Nove Daspo a ultras dell’Ancona dopo Fano-Ancona del 13 agosto

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19 febbraio 2016

FANO – Il Questore di Pesaro e Urbino Antonio Lauriola, con specifico provvedimento, ha vietato per i prossimi cinque anni l’accesso a strutture dove si svolgono incontri di calcio a 9 ultras anconetani, autori di un’aggressione nei confronti di tifosi fanesi.

Nel comunicato della Questura si legge come: “i fatti risalgano alla serata del 13 agosto 2015, quando, poco prima dell’inizio della partita di calcio in notturna Alma Juventus Fano – U.S. Ancona 1905, presso lo Stadio Mancini di Fano, una trentina di tifosi ospiti, travisati con cappucci ed armati di bastoni e spranghe di ferro, lanciando petardi e fumogeni, aggredivano un gruppo di supporters fanesi, presenti all’interno di un bar vicino alla struttura sportiva, abituale luogo di ritrovo. Il tempestivo intervento dei contingenti della Polizia di Stato ha messo in fuga gli aggressori, bloccando sul nascere il tafferuglio ed evitando che le persone coinvolte rimanessero ferite”.

image-1Le successive indagini condotte dal personale del Commissariato di Polizia di Fano, in collaborazione con quello delle Questure di Ancona e di Ferrara, hanno consentito di identificare e denunciare all’Autorità Giudiziaria per i reati di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, di porto abusivo di strumenti atti ad offendere, di danneggiamento, di lancio di fumogeni e petardi e di uso di caschi ed altri mezzi per rendere difficoltoso il riconoscimento, nove ultras della squadra dorica, tutti anconetani ad eccezione di due residenti a Ferrara, di età compresa fra i 20 ed i 40 anni e già noti alle Forze dell’Ordine per il loro coinvolgimento in cosiddetti reati  “da stadio”.

Conseguentemente, nei confronti dei citati soggetti la Divisione Anticrimine della Questura di Pesaro avviava la procedura per l’adozione del cosiddetto “DASPO di gruppo”. Nello specifico, considerati i precedenti dei soggetti in questione, il Questore Lauriola, con proprio provvedimento, imponeva loro il divieto di accedere per cinque anni agli impianti ove si svolgono incontri di calcio. In particolare a cinque degli indagati, che già in passato erano stati colpiti da DASPO, veniva applicato anche l’obbligo della firma presso la Questura del luogo di residenza, prescrizione che veniva convalidata dall’Autorità Giudiziaria.

 

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