Consultinvest ko a Bologna (75-79), ma almeno è salva la differenza canestri

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9 febbraio 2016

OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA – CONSULTINVEST PESARO 79-75
OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA: Pittman 6, Vitali M. 5, Cuccarolo 0, Gaddy 18, Fontecchio 15, Mazzola 7, Oxilia 0, Hasbrouck 11, Penna ne, Odom 11, Ray 6. All. Valli
CONSULTINVEST PESARO: Basile 2, Shepherd 4, Gazzotti 4, Lacey 15, Christon 18, Daye 14, Candussi 1, Solazzi ne, Ceron 3, Lydeka 14. All. Paolini
ARBITRI: Sahin, Begnis, Attard
PARZIALI: 14-21, 29-19, 18-20, 18-15

 

BOLOGNA – Si certifica la crisi della Consultinvest, che rimane ancorata all’ultimo posto dopo aver perso lo spareggio salvezza contro Bologna con il risultato finale di 79 a 75, con la piccola consolazione di aver almeno salvato la differenza canestri. In ombra un nervoso Daye, Pesaro ha pagato un ultimo quarto negativo, dove ha lasciato strada ad una Virtus non irresistibile, ma che è stata più precisa sia ai liberi che dalla linea dei tre punti. Bene Lydeka e Christon, a sprazzi Lacey, mentre la panchina non ha dato grandi segnali di vita, in una Consultinvest che ha l’obbligo di chiedersi se sia il caso di continuare con questa conduzione tecnica o se sia arrivato il momento di cambiare l’allenatore.

Si parte con il solito quintetto schierato da coach Paolini nelle ultime giornate, mentre la Virtus – che ha spedito Fells in tribuna – risponde con Vitali e Mazzola, affiancati da Gaddy, Hasbrouck e naturalmente il totem Pittman. I primi due punti del match arrivano per merito di Lacey, in contropiede solitario dopo una palla recuperata, con la Vuelle che cerca il primo allungo con i liberi di Daye e un arresto e tiro dai quattro metri di Shepherd che vale il 10 a 4, punteggio che induce coach Valli a chiamare il primo timeout del match. Con Christon che fa viaggiare la palla senza dimenticarsi di concludere in proprio, la difesa biancorossa sembra in grado di reggere l’urto avversario, con buoni raddoppi dentro l’area e sull’entrata al ferro di Lacey, Pesaro si porta sul 14 a 4, ma Bologna gioca la carta Allan Ray che si presenta subito con una tripla, lanciando anche un segnale emotivo ai suoi compagni. Primi cambi anche in casa pesarese, con Ceron sul parquet, ma è Fontecchio ad ergersi a protagonista, con quattro punti consecutivi che riportano i padroni di casa sul meno tre (11-14) e con l’attacco biancorosso che fatica a ritrovare la fluidità dei primi minuti, in un primo quarto giocato a sprazzi dalla due formazioni, che si chiude con la Consultinvest avanti per 21 a 14, grazie al sesto punto di un positivo Christon.

Nel quintetto di inizio secondo quarto ci sono Gazzotti, Candussi e Ceron, scelta rischiosa che consente ai padroni di casa di tornare a sole tre lunghezze (18-21), con l’attacco biancorosso che appoggia il gioco su Lydeka, bravo a convertire in punti gli assist dei compagni. Sulla tripla centrale di Ceron, la Vuelle si riporta sul più sette (28-21), vantaggio consolidato da un’entrata di Basile e che non arriva in doppia cifra a causa dei soliti errori dalla lunetta. Ceron commette un prematuro terzo fallo e, con la Consultinvest che ha già esaurito il proprio bonus, c’è la possibilità per Bologna di tirare un buon numero di liberi (9 su 9 per adesso), mentre Pesaro ne ha già sbagliati sei su nove tentativi. Sull’entrata di un positivo Hasbrouck, l’Obiettivo Lavoro si porta a meno uno (32-33), con la difesa pesarese che comincia a subire la fisicità avversaria, mentre l’attacco – con Daye sfiancato dalla staffetta ordinata su di lui – si deve affidare a Christon (11 punti), bravo a trovare i suoi canestri in entrata, ma l’inerzia è ormai girata dalla parte della Virtus che, con due triple consecutive di Vitali e Mazzola, si porta per la prima volta in vantaggio sul 40 a 38, in un secondo quarto che si chiude con i padroni di casa avanti per 43 a 40.

Le statistiche di metà partita evidenziano l’orribile 6 su 13 dalla lunetta della Vuelle, che sta faticando anche a rimbalzo (20-14) e che sta pagando la serata non brillantissima di Daye, fermo a soli 4 punti, con 5 errori su 6 tentativi, mentre Lacey, dopo un buon primo quarto, è calato alla distanza.

Si riparte con Pesaro che schiera il suo quintetto base, ma è il solito Mazzola a far male alla difesa pesarese con due canestri consecutivi che valgono il 47 a 42 casalingo, distacco ricucito da un gioco da tre punti di Christon per il 47 pari, mentre Daye commette il suo terzo fallo. La Vuelle che prova una zona due-tre che frutta un paio di recuperi e un break di 9 a 0 che vale il nuovo vantaggio ospite grazie a Lacey (47-51), con Lydeka bravo a segnare due canestri sul pick and roll, prima di dover uscire per un colpo ricevuto alla spalla, lasciando al giovane Candussi la responsabilità di dover marcare Pittman. Daye cade nella trappola del nervosismo, facendosi fischiare il quarto fallo, dopo un ironico applauso rivolto alla terna arbitrale, tecnico che rischia di contare tantissimo nell’economia del match, con gli arbitri che si ergono a protagonisti, fischiando nella stessa azione un antisportivo e un tecnico a Lydeka molto ma molto dubbi. Pesaro che rischia di perdere lucidità, con la Virtus che rimette il naso avanti sul 54 a 53. Esce Ray per cinque falli, ma la guardia americana non è stato un fattore, mentre il quarto fallo di Pittman potrebbe essere importante per il prosieguo di un match che la Vuelle cerca di mantenere sui binari dell’equilibrio, con Lydeka bravo a trasformare quattro liberi consecutivi per il nuovo più cinque ospite (54-59). Vantaggio sempre effimero comunque, in un terzo quarto nervoso e combattuto che si conclude con l’Obiettivo Lavoro in vantaggio sul 61 a 60.

Ci aspettano dieci minuti nei quali i veri protagonisti saranno i falli commessi, con i quattro lunghi delle due squadre che sono carichi di quattro penalità a testa. Fontecchio buca la zona schierata da Paolini con la tripla del 66 a 60, mentre Daye continua a faticare maledettamente, in un attacco biancorosso che ci mette tre minuti prima di trovare un canestro grazie a Lacey. La Vuelle sembra aver finito l’energia, con una zona che lascia troppi spazi ai tiratori bianconeri e un attacco che ha prodotto solo quattro punti in sei minuti (71-64 al 36’). Si entra negli ultimi tre minuti con l’Obiettivo Lavoro che scappa via, grazie alle tante triple fallite dalla Consultinvest (75-64), con Daye che trova un gioco da tre punti – quinto fallo di Mazzola – ormai tardivo, perché, con la vittoria ormai in tasca per la Virtus, si gioca per salvare il più cinque dell’andata. Operazione riuscita grazie ad un gioco da tre punti di Lacey, che mitiga solo in parte la delusione di un match che Pesaro poteva anche fare suo, ma che invece ha perso col punteggio finale di 79 a 75.

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