Riforma BCC. Rossi (FAP): “Ennesimo regalo del PD alla grande finanza”

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4 febbraio 2016

Giacomo Rossi (Fap)

Giacomo Rossi (Fap)

PESARO – “La riforma delle Banche di Credito Cooperativo sarà l’ennesimo regalo di Renzi, del Pd e dei suoi alleati ai grandi istituti di credito”.  Lapidario il commento del Movimento civico “Fronte Azione Popolare PU” (del Coordinamento civico Marche) che in questi giorni è intervenuto ampiamente anche sulla questione “Salvabanche”.

Il presidente del FAP Giacomo Rossi afferma: “Le banche di credito cooperativo e le cassa rurali  rappresentano una particolare forma di credito. La loro caratteristica principale è quella di essere società cooperative per azioni, mutualistiche e local, basate sul l principio di “una testa, un voto”.

Per quanto le BCC siano comunque banche, si basano su quattro principi fondamentali: autonomia, localismo, radicamento sul territorio e solidarietà. La riforma del Governo andrebbe a snaturare questa particolare tipologia di credito italiano, riducendolo soltanto ad un reticolo di sportelli di una grossa Spa, unica detentrice del potere decisionale”. Aggiunge Rossi; “Nonostante i dati dicano che alcune BCC italiane risultino a rischio, il sistema del credito cooperativo può vantare una maggiore solidità del sistema bancario tradizionale. Seguire l’esempio di “Credit Agricole” come vorrebbe Renzi, significa togliere alle BCC e alla Casse rurali la propria licenza bancaria e crearne una nuova soltanto per la holding capogruppo. Così facendo le BCC italiane diventeranno soltanto degli sportelli bancari privati della loro autonomia”. Conclude Rossi; “Se è vero che bisogna limitare il rischio che la presenza di amministratori-soci-clienti crei forme di clientelismo del credito che possono portare a dissesti di bilancio, è anche vero che  il legame di queste piccole banche con il territorio è un valore da non perdere e da non mettere in mano ad un unico regista che poi, darà  tutto in mano ai soliti grandi gruppi finanziari. E’ assurdo  che gli enti locali non siano intervenuti in questa discussione e non abbiano fatto le dovute pressioni al Governo per tutelare la piccola finanza locale, sempre molto vicina alla società, alle famiglie alle piccole imprese”.

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