Cecconi (M5S) a gamba tesa su Ceriscioli: “La sua campagna finanziata per la metà dalla sanità privata. Si dimetta da assessore”

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10 febbraio 2016

ROMA – “Qualora ci siano dubbi sulla direzione che Ceriscioli intenda dare alla sanità regionale, basterà uno sguardo sommario alla dichiarazione delle spese sostenute in campagna elettorale dal nostro Governatore.” Denuncia Andrea Cecconi, deputato pesarese del Movimento 5 Stelle. “Scorrendo in rassegna i fondi ricevuti dall’assessore alla sanità ad interim, si rimane subito colpiti da un dato: dei quasi 40.000 euro racconti dal Presidente per la propria campagna elettorale, quasi il 40% proviene dalla sanità privata.”

“Istituti riabilitativi, laboratori privati, – prosegue Cecconi – cliniche e case di cura si sono uniti per finanziare l’ascesa del Govenatore che, una volta eletto, ha pensato bene di tenersi l’assessorato alla sanità, forse per essere certo di poter ridistribuire i favori ricevuti.”

Andrea Cecconi

Andrea Cecconi

Ma c’è altro, spiega il pentastellato. “Nell’elenco, oltre a Cilento Ingengeria, ditta che si occupa di infrastrutture stradali, e Namiral, che, invece si occupa di piattaforme informatiche e gestionali, che siamo certi verranno ricompensate a dovere, compare anche RENCO, società di ingegneria di spicco del panorama pesarese, guidata da Giovanni Rubini. L’aspetto più curioso è che la RENCO, che opera essenzialmente all’estero, ha un ramo di azienda che si chiama Renco Health Care, che si occupa, niente meno che di residenze sanitarie. Perciò, aggiungendo Renco al computo delle aziende sanitarie private che hanno finanziato Cerisicoli, si raggiungerà la quota del 52% dell’intera campagna. Una cifra impressionante per un candidato Governatore che, magicamente, decide di fare anche l’assessore alla sanità ad interim.”

 

“A ciò va poi aggiunto – incalza – che la società di Rubini, oltre a comparire nell’inchiesta per i fondi neri a Finmeccanica, è anche coinvolta nell’inchiesta Mafia Capitale, sia perché parte della galassia di società controllate dalla holding di Buzzi, la Sarim Immobiliare s.r.l., sia per le quote della cooperativa Tolfa Care, anch’essa riconducibile a Buzzi e alla cooperativa 29 giugno.”

“Alla luce di tutto ciò – prosegue Cecconi – non sorprende che Ceriscioli sia così apertamente a favore della sanità privata. Sarebbe, però, bene che ricordasse quale sia il ruolo dell’assessore alla sanità e si decidesse a dimettersi da quella carica.

Luca Ceriscioli

Luca Ceriscioli

Sono in arrivo 2 miliardi e 800 milioni di finanziamento per la sanità marchigiana. Quasi 3 miliardi di soldi dei cittadini che vanno gestiti e indirizzati all’efficientemento del settore pubblico e non semplicemente usati per ricambiare i favori elettorali e mettere in piedi un impero sanitario privato.”

“La nostra regione continua a subire la riduzione dei servizi sanitari in maniera totalmente arbitraria, basti pensare alla chiusura dei punti nascita e degli ospedali dell’entroterra, e tutto viene gestito con superficialità e senza alcuna attenzione.” Elenca il parlamentare “Ma vi è di più: gli autisti di ambulanze non percepiscono lo stipendio da oltre 6 mesi e lo stallo è dovuto al blocco dei pagamenti da parte della Regione, mentre vi sono una serie di reparti che continuano a funzionare, o meglio a sopravvivere, con un organico cronicamente sotto numerato, che, Dio non voglia, non avrebbero alcuna capacità di fronteggiare una qualsiasi emergenza.”

“Quando si parla di salute pubblica – spiega, infine – si parla di questo, di saper garantire la tranquillità dei cittadini di fronte ai momenti difficili della malattia. I marchigiani meritano di vivere con la consapevolezza che lo Stato e la Sanità pubblica sapranno farsi carico delle loro esigenze sanitarie e non con il costante dubbio che i propri soldi vadano ad arricchire i finanziatori del Governatore.”

“Con tutti i difetti che ci si affanna a cercare al M5S – conclude il grillino – non si troveranno mai centri di potere a guidarne l’operato. Il M5S vive di micro donazioni ed ha come unici finanziatori sono i cittadini, a cui rende conto quotidianamente. Ed è proprio per il bene di questi ultimi, che non meritano un tale scempio, che Ceriscioli si deve dimettere dalla carica di assessore alla sanità della Regione Marche, prima che riesca a ricambiare tutti i favori ottenuti in campagna elettorale sulle spalle e con i soldi dei marchigiani.”

 

 

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