Gesù nella storia del Cinema. A marzo approfondimento culturale con Romuald Andrzej Klos, attore della “Passione” di Mel Gibson

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19 febbraio 2016

PESARO – Lunedì 7 marzo sarà a Pesaro Romuald Andrzej Klos. L’attore polacco,  popolare per il ruolo di cattivo – quello del flagellatore nel film  di Mel Gibson -, interverrà alle ore 21 a un incontro in programma nel santuario della Madonna delle Grazie.

Romuald Andrzej Klos

Romuald Andrzej Klos

L’iniziativa promossa dal Centro culturale della Beata Vergine delle Grazie e con il patrocinio del Comune di Pesaro, è inserita nella programmazione culturale che il centro, diretto da padre Roseto M. Saccà, sta portando avanti per il 2016. Dopo i saluti del priore del Santuario, padre Giuseppe Egidi e del direttore del centro culturale, spetterà a Massimo Baronciani (vice direttore del centro culturale) presentare i due relatori della serata:  Paolo Montanari (giornalista e critico cinematografico) e l’attore Romuald Klos. Montanari, utilizzando mezzi multimediali, svolgerà una riflessione su“Gesù nella storia del  cinema’’, partendo dai primordi della Settima arte, i Lumiere, Zecca, per poi analizzare capolavori come Intollerance di Griffith, in cui la presenza di Cristo, diviene per la società americana degli anni Venti, momento di scontro fra il conservatorismo benpensante e la diversità, soprattutto di colore e il disagio sociale, che caratterizzeranno la cultura del Paese della grande Mela. Poi i capolavori europei come Getzemani di Duvivier, Il Gesù di Dreyer, di cui ci rimane però solo la sceneggiatura, in quanto il film per motivi economici, non fu mai realizzato. Fino ai kolossal hollywoodiani come Il re dei re, La tunica, Ben Hur,  l’oleografico e tradizionale Gesù di Zeffirelli, e l’impegnato e meraviglioso Vangelo secondo Matteo di Pasolini, anticipato dal discusso episodio della Ricotta. In mezzo il televisivo Messia di Rossellini e i film di Alatri e fiction televisive.

Gibson_The_PassionThe Passion di Mel Gibson si pone in una posizione a sé nella letteratura cristologica cinematografica. Perché il suo iperrealismo dovuto anche agli scritti di una mistica tedesca, divenuta dopo tante controversie, santa per la chiesa ufficiale cattolica, vuole analizzare il capitolo descrittivo della passione e delle sofferenze di Cristo sulla croce. A tal riguardo, Romuald Klos, fino al 1989 convinto ateo, poi convertitosi per una guarigione dal cancro e da malattie dovute da vizi esistenziali, porterà la sua testimonianza. Un episodio significativo: “Ero in fila, ultimo della fila, a Cinecittà, per il film The Passion e mi sono messo in ginocchio a pregare. Quando Mel Gibson mi ha visto, mi ha preso subito, perché assomigliavo a John Malkovich’’. Ma Klos non è nuovo a interpretazioni in film di contenuto religioso. Ha lavorato con Liliana Cavani negli ultimi due film su Francesco d’Assisi, ha interpretato il ruolo di un medico polacco nel film su Papa Luciani,  e l’abate cieco ne “I cavalieri che fecero l’impresa” di Pupi Avati. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

 

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