i Sindaci della Regione Marche, che si oppongono alla riforma sanitaria, di deliberare all’interno dei loro consigli con estrema urgenza la richiesta di referendum, per il quale almeno 20 Consigli Comunali si devono esprimere a favore.

Sulle finalità del referendum, Fabbri spiega: “Lo scopo dell’iniziativa, promossa una decina di giorni fa dall’On. Andrea Cecconi e alla quale abbiamo aderito prontamente, è di riportare gran parte delle competenze fondamentali in materia sanitaria all’Assemblea del Consiglio regionale, modificando l’art. 3 della legge regionale n. 13/2003 e s.m.i.”

“Attualmente, gran parte di tali competenze è appannaggio della Giunta che può deliberare in piena autonomia, come successo durante le vacanze natalizie con la chiusura degli ospedali dell’entroterra. Solamente attraverso questo passaggio cardine – conclude Fabbri – si potrà restituire la centralità democratica ai cittadini, discutendo per giungere a scelte condivise ed impedendo che decisioni strategiche vengano imposte senza consultazioni preventive.

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